20 marzo 2007 - www.granma.cu

 

I parlamentari deposti cercano di

sabotare il Congresso in Ecuador

 

 

Il Congresso ecuadoriano è al centro dell’attenzione nazionale a causa della pretesa dei 57 parlamentari destituiti di partecipare alla sessione ordinaria per evitare che i loro seggi vengano occupati dai supplenti, riporta Prensa Latina.

 

Le minacce degli ex congressisti di rientrare in Parlamento hanno determinato lo schieramento di circa mille effettivi attorno all’edificio del Legislativo e nei suoi dintorni, in previsione di disordini e atti violenti.

 

L’accesso all’area è limitato e la Polizia ha l’ordine di lasciar passare soltanto le persone i cui nomi appaiono in una lista, dalla quale sono esclusi i congressisti deposti dal Tribunale Supremo Elettorale (TSE).

 

Due automezzi antisommossa, oltre ad 80 ufficiali della scorta legislativa, sono stati piazzati nei cortili interni dell’edificio, mentre all’esterno sono schierate forze del detto corpo.

 

I movimenti sociali e politici hanno annunciato mobilitazioni e proteste nei dintorni del Parlamento per impedire che i parlamentari deposti ostacolino la ripresa delle sessioni del Legislativo.

 

I congressisti destituiti dal TSE si ritengono ancora in carica, in quanto hanno presentato un ricorso costituzionale che a loro parere annulla la decisione dell’ente elettorale.

 

Il blocco di minoranza del Congresso, composto dai movimenti Popolare Democratico (MPD), indigeni Pachakutik, Socialisti e Nuovo Paese, ha annunciato che non parteciperà alle sedute se i 57 parlamentari rientreranno nella sala delle riunioni plenarie.

 

Gustavo Terán, deputato del MPD, ha segnalato che i congressisti deposti “non devono fare niente nell’area del Legislativo”. Terán si è pronunciato per legiferare con i supplenti ed ha accusato gli ex parlamentari di generare conflitti per destabilizzare il paese.

 

Il Congresso, 12 giorni dopo che il TSE ha destituito i 57 parlamentari dell’opposizione, è interdetto dal compiere le sue funzioni legislative e di fiscalizzazione, come stabilisce la Costituzione.