Posada conferma che sta a Miami e

 prende in giro il governo degli Stati Uniti

 

18 maggio 2005

 

ricercato per terrorismoIl terrorista Luis Posada Carriles ha preso in giro, burlandolo, il governo di George Bush II, con la sua dichiarazione a Miami rilasciata a El Nuevo Herald: "Prima mi nascondevo. Pensavo che il governo degli USA mi stesse cercando. Adesso mi nascondo molto meno Ci sono persone che mi hanno visto nei supermercati, nei consultori medici, soprattutto persone anziane..."

 

Portavoce del governo hanno ripetuto più volte che ignoravano se Posada Carriles era o meno negli USA, come il presidente Castro ha denunciato alcune settimane fa. In un’ intervista pubblicata martedì 17 dal quotidiano della destra reazionaria cubano americana di Miami, realizzata in un pomeriggio recente, l’individuo accusato di terrorismo, bevendo tranquillamente un succo di frutta, ha raccontato che legge Confucio e ammira le immagini dei grattacielo di Miami dal balcoine dell’edificio di Brickell Key.

 

Il quotidiano spiega che l’incontro é avvenuto in un condominio di lusso a pochi isolati da un ufficio del Dipartimento di Sicurezza Interna - DSI - dove lo dovrebbero intervistare dopo il suo ingresso furtivo nel paese nel mese di marzo scorso.

 

Cuba e Venezuela stanno esigendo dalle autorità degli USA l’arresto di Posada per le sue attività di terrorista e accusano i governanti degli Stati Uniti di ipocrisia, poiché perseguono il terrorismo d’oltremare ma non arrestano Posada che ha chiesto asilo politico.

 

Posada Carriles non ha voluto confermare o negare la sua partecipazione a una serie di attacchi con bombe collocate in luoghi turistici cubani nel 1997, anche se lo ha ammesso precedentemente.

 

"Lasciamolo alla storia" ha detto.

 

L’Herald ha scritto che la richiesta d’asilo di Posada dipenderà dal giudice: cioè dal fatto che questi creda o meno che Posada è stato coinvolto in atti terroristici.

 

Le leggi di immigrazione proibiscono di dare asilo a stranieri se si crede che hanno commesso dei delitti gravi e la connessione di Posada con circa dodici esplosioni in luoghi turistici di Cuba sono fatti rilevanti...

 

Nell’intervista Posada non ha negato di aver giocato un ruolo in questi fatti che provocarono ferite a varie persone, sei esattamente, e la morte di un cittadino italiano. In un altra intervista, del 1998, Posada aveva detto al The New York Times che lui aveva organizzato una ondata di attacchi l’anno precedente negli alberghi nei ristoranti e nelle discoteche di Cuba e che i finanziamenti provenivano dalla fondazione cubana americana e dal suo fondatore Jorge mas Canosa morto nel 1997

 

Quando gli é stato chiesto se negava di aver organizzato quegli attentati Posada ha scosso il capo e ha risposto lasciamo tutto alla storia. Gli ufficiali del dipartimento della sicurezza interna DSIO non stanno cercando attivamente Posada perché non ci sono ordini di arresti negli Stati Uniti sostiene la versione dell’Herald.