5/10/2006 -  tratto da http://cubanite.clarence.com/

 

Ragioniamo insieme sui pericolo

del dengue a Cuba

 

 

 

Mi sembra che siamo a livelli di isteria. L'articolo del Corriere

www.casaleinforma.it/pcivile/infezioni/dengue.htm

Diffusione della dengue all'anno 1998 (Paesi segnati in rosso).
Le stelle gialle indicano i Paesi dove si sono verificati casi di dengue emorragica.

Che cosa é la dengue

 

La dengue è una malattia virale trasmessa da insetti. Il principale vettore è una zanzara Aedes aegypti, frequente nelle aree urbane di alcuni Paesi subtropicali, tropicali ed equatoriali.
La dengue nella sua forma più comune è una malattia simile all'influenza, che colpisce bambini e adulti, talora in forma severa, ma generalmente esita nella completa guarigione del paziente. 
I sintomi sono variabili e piuttosto generici: cefalea (mal di testa) febbre alta, dolore agli occhi, alle articolazioni e ai muscoli.
La forma emorragica della dengue, peraltro meno frequente delle altre, è la più grave, ed è potenzialmente mortale: è caratterizzata da febbre alta, fenomeni emorragici, spesso con ingrossamento del fegato e, nei casi più gravi, collasso circolatorio. Questa forma è più diffusa nei giovani sotto i 15 anni, ma può verificarsi anche negli adulti. Non esiste una terapia specifica. Tuttavia, un adeguato trattamento dei sintomi può ridurre la mortalità della forma emorragica all'1-2% dei casi.
Si tratta quindi di una malattia che può essere adeguatamente "gestita", in presenza di una corretta diagnosi. A tale proposito, la permanenza in Paesi a rischio (si veda la carta sottostante) deve essere segnalata al proprio medico per permettere di indirizzare correttamente l'eventuale diagnosi. La positività all'infezione, anche in assenza di sintomi, si può rilevare attraverso test sierologici per la ricerca di anticorpi.
Dal momento che non esiste ancora disponibile un vaccino efficace, la prevenzione si basa essenzialmente sulle precauzioni atte ad evitare il contatto con l'insetto vettore (abbigliamento idoneo, zanzariere, repellenti per insetti, ecc.) nei Paesi dove è presente.


 

 di ieri, ampiamente ripreso dai TG italiani ha assurdamente gettato nel panico chi pensava di programmare un viaggio a Cuba. Mai questo blog ha ricevuto tante visite ne il sottoscritto tante mail con richiesta di approfondimenti o tranquillizzazioni. Come da tempo scrivo, da alcuni mesi a Cuba si è registrato un considerevole aumento di casi di Dengue, malattia che è ampiamente diffusa in buona parte del sud del mondo, in special modo nell'america latina, centroafrica e sud est asiatico nel periodo umido. Il dengue si trasmette solo con la puntura della zanzara Aedes aegypti infetta. Se si elimina la zanzara o se si fa in modo di non farsi pungere è impossibile rimanere contagiati dal dengue. Ne consegue che un turista in procinto di partire per Cuba dovrebbe essere consapevolmente tranquillo che, se usate minime precauzioni, la possibilità di essere infettati è davvero remota. Da una parte perchè a seguito della massiccia campagna di prevenzione e di fumigazione messa in atto dalle autorità cubane la popolazione delle zanzare sull'isola si è drasticamente ridotta e poi perchè se ci si munisce di buoni repellenti anti zanzare e si dorme in locali con aria condizionata, ovvero praticamente tutti gli alberghi e la maggior parte delle case private per i turisti, le possibilità di entrare in contatto con una zanzara  Aedes aegypti infetta sono veramente minime. E' doveroso ricordare che a Cuba, come nel mondo, esistono vari tipi di zanzara ma solo quella menzionata  se infetta trasmette il virus. Quindi nessun panico se ci si ritrova con una puntura.

 

E se poi si avesse davvero la sfiga di venire contagiati, se individuato in tempo il dengue è perfettamente curabile. I sintomi sono facilmente individuabili:  febbre alta, dolori alle ossa, agli occhi e nausea e/o vomito. A Cuba in questo momento sono particolarmente attenti e preparati e il personale sanitario degli ospedali sottopone gratuitamente le persone che sospettano di avere contratto il virus a approfonditi esami. Se fino a qualche mese fa' la malattia era stata forse un po' presa sottogamba l'attenzione ora è ai massimi livelli.

