Posada Carriles, un agente di Washington

 contro la Rivoluzione Sandinista

 

R.G.Alvarez - Managua, 31 maggio 2005 (PL)

 

Il segretario del Parlamento Centroamericano (PARLACEN), Jacinto Suárez, ha affermato lunedì che il criminale Luis Posada Carriles era la mano occulta di Washington nella guerra sporca contro la Rivoluzione Popolare Sandinista in Nicaragua.

 

In una dichiarazione rilasciata a ‘Prensa Latina’, Suárez ha assicurato che Posada era un "asso nella manica" dell’ex presidente Ronald Reagan, per i suoi tentativi di sconfiggere la Rivoluzione cubana ed i movimenti progressisti in America.

 

Il deputato del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN) ha denunciato che, nel 1985, con l’aiuto e la protezione della CIA, Posada Carriles evase dalle carceri venezuelane, dopodichè arrivò alla base aerea di Ilopango, in El Salvador.

 

Lì si legò al traffico di armi a vantaggio della "contra" nicaraguense, mediante un’operazione che più tardi divenne nota con il nome di "Iran-Contras", il cui elemento chiave era l’ex colonnello statunitense Oliver North, ha aggiunto Suárez.

 

"La strategia", ha commentato il parlamentare, "era quella di vendere armi all’Iran e di consegnare il denaro ricavato ai gruppi della ‘contra’, che avevano le loro basi principali in territorio honduregno".

 

Ha ricordato che anche l’aviazione civile nicaraguense (AERONICA) rimase vittima di due attentati molto simili a quello pianificato nel 1976 da Posada Carriles contro l’aereo cubano a Barbados, dove morirono 73 innocenti.

 

Ha spiegato che uno degli ordigni esplose prima del decollo di un velivolo nicaraguense da un aeroporto messicano e l’altro, collocato in una valigia, scoppiò nell’Aeroporto Internazionale di Managua, nel nastro bagagli, provocando la morte di un impiegato.

 

Ha commentato che questa guerra, "prefabbricata e finanziata con denaro ricavato illegalmente, lasciò in Nicaragua un saldo di 10.000 vittime, tra morti, feriti e scomparsi, nonché gravi danni all’economia nazionale".

 

Il caso venne portato di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia de L’Aja e questa si pronunciò a favore di Managua, condannando la guerra contro il Nicaragua diretta dagli Stati Uniti.

 

La Corte ordinò il versamento di 17 milioni di dollari a titolo di indennizzo ma Washington, esprimendo la sua prepotenza imperiale, rifiutò la sentenza.

 

A proposito di Posada Carriles, Suárez ha aggiunto che questi, protetto dalle autorità salvadoregne, pianificò ed inviò mercenari di quel paese a mettere bombe in alcuni hotel de L’Avana, in uno dei quali rimase ucciso il turista italiano Fabio Di Celmo.

 

"Partì da San Salvador", ha aggiunto, "per attentare contro la vita del Presidente cubano Fidel Castro, durante il X Summit Ispanoamericano svoltosi a Panama nel 2000".

 

Il comitato direttivo del PARLACEN si è pronunciato favorevolmente a che il peso della legge "cada sulle spalle di ogni terrorista confesso e dei suoi collaboratori, che hanno seminato la morte in diverse nazioni d’America".