Se difendiamo la dignità delle nostre

 

nazioni, i nostri popoli non potranno

 

essere mai dominati


L’intervento del vicepresidente del Consiglio di Stato e Segretario del Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri della Repubblica di Cuba, Carlos Lage Dávila, al IV vertice dei Capi di Stato e/o di Governo dell’Associazione degli Stati dei Caraibi:

 

 

Eccellenze:

 

I nostri popoli oggi devono affrontare enormi sfide, vecchie e nuove. L’11 settembre ha cambiato la realtà del mondo e quelle vite innocenti annullate dal terrorismo hanno scatenato una risposta ingiustificabile e illegale, da condannare.

 

Il Governo degli Stati Uniti è andato al di là del legittimo dolore dei suoi

LA DELEGAZIONE CUBANA E’ RITORNATA SODDISFATTA DAL SUMMIT DEI CARAIBI

 

PL - La delegazione cubana che ha partecipato al IV Vertice dell’Associazione degli Stati dei Caraibi (AEC), è ritornata a Cuba da Panama, dove ha valutato l’importanza della Dichiarazione Finale dell’incontro.

 

Il vice presidente Carlos Lage e il ministro degli esteri Felipe Pérez Roque, hanno guidato la delegazione ed hanno mostrato soddisfazione per il testo che condanna il terrorismo e il blocco economico imposto a Cuba dagli Stati Uniti.

 

In una dichiarazione a PL, Aramís Fuentes, che faceva parte della delegazione, ha elogiato il clima delle conversazioni tra le nazioni riunite a Panama, dove sono stati fatti dei passi avanti nei settori del trasporto, commercio e turismo.

 

Fuentes è responsabile delle questioni dell’America Latina nel MINREX cubano ed ha ricordato l’appoggio unanime che l’Isola ha ricevuto nella sua condanna al terrorismo in qualsiasi genere di manifestazione.

 

I 25 membri e i tre osservatori della AEC hanno appoggiato Cuba nella condanna al terrorismo e a coloro che lo finanziano, che lo propiziano e lo proteggono, soprattutto da Washington.

 

Pérez Roque ha apprezzato l’ambiente costruttivo e di comprensione che ha caratterizzato la riunione, un valido meccanismo d’accordo capace di generare soluzioni ai problemi attuali dell’America Latina e dei Caraibi.

 

Pérez Roque ha sottolineato il problema del debito estero, una zavorra che impedisce lo sviluppo delle nazioni latino americane e dei Caraibi, perchè drena in continuazione le risorse della regione.

 cittadini per capeggiare una crociata mondiale contro il terrorismo che in realtà è una guerra di rapina, che cerca solo l’espansione dei suoi interessi e la conquista d’importanti risorse naturali.

 

Due popoli sono stati brutalmente invasi, occupati e massacrati.

 

Il governo di Bush non si è mosso per interesse patriottico, ma per appetito imperiale di dominio.

 

Non l’ha ispirato la giustizia ma l’avidità.

 

Non è andato a piangere i propri morti ma a rubare per un pugno dei suoi vivi.

 

La vecchia formula della Legge del Taglione sembra dirigere la politica dei poderosi e i più recenti atti terroristi di Madrid e di Londra evidenziano che non è con il terrore che si può vincere il terrorismo.

 

Nel mezzo di alcune guerre e con la minaccia di altre, il mondo è sempre più disuguale e migliaia di persone sono condannate alla disoccupazione, alla povertà, alla fame e alle malattie.

 

Una nuova categoria, quella di "Scarto umano" è stata creata dal neo liberismo.

 

L’accesso ai mercati internazionali è poco meno che impossibile per molti paesi e tutti siamo vittime d’un sistema di commercio internazionale, schiacciati da barriere di tasse doganali e con sistemi di quote, sussidi e onerose condizioni.

