17 settembre 2007 - G.F.Parodi www.grannma.cu baweb.cu

 

 

 

 

L'ALBA, un'alternativa robusta



Studiando i fondamenti dell'ALBA mi é successo qualcosa di strano, mi si é rovinata tutta l'impalcatura economica che mi avevano insegnato e ho scoperto che la maggior parte dell'economia che si insegna è uno sproposito.

Ho compreso l'ovvio, che un'unione è per avvantaggiarsi mutuamente e non per competere tra coloro che desiderano unirsi e che a guadarci sia il più forte. Questo non porterà all'unione bensì l'inimicizia. Guadagnare -guadagnando è sempre un'alternativa durevole e più intelligente che competere per risultati, la maggior parte delle volte prevedibili. Chiaro mi riferisco alle azioni realizzate in buona fede, non con inganni come per esempio il dire "voglio un'unione" quando ciò che voglio è dominio.

In realtà non dobbiamo essere ingenui, nell'ALBA non possono entrare ammaliatori che desiderino impiantare qualche tipo di neocolonialismo; ma come vedremo, la robustezza può fare che proprio l'ALBA difenda da essi.

E come avvantaggiarsi mutuamente? Mediante accordi di complementazione, mediante l'accordo nel commercio internazionale. I paesi pianificano e si accordano sullo scambio internazionale. Si avvantaggiano mediante la solidarietà, benché sia condizionale o consista in "aiuto affinché mi aiutino quando ne giunga la necessità".

Bene, questo sul terreno economico. Ma, perché non sul sociale e culturale?

Superando la paranoia della guerra fredda e rispettando la libera determinazione dei popoli, un paese non deve sentirsi danneggiato che, un altro dell'Unione, abbia una diversa base politica. Ho visitato l'URSS in piena Guerra Fredda e verificato che i sovietici non pungevano gli occhi dei bambini come, con tutta serietà, mi avevano insegnato i miei colonizzati maestri.

Devo essere sincero, mi appassiona la proposta del socialismo del secolo XXI, ma sono un intellettuale onesto e mi sento in condizioni di dimostrare — senza essere tendenzioso — che, perfino quelli che amano il neoliberalismo, possono vedere i propri paesi beneficiati dall'ALBA.

Non dovrebbe mai scartarsi a priori uno sbocco che può essere la benedizione per questa America Latina — tanto castigata dall'arrivo dei conquistatori nel 1492 — e perfino per il resto del mondo, mal chiamato civilizzato.

Trascrivo di seguito la definizione dell'ALBA, estratta del sito web ufficiale, e vediamo che cosa dovremmo ritoccare per farla robusta.

"L'ALBA si basa sulla creazione di meccanismi per impiantare vantaggi cooperativi tra le nazioni che permettano di compensare le asimmetrie esistenti tra i paesi dell'emisfero. L'ALBA è una proposta per costruire consensi che riconsiderino gli accordi di integrazione al fine di raggiungere uno sviluppo endogeno nazionale e regionale che sradichi la povertà, corregga le disuguaglianze sociali ed assicuri una crescente qualità di vita ai popoli".

Che cosa può disturbare un neoliberale? Se eliminiamo l'idea di dominio, le parole "compensare le asimmetrie esistenti... affinché possano darsi vantaggi cooperativi" non dovrebbero avere nessun effetto negativo. È chiaro, punta al guadagnare-guadagnando, strategia delle unioni che perdurano. L'unica frase che dovremmo eliminare affinché nessuno venga disturbato è semplicemente "corregga le disuguaglianze sociali". Voi lo sapete bene, c'è gente che dice che le disuguaglianze sono il motore dello sviluppo che nessuno dovrebbe regalare niente a nessuno. Perfino nella sua opera "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo" Max Weber vincola l'efficacia capitalista con la dottrina calvinista della predestinazione e la conseguente interpretazione del successo economico come garanzia della grazia divina. Comunque questo desiderio di competere, di sconfiggere l'altro, l'ALBA lo neutralizza poiché nell'ALBA non si compete, si usa l'accordo; se non mi piace dico no e termina il problema. Non pianifica concorrenza tra imprese bensì accordi tra paesi, che ognuno accetterà solo se gli conviene. Una distanza abissale con "la concorrenza", in cui se rimango quieto mi divorano.

In sintesi, sono poche le parole che dovremmo eliminare affinché l'ALBA sia un progetto robusto e che in ultima istanza sia stimato come un contributo dell'America Latina al resto del mondo.
 


tratto da un articolo pubblicato da Rebelion