 

sabato 7 ottobre 2006 - Annalisa Melandri tratto da www.gennarocarotenuto.it

 

Dengue e Gianni Riotta

 

 

Ancora una volta a dimostrazione del fatto di quanto sia facile "dare i numeri" parlando di Cuba.
Se un giornale come il Corriere della Sera imposta un articolo sulle voci presenti sui vari blog e siti internet di dissidenti cubani  e,  senza ulteriori approfondimenti, conclude che Cuba sia prostrata dall'epidemia di dengue, questo la dice lunga.
Ancora più lunga la dice la gravità della dichiarazione del  portavoce dell'OMS: "ci è giunta voce di oltre mille morti ma non sappiamo altro".
Viene da chiedersi, come fanno su webrebelde, se "sia stata contattata la D.ssa Lea Guido della Pan American Health Organization (PAHO) certo più competente di un portavoce dell' OMS a Ginevra. Ma questa deve apparire una sottile differenza  per chi scrive su Cuba da New York, quantunque non da Miami".
Certo se poi anche Il Manifesto si mette "a dare i numeri" vuol dire che la confusione è veramente  molta.
Un articolo del 6 ottobre esordisce raccontando di "migliaia di ammalati e centinaia di morti". Continua riportando la Reuters secondo cui durante la settimana della Cumbre dei paesi non allineati  ci sarebbero stati 700 morti, passando poi  due righe più sotto a circa un migliaio e concludendo il tutto dicendo che i casi presunti  di dengue sull'isola sarebbero 30/35mila. Quando c'è Cuba di mezzo la confusione la fa da padrona. Mi ha sorpreso l'articolo del Manifesto, in alcuni passaggi addirittura denigratorio e sprezzante. A partire dai mezzi e sostanze usate per la fumigazione. Il giornalista dice che "l'efficacia di queste sostanze è tutta da provare" ma non si interroga sul fatto che magari con il bloqueo queste sono le uniche sostanze disponibili e che nonostante tutto tali sostanze sono esportate nel resto dell'AL  e in Africa. Il giornalista sebbene confermi che la zanzara deponga le uova in acque pulite spende poi circa 10/15 righe sull'inquinamento de L'Avana (ma che c'entrava?). Mah. Se non altro sul Manifesto si  parla anche di dengue in India dove ci sono stati 2.900 contagi e 38 vittime, nella Repubblica Dominicana dove i contagiati sono 4.376 e le vittime 39 e di un misterioso morbo a Panama dove nell'ultimo mese sono morte 17 persone.
Come mi ha sorpreso il TG5 dell'altra sera che ha ampiamente parlato della possibilità tra l'altro che si tratti  di una bufala colossale (l'ultima in ordine di tempo) creata ad arte dai dissidenti, è stato intervistato  un rappresentante di un tour operator il quale ha confermato che la situazione sull'isola risulti essere tranquilla ed è stato sentito telefonicamente anche Minà il quale ha ricordato che durante i giorni della Cumbre Cuba è stata invasa da giornalisti e autorità straniere e non si è avuta nessuna notizia di una situazione al limite della catastrofe umanitaria come viene invece descritta altrove.

 

sabato 7 ottobre 2006 - Aldo Garuti tratto da www.gennarocarotenuto.it

 

Ricevo e pubblico da Aldo Garuti questa lettera sull'imprudente copertura informativa della questione Dengue a Cuba. Mi preme sottolineare due cose:

 

in primo luogo è chiaro che è facile scherzare col fuoco quando a bruciarsi sono altri. Un allarme, eventualmente falso o esagerato, che causi gravi danni a un paese terzo come Cuba, in un settore strategico come il turismo, non può essere lanciato su dei sentito dire come fa il TG1 di Gianni Riotta.