 

I nostri fratelli del CARICOM soffrono sulla propria pelle le decisioni egoiste dell’Unione Europea e degli USA che danneggiano le esportazioni di banane e di zucchero, obbligandoli ad affrontare le imposizioni arbitrarie delle trans-nazionali nel turismo, nell’aviazione e in altri settori.

 

I paesi industrializzati e ricchi non accettano di adottare concessioni di trattamenti speciali e differenziati con coloro che li necessitano. Dimenticano il loro debito storico con il nostro sviluppo, non mantengono le loro promesse e si fanno pagare una e più volte lo stesso debito, mentre parlano demagogicamente di libertà di mercato.

 

L’America Latina e i Caraibi soffrono per la distribuzione delle entrate più ingiusta del pianeta; l’epidemia di VIH/SIDA ha colpito già 2.400 mila persone ed è oggi uno dei più gravi problemi per alcuni dei paesi della nostra regione; la fuga dei cervelli drena la risorsa più importante: l’uomo.

 

Un milione 200 mila professionisti latino-americani e dei Caraibi lavorano come emigranti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada e la loro formazione ci è costata l’astronomica somma di 36.000 milioni di dollari. Il nord porta via i nostri migliori specialisti ci e rimanda i criminali che hanno superato i master in delinquenza nelle loro città e nelle loro prigioni.

 

La nostra regione paga ogni anno 150.000 milioni di dollari per il servizio del debito estero, una cifra tre volte maggiore di quella degli investimenti stranieri, indirizzata come si sa ad espropriare le nostre risorse e non per il nostro sviluppo. Il servizio del debito è 25 volte maggiore degli aiuti ufficiali allo sviluppo ricevuti con condizioni crescenti e subordinanti da parte dei donanti.

 

L’America Latina e i Caraibi trasferiscono decine di migliaia di milioni di dollari ogni anno verso i paesi ricchi come conseguenza d’una disciplinata applicazione delle ricette neoliberiste.

 

Ingannevoli e occasionali crescite statistiche non trasformeranno questa realtà.

 

Che faranno i paesi poveri e senza petrolio se il prezzo dei barili giungerà a 100 dollari?

 

L’attuale ordine economico mondiale, ingiusto e disuguale, deve cambiare e come parte di questa indispensabile battaglia dovremo consolidare i meccanismi e i processi d’integrazione e cooperazione regionale basati su nuovi principi di solidarietà e umanesimo.

 

Noi applaudiamo la generosa e storica decisione della Repubblica Bolivariana del Venezuela di creare Petrocaribe.

 

Il Venezuela ha dato al mondo e specialmente ai paesi sviluppati e ricchi un esempio di fraternità e di solidarietà.

 

Progetti come Petrocaribe possono essere il seme di una vera integrazione orientata a saldare l’enorme debito sociale con i nostri popoli, superando le determinazioni egoiste del mercato e gli stretti interessi nazionali o corporativi.

 

Partendo da questi principi il Venezuela e Cuba hanno dato il via ai primi passi verso l’Alternativa Bolivariana per le Americhe, ALBA, un’iniziativa aperta a tutti i paesi della regione.

 

In quest’ambito di nuova integrazione s’iscrive la Missione Miracolo, grazie alla quale in un anno si restituirà la vista a circa 100 mila venezuelani e a 20 mila abitanti dei Caraibi.

 

Abbiamo offerto lo stesso ad altri 100 mila latino-americani che necessitino questo servizio specializzato, perchè sono quattro milioni quelli che non vi possono accedere per via della povertà.

 

Cuba è in condizione d’offrire appoggio in questa cooperazione senza precedenti: quest’anno sono già stati operati 27.910 venezuelani e sono già venuti a Cuba i primi 538 cittadini dei Caraibi. 210 sono stati operati e molti sono tornati a casa con la vista recuperata.

 

30 giorni dopo la nostra riunione con la Comunità dei Paesi dei Caraibi, ad Anzoátegui.

