12 novembre 2007 - J.Luna www.granma.cu (PL)

 

Cuba, Venezuela, Bolivia e Nicaragua

hanno chiuso il Vertice parallelo

• Fidel ha telefonato a Chávez per rendere omaggio ai martiri cileni  

 

 

 

I capi politici di Cuba, Venezuela, Bolivia e Nicaragua, che hanno partecipato al XVII Vertice Ispanoamericano, hanno chiamato all’unità dei latinoamericani durante la chiusura del Vertice per l’Amicizia e l’Integrazione dei Popoli, convocato da numerose organizzazioni popolari e terminato con una grande manifestazione di massa nello stadio nazionale.

 

Questo Vertice si è svolto in modo parallelo a quello ispanoamericano  dedicato alla coesione sociale.

 

Tra i numerosi slogan rivoluzionari quello di Salvador Allende ripetuto in continuazione: “El pueblo unido jamas serà vencido”, mentre parlavano Chávez, Carlos Lage, Evo Morales e Daniel Ortega.

 

Tutti i dirigente latinoamericani hanno inviato fraterni saluti a Fidel Castro, che ha telefonato a Chávez nel mezzo del suo intervento, e ha reso omaggio ai combattenti cileni che sono morti lottando contro la tirannia.

 

Il presidente del Venezuela  ha reso omaggio ai Mapuches cileni e ai popoli originari del continente, per i 500 anni di resistenza in difesa dei loro diritti.

 

Il 90% dei popoli aborigeni è stato decimato dalla conquista e gli europei non  si devono arrabbiare se si parla di questa triste realtà, colpa dei loro antenati, ha detto Chavez, che  ha ricordato come Evo Morales ha vinto ampiamente le elezioni grazie al sostegno del suo popolo indigeno, nonostante le cospirazioni dell’oligarchia e dell’imperialismo.

 

Gli imperialisti combattono Morales e il suo governo con la violenza  e i sabotaggi, disconoscendo l’Assemblea Costituente del paese, come hanno fatto anche con Cuba, Venezuela e altre nazioni democratiche della regione.

 

Nel caso del Venezuela,  Washington tenta di destabilizzare la Rivoluzione Bolivariana con il terrorismo mediatico e la pianificazione dell’uccisione del presidente, cioè  il mio assassinio, tra i tanti metodi.

 

Il vicepresidente cubano, Carlos Lage, ha denunciato che il blocco nordamericano contro l’Isola è stato rafforzato dall’amministrazione di Bush che ha ordinato di multare 90 imprese e banche degli USA per aver fatto affari con l’Avana.

 

Lage ha detto che Washington ha aumentato le pressioni sulle imprese e i governi per isolare Cuba, ma che il mondo ha dato una risposta molto chiara nelle Nazioni Unite, dove 184 paesi hanno votato ancora una volta contro il blocco imperialista.

 

Il presidente della Bolivia, Evo Morales ha coinciso con gli altri oratori nel salutare Fidel Castro, che ha definito “Il Padre della Rivoluzione”, ed ha segnalato la solidarietà della Rivoluzione cubana.

 

“Il paese più bloccato è il paese più solidale con gli altri popoli”, ha ricordato Evo. “Cuba manda truppe di medici per salvare vite umane, mentre gli USA mandano le loro truppe per uccidere” ha segnalato mentre la folla gridava:  “Il mare per la Bolivia”.

 

Il leader indigeno ha parlato dei successi socioeconomici del suo paese ed ha dichiarato che la Bolivia è un paese in cui si può avere tutta la fiducia, un  paese che va avanti.

 

Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, molto applaudito come gli altri oratori, ha reiterato la sua proposta di creare un’organizzazione di Stati latinoamericani e dei Caraibi.