Antiterrorista cubano ha proclamato il

 

diritto del suo paese a difendersi

 

 

 

 

13 luglio '07 - www.granma.cu (PL)

 

 

L’antiterrorista cubano Gerardo Hernandez, prigioniero negli Stati uniti, ha proclamato il diritto del suo paese a difendersi, durante l’intervista rilasciata dal carcere alla BBC, il cui testo è stato pubblicato integro.

 

Le dichiarazioni di Hernandez a questo mezzo di diffusione lo scorso 2 luglio sono state pubblicate sul quotidiano Granma, che ha informato che è la prima volta che si ascolta in una trasmissione di questo tipo la voce di uno dei cinque cubani incarcerati per aver lottato contro il terrorismo.

 

L’intervistato ha denunciato l’esistenza nel territorio nordamericano di campi di addestramento di organizzazioni paramilitari incaricate di realizzare sabotaggi, collocare bombe ed effettuare ogni tipo d’aggressione contro Cuba.

 

Ha segnalato che il suo paese, con l’obiettivo di prevenire tali azioni, ha deciso di inviare alcune persone a raccogliere informazione su questi gruppi, che il governo di Cuba ha consegnato al FBI in attesa di una risposta concreta in questo senso.

 

Purtroppo la risposta è stata arrestare coloro che avevano riunito quell’informazione e io sono stato accusato di cospirazione per commettere spionaggio, ha aggiunto.

 

Rispondendo ad altre domande, Hernandez ha ricordato l’esistenza di sessioni di addestramento dei gruppi terroristici del Florida pubblicate nella stampa di Miami, nonché il ricevimento da eroi dato ai suoi membri dopo un’aggressione contro l’Isola.

 

Hernandez ha fatto riferimento al processo ingiusto svoltosi contro lui e i suoi compagni, nel quale, nonostante la presentazione di più di 100 testimoni e il prolungamento per sette mesi, la giuria ha deliberato appena alcune ore, non ha fatto una sola domanda e ha applicato le sentenze più alte.

 

Sono avvenute ogni tipo di irregolarità, ci sono state persone che hanno filmato i membri della giuria, la stampa ha seguito le loro macchine e ci sono stati scontri davanti alla Corte, oltre all’ostilità verso noi, ha detto.

 

Hernandez ha considerato la peggior parte del suo soggiorno in prigione la proibizione di vedere sua moglie, diniego mantenuto per quasi 10 anni per decisione del governo statunitense, che nega permanentemente i visti per viaggiare negli Stati Uniti.

 

Finalmente ha descritto come una grande esperienza per lui una breve conversazione telefonica sostenuta con il presidente cubano Fidel Castro in occasione del suo compleanno. Fidel gli ha segnalato la sua fiducia nel fatto che la giustizia prevarrà quando il popolo statunitense scoprirà l’accaduto in questo caso.