 

La volontà politica è decisiva e Cuba, bloccata e calunniata lo assicura. Oggi studiano nelle università cubane 16.364 ragazzi di 104 paesi del Terzo Mondo.

 

La potenza super poderosa che sogna di annettere l’Isola può lanciare una guerra o colpirci con una bomba nucleare, ma non potrà mai, come fa Cuba, inviare 37.000 collaboratori tra i quali 24.000 del settore della salute a lavorare in 105 paesi e spesso in luoghi appartati e in condizioni difficili.

 

Il nostro capitale maggiore è quello umano, che starà sempre al servizio delle cause più nobili e a favore dell’integrazione.

 

I pericoli che affrontiamo sono molti. Cuba inoltre occupa uno dei primi posti nella lista di Bush dei più di 60 paesi "oscuri angoli del mondo", che si possono invadere preventivamente, ma abbiamo la certezza che sapremo vincere questi pericoli e sconfiggere gli invasori.

 

Se ci uniremo, se non ci faremo ingannare, se respingeremo le loro imposizioni, se difenderemo la dignità delle nostre nazioni, se c’integreremo, i nostri popoli non potranno mai essere dominati.

 

Molte grazie.

 

 


 

Il Ministro degli esteri di Cuba

ha rilevato la validità della AEC

 

Panama, 28 luglio (PL) - Il ministro degli Esteri di Cuba, Felipe Pérez Roque, ha dichiarato che tutti i meccanismi daccordo sono validi e dovrebbero contribuire a dare soluzioni a problemi così gravi come il debito estero che asfissia lAmerica Latina.

 

Carlos Lage ha incontrato il

 Presidente di Panama

(AIN) Carlos Lage, vicepresidente del Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba, ha incontrato Martín Torrijos, Presidente di Panama, con il quale ha conversato sull’Associazione degli Stati dei Caraibi (AEC).

 

L’incontro è avvenuto nella residenza presidenziale di Torrijos con la partecipazione del ministro degli esteri cubano, Felipe Pérez Roque e del Console Generale dell’Isola a Panama, Carlos García Trápaga, informa Prensa Latina.

 

Lage presiedeva la delegazione cubana che ha partecipato al IV vertice della AEC, inaugurata il 28 da Martín Torrijos nel centro delle convenzioni ATLAPA, vicino all’Hotel Casera Park.

 

Il dirigente cubano era giunto all’Aeroporto Internazionale di Tocumen, a Città di Panama e in brevi dichiarazioni ha espresso a nome del Governo cubano e del suo Presidente, Fidel Castro, un affettuoso saluto al popolo di Panama e gli auguri di successo alla riunione.

 

La stampa internazionale ha sottolineato in modo notevole lo svolgimento di questa riunione che, con lo slogan "La realizzazione d’una visione", vuole dare più forza a quest’organizzazione che riunisce 25 Stati Membri del detto "Gran Caribe".

La pagina digitale di El tiempo, di Panama, ha scritto che questo quarto appuntamento generale inizia con la prospettiva d’analizzare una strategia energetica comune, la lotta contro il terrorismo e la povertà, tra gli altri temi.

Il Sol de Zacateca, del Messico, nella sua versione digitale ha indicato che dopo 10 anni d’esistenza la AEC includerà nei suoi dibattiti tutti quegli aspetti che contribuiscono al rafforzamento del meccanismo. Questo mezzo elettronico attribuisce una grande importanza alla riattivazione del dialogo e dell’accordo politico al più alto livello e inoltre segnala il trattamento di altri vitali aspetti, come il commercio, gli investimenti, il turismo sostenibile, il trasporto e i disastri naturali.

In alcune dichiarazioni a un gruppo di giornalisti, allinizio della riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri dellAssociazione degli Stata dei Caraibi - AEC - il ministro cubano ha detto che lIsola partecipa a questi incontri con uno spirito molto costruttivo e di cooperazione.

