I CINQUE EROI CUBANI

 

 

Antonio Guerrero ratifica la

 

 

fiducia nei giovani cubani

 


5 aprile 2006 – AIN –

 

 

    30 marzo 2006

 

 

Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani sequestrati negli USA per aver combattuto contro il terrorismo ha ratificato la fiducia nei giovani della sua Patria con una lettera indirizzata agli studenti del liceo Rafael Maria de Mendive di Santiago di Cuba.

 

Antonio Guerrero
Antonio Guerrero

"C’è un ricambio pronto per assumere il complesso compito di rafforzare e preservare l’opera socialista costruita", ha scritto Antonio, che ha complimentato gli studenti di questa scuola e tutti quelli dell’Isola nel 44º compleanno della Unione dei Giovani Comunisti -UJC- e nel 45º dell’Organizzazione dei Pionieri José Martí.

 

Guerrero - ha riferito il sito Web della CMCK di Santiago di Cuba – ha ricordato l’ingiusto modello economico e politico che si impone nel mondo e ha analizzato come Cuba si mantiene ferma nella sua battaglia per una società sempre più giusta ed equa e questo rende l’Isola meritevole del rispetto di molte nazioni del mondo.

 

"Io non posso smettere di pensare, scrivendovi, al mondo in cui viviamo, un mondo nel quale l’egoismo prevale sulla bontà, dove lo sfruttamento, l’abuso e il saccheggio prevalgono sulla giustizia... un mondo dove si pone in pericolo persino l’esistenza umana"!

 

Prima dei saluti Antonio ha ripetuto che: "Nella Patria si sta costruendo un’alternativa a questi mali con i giovani come autentici protagonisti dell’opera".

 

Antonio Guerrero, Fernando González, Ramón Labañino, René Gonzáles e Gerardo Hernández sono stati arrestati nel settembre del 1998 dal FBI mentre compivano la missione di penetrare nelle organizzazioni terroriste della Florida che pianificavano attentati contro l’Isola.

 

Condannati a quattro ergastoli più 77 anni nell’insieme, sono richiusi in prigioni di massima sicurezza nonostante la sentenza della Corte d’Appello del 11º Circuito di Atlanta che ha annullato il processo manipolato e le sentenze arbitrarie.

 

Attualmente la decisione è stata rimandata al Plenum dei magistrati della stessa Corte d’Appello, in una nuova manovra per impedire la giusta e meritata libertà dei questi 5 combattenti contro il terrorismo.