Gli USA hanno inviato nuove

 

forze militari nei Caraibi

 

Redazione Centrale, 17 maggio

 

Tre navi da guerra statunitensi con duemila effettivi a bordo sono partite mercoledì in direzione dei Caraibi per partecipare ad un’esercitazione militare che inizierà martedì prossimo sotto lo sguardo attonito di gruppi sociali e Governi.

 

La nave d’assalto anfibio Bataan, la fregata lanciamissili Taylor e la nave da sbarco Fort McHenry sono state quelle scelte adesso dal Pentagono, che sta mantenendo nelle acque caraibiche dall’aprile scorso il gruppo da combattimento guidato dalla portaerei George Washington.

 

Questo segmento della Flotta dell’Atlantico prenderà parte alle manovre Joint-Caribe Lion 2006, alle quali vengono attribuiti fini d’intimidazione regionale.

 

Il quotidiano The Virginian-Pilot ed il sito www.navytimes.com hanno precisato mercoledì che in queste prove di guerra saranno rappresentati anche Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Gran Bretagna.

 

Secondo gli analisti locali può darsi che gli USA stiano valutando, con voli di ricognizione, misurazioni di profondità e analisi del terreno, le loro possibilità di successo in un’incursione bellica contro un qualche paese dell’area.

 

L’operazione durerà fino al 15 giugno e avrà come sedi la base di Hato (conosciuta a Curaçao con il nome di “localizzazione di sicurezza cooperativa”) e l’isola francese di Guadalupa, situata a circa 50 km dalle coste venezuelane.

 

Il Comando Sud, nonostante che l’Olanda si sia aggiudicata la direzione del monumentale addestramento, ha riconosciuto che le azioni verranno condotte dal Comandante del II Squadrone Anfibio, Donna Looney e che ci sarà una forte presenza statunitense.

 

“Quest’operazione militare non ha ufficialmente alcun significato politico, ma ufficiosamente l’esercitazione potrebbe venire interpretata come un segnale politico diretto ad Hugo Chávez”, ha messo in risalto la pagina web news.caribseek.com.

 

L’articolo sottolinea che questa “grande esercitazione sottoporrà a dura prova un numero considerevole di carri armati Leopard e di naviglio nordamericano”.

 

Gli esperti che seguono da vicino gli avvenimenti emisferici hanno ricordato che, nell’ottobre 1983, il naviglio della VII Flotta degli Stati Uniti – che si stava dirigendo nel Mar Mediterraneo per effettuare delle manovre –, venne deviato ed utilizzato per invadere la piccola isola di Grenada.

 

Voci provenienti da diversi punti della geografia regionale coincidono nell’opinare che dietro la preparazione si celano nuove strategie per militarizzare la zona.

 

Il Fronte Civico-Militare Bolivariano (FCMB) e altri gruppi sociali, politici ed ambientalisti hanno avvertito che la manovra “costituisce un affronto alla sovranità dei popoli, un tentativo di intimidire i Governi che hanno deciso di agire conformemente alla volontà della loro gente”.

 

La portaerei nucleare George Washington ed un centinaio di aerei, un incrociatore, un cacciatorpediniere, una fregata missilistica e più di 6.500 marine, faranno ritorno alla fine di questo mese nel porto di Hampton Roads a Norfolk, in Virginia. Tra queste forze sono comprese quelle speciali da sbarco “addestrate all’incursione in territorio ostile e alla distruzione fisica del nemico”.

 

Queste truppe, inserite nella manovrà Fratellanza con le Americhe (Partnership of the Americas), hanno toccato porto in Honduras, Repubblica Dominicana, Colombia, Curaçao, San Martin, Cartagena de Indias, Nicaragua e Saint Cristopher e Nevis.

 

Questo gruppo da combattimento dell’Armata, definito come uno dei più poderosi e sofisticati del sistema bellico statunitense, si trova attualmente in Antigua e Barbuda e, secondo il sito della Marina www.news.navy.mil, continuerà a percorrere il suo itinerario per altre due settimane.

 

Questa concentrazione militare ha ufficialmente anche lo scopo di coordinare le attività contro il traffico di persone e droghe.

 

Il FCMB ha affermato in una denuncia pubblica che: non comprendiamo quale sia l’utilità di questi enormi ammassi navali d’acciaio, cosa apporti questo di buono alle nostre forze armate”.