 

Egli ha commentato che il tema dello sviluppo è una necessità indispensabile per la regione, ma ha sottolineato che non si può parlare di sviluppo senza fare unanalisi di un debito estero di 90 anni pagato già tre volte, che comunque è il doppio di quello precedente.

È un drenaggio continuo delle nostre risorse e per questo ci vediamo in scenari come questo e dobbiamo adottare iniziative concrete per affrontare tutti insieme i nostri problemi.

 

Pérez Roque ha segnalato che la delegazione cubana ha presentato un progetto di dichiarazione speciale sulla lotta contro il terrorismo che: Noi ministri approveremo formalmente poiché è già stata adottata dai 25 membri e dai tre osservatori della AEC a livello degli alti funzionari. Il documento conferma limpegno delle nostre nazioni di affrontare il terrorismo e respingere ogni forma di terrorismo da qualsiasi luogo provenga e ci impegna anche, tutti, a non dare rifugio ai delinquenti internazionali che si dedicano a questa pratica criminale. Questo è molto importante in un momento in cui il Venezuela reclama lestradizione di Posada Carriles, attualmente negli Stati Uniti, per far sì che si concluda il processo a carico di costui per lesplosione in volo di un aereo civile cubano, avvenuta nel 1976 nella quale morirono 73 persone. Questo documento è un supporto, un contributo per far sì che si faccia giustizia, quella giustizia che i cubani, orfani, vedove e familiari di quelle persone innocenti esigono, poiché le vittime furono assassinate da terroristi della peggiore specie! ha commentato.

 

 



Il ministro degli Esteri cubano


è a Panama per il Summit dei Caraibi

 

E.C. Perez  (inviato speciale di Granma)

 

Città di Panama, 27 luglio. – Il ministro degli Esteri cubano, Felipe Pérez Roque, è arrivato in questa città per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri del IV Summit dell’Associazione degli Stati dei Caraibi (AEC), che darà continuità al lavoro degli esperti di alto livello per approntare la Dichiarazione di Panama, che verrà firmata dai capi di Stato e di Governo o dai loro rappresentanti, nella giornata di chiusura prevista, per venerdì pomeriggio.

 

La Dichiarazione difende i principi di sovranità, integrità territoriale e non intervento, così come il diritto di ogni popolo a costruire in pace, stabilità e giustizia il proprio sistema politico.

 

In questo senso si ricorda il documento similare approvato nel III Summit, nell’Isola Margherita, che rifiuta ogni tipo di misura economica coercitiva unilaterale applicata da uno Stato e l’applicazione extraterritoriale di leggi interne, come la Helms-Burton, violatrice dei principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.

 

Nello stesso tempo riafferma l’impegno per il multilateralismo e condanna tutti gli atti di terrorismo, in tutte le forme e manifestazioni, da chiunque, contro chiunque ed in qualsiasi luogo vengano commessi.

 

Il documento riafferma anche che la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale è essenziale per promuovere e consolidare la democrazia e proclama la priorità dell’agenda sociale e lo sradicamento di fame, denutrizione, discriminazione e disuguaglianza.

 

Mette anche in risalto la preoccupazione di fronte alla grave minaccia che costituisce la pandemia del SIDA (AIDS) per lo sviluppo umano, sociale ed economico del ‘Gran Caribe’ e riconosce che per combatterla è necessario un maggiore sforzo di prevenzione e attenzione, nonché l’aumento della cooperazione internazionale.

 

Menziona l’impegno di promuovere la cooperazione in materia di disastri naturali, il miglioramento delle prestazioni di assistenza umanitaria in tutte le fasi di un disastro e nella promozione di una cultura della prevenzione e di sistemi di allarme preventivi.

 

Premettendo che il Mar dei Caraibi è patrimonio comune e che i Governi ed i popoli sono i suoi guardiani, viene ribadita la decisione di continuare a fare passi per assicurare il suo riconoscimento come area speciale nel contesto dello sviluppo sostenibile da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.