 

Inoltre - ed è il secondo punto - risulta repellente la larvata soddisfazione con la quale molti organi di stampa, dal dal Giornale a Libero, stanno accogliendo la ventilata morte di migliaia di persone a Cuba. Il Tempo, senza battere ciglio, ventila, come se fosse normale, che nell'epidemia dell'81 di dengue questo sia stato introdotto volontariamente [dagli Stati Uniti] per fiaccare la resistenza dei cubani. L'inimicizia verso Cuba giustifica tanto cinismo? E' facile ricordare che sia l'11 settembre del 2001 sia dopo la catastrofe di Nuova Orleans il governo e il popolo cubano offrirono solidarietà sostanziale a quello degli Stati Uniti. Se fosse vera la notizia delle migliaia di morti, in un paese civile non dovrebbe essere il tempo della soddisfazione, ma quello del mandare soccorso e medicinali per salvare vite umane di una malattia normalmente dimenticata come denuncia il blog Professor €chos. Scrive che il dengue fa ogni anno 50 milioni di vittime e circa 24.000 morti con una situazione in aggravamento. Ben venga, è il paradosso lanciato dal sito, la pretestuosità della copertura su Cuba se è l'occasione per parlare di una malattia l'aumento esponenziale della quale sarebbe causato, sempre secondo Professor €chos, dall'effetto serra. Sul dengue a Cuba scrive anche Peacereporter. La situazione dengue è attualmente gravissima in paesi come la Repubblica dominicana, il Brasile, l'India ma solo per Cuba c'è spazio sui media. Secondo Lorenzo Savioli, direttore del Dipartimento di controllo delle malattie tropicali dimenticate dell’Oms, proprio Cuba è il paese meglio attrezzato a combattere la malattia: “Da quello che sappiamo il Paese che ha avuto i migliori risultati nella lotta contro la dengue e molte altre malattie infettive, incluso l’Aids e la tubercolosi, è proprio Cuba, che rappresenta un grande esempio, se non il migliore, di sanità pubblica in America Latina”.

 

Aldo Garuti: In merito alla problematica relativa al "dengue" e alla falsa informazione data da alcuni telegioronali nazionali e dalla carta stampata, la Direzione Nazionale dell'Associazione Italia-Cuba ha inviato il seguente comunicato al Direttore del TG1.

 

Gentile Direttore Gianni Riotta,

 

abbiamo appreso, nell'edizione (di ieri) delle ore 13,30 del Telegiornale che Lei dirige che, secondo alcuni non meglio identificati blog dei cosiddetti dissidenti cubani, a Cuba ci sarebbe una vera e propria epidemia di dengue che avrebbe causato migliaia di morti.

 

Se la notizia fosse vera preoccuperebbe non solo noi, ma ogni persona sensibile, nonché tutti coloro che intendono trascorrere le proprie vacanze a Cuba.

 

Per quello che ci risulta, invece, da notizie non solo di autorità sanitarie cubane ma anche da rappresentanti di ONG presenti sull´isola e da molti nostri amici, cittadini residenti cubani, la situazione sarebbe notevolmente diversa.

 

Giova, anzitutto, fare una precisazione: il dengue, allo stato endemico presente in molti Paesi dell´America-Latina, è stato a Cuba, grazie al suo sistema sanitario, tenuto sempre sotto controllo. Considerato il tipo di clima e il tasso di umidità è quasi impossibile debellare totalmente l´Aedus Aegypti, la zanzara colpevole della trasmissione del virus.

 

Dal mese di agosto, effettivamente, nella più grande isola del Caribe c´è stata una certa recrudescenza di dengue che ha causato, purtroppo, una decina di vittime (non migliaia).

 

Grazie al pronto intervento del Governo cubano e a una mobilitazione generale di tutte le strutture sanitarie del Paese, la presenza del virus è stata riportata ad un livello, se così si può dire, fisiologico. E appare strano riportare delle dichiarazioni del portavoce della OMS di Ginevra, Gragory Hartl, su delle "voci", quando dispone di un ufficio a Cuba che collabora attivamente con il Ministero cubano della Sanità!

 

Siamo veramente sorpresi di come si siano potute diffondere certe notizie, non corrispondenti al vero, soprattutto ora che gli U.S.A. hanno stanziato ottanta milioni di dollari, di cui una decina da devolvere a compiacenti organi di informazione, al fine di screditare e distruggere il sistema politico e sociale che i cubani si sono scelti.

 

Comunque, il Suo Telegiornale renderebbe un notevole servigio alla libertà di informazione, nonché all´etica professionale, se trasmettesse immagini dei funerali delle migliaia di vittime e facesse i nomi e cognomi di almeno una cinquantina delle stesse.

 

E´ di tutta evidenza che una tragedia che avrebbe causato migliaia di morti non potrebbe essere occultata da nessun Governo, soprattutto in una piccola isola come Cuba.

 

Rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti Le inviamo distinti saluti.


Roma, 6 ottobre 2006