 

L’analista boliviano Juan Ramon Quintana ha avvertito: “Dovremmo essere molto preoccupati. È un segnale completamente negativo, drammatico, nel senso che esiste la possibilità di un intervento”.
 

 

 

 

La presenza navale degli USA è una

 

minaccia nelle acque dei Caraibi

 

18 aprile 2006

 

Il gruppo di combattimento della portaerei degli USA, George Washington, che manovra nelle acque dei Caraibi, arriverà con i suoi messaggi di guerra e di velate minacce nei porti di Honduras, Nicaragua, Giamaica, Trinidad y Tobago, Aruba, Curacao e San Cristobal y Nevis.

 

La portaerei George Washington naviga nei Caraibi in una dimostrazione di forza.
La portaerei George Washington
 naviga nei Caraibi in una

dimostrazione di forza.

Un comunicato del Comando-sud citato dal quotidiano Newday di Trinidad e Tobago precisa che la detta "Operación Confraternidad con las Américas" della marina da guerra degli Stati Uniti, pianificata per i mesi di aprile e maggio, si attribuisce propositi d’intervento militare nella regione, come ha reso noto PL. Secondo il quotidiano, la portaerei a propulsione nucleare George Washington e le navi che l’accompagnano sono partite dalle acque nordamericane con la missione di dimostrare il potere militare nordamericano nella zona.

 

Per circa due mesi i militari dell’impero "addestreranno i loro alleati regionali nella lotta contro la droga e il traffico umano, dice il comunicato militare citato da Newday. Il gruppo di combattimento include l’incrociatore Monterrey, il distruttore Stout, la fregata per missili Inderwood, che trasportano circa 6500 ufficiali e marinai dell’armata.

 

Simili manovre non risultano nuove: è già successo nell’ottobre del 1983 che le navi della VIIª Flotta che si dirigevano a fare una manovra nel mare Mediterraneo furono deviate per l’invasione di Granata, in un’operazione che Washington aveva già provato, con l’addestramento di arerei e di navi nella piccola isola di Vieques a Puerto Rico.

 

 

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Gli USA hanno ordinato minacciose

 

 

manovre militari nei Caraibi
 

10/4/2006 - GI -

 

Gli Stati Uniti hanno ordinato una serie di manovre militari nei Caraibi, con la Partecipazione di forze NATO (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) e dei paesi dell’emisfero, salvo Cuba e Venezuela, che potrebbero essere nel mirino di questa dimostrazione di forza, ha reso noto Prensa Latina.

 

La portaerei nucleare George Washington guida la forza aeronavale nella manovra Fratellanza con le Americhe, e comprende un gruppo operativo da combattimento composto anche dal cacciatorpediniere Stout e dalla fregata lanciamissili Underwood, per un totale di 6.500 uomini e – in caso di necessità – due sottomarini nucleari.

 

L’obiettivo dichiarato sarebbe “stringere la relazione militare tra l’Armata statunitense ed i paesi della regione” e “perfezionare gli sforzi nella lotta contro il narcotraffico ed il terrorismo”.

 

Gli Stati Uniti, con voli di riconoscimento aereo, misurazioni di profondità e analisi del terreno, potrebbero stare valutando le loro possibilità di successo in un’incursione bellica contro un qualche paese dell’area, secondo gli analisti regionali.

 

Circa 4.000 soldati di Stati Uniti, Olanda, Belgio, Canada e Francia parteciperanno alla manovra denominata Joint Caribbean Lion, tra il 23 maggio ed il 15 giugno a Curazao e nell’isola francese di Guadalupe.

 

L’operazione, che avrà come sede principale la base di Hato Rey (conosciuta a Curazao con il nome di “localizzazione di sicurezza cooperativa”), è considerata tra le più grandi degli ultimi anni, con l’impiego di una portaerei, che accompagna un’impressionante flotta navale.

 

Il Pentagono ha nel frattempo eseguito assieme alla Gran Bretagna le esercitazioni Venti Alisei, che si sono concluse alcuni giorni fa in Giamaica, con operazioni marittime, aeree e nella selva, mentre sta mantenendo il suo equipaggiamento bellico in un’altra esercitazione che durerà per tutto il mese di aprile.