3 marzo 2007 - A.R.Alvarez www.granma.cu (AIN)

Il triste ruolo anticubano

dell'Unione Europea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La poderosa Unione Europea (UE), per lo meno la più opulenta integrazione di paesi del mondo, presenta, ogni volta, una per niente invidiabile immagine di sé, data la crescente subordinazione della sua politica estera ai propositi di Washington.

Se fosse necessario dimostrare l'eviden
te sarebbe sufficiente la semplice menzione di due temi attuali : la complicità di alcuni stati, la tolleranza di altri, coi voli segreti e le prigioni clandestine della CIA, nel loro territorio,   e l'allineamento contro Cuba.

Nel primo caso risulta sorprendente che per condannare formalmente alcuni dei suoi paesi, per avere rinunciato al controllo del proprio spazio aereo, il Parlamento Europeo non sia neppure riuscito ad ottenere l'unanimità o, almeno, una schiacciante maggioranza.

La votazione è rivelatrice dell'ambiente regnante nel seno di questa comunità: 382 voti a favore della condanna, 256 i contrari e 74 gli astenuti.

Ed in relazione con l'Isola, quando tutto indicava che la chiamata "posizione comune", ferocemente promossa da José María Aznar nella suo ruolo di araldo di Bush, sembrava finita, appare la Repubblica Ceca come efficace ed opportuno fante di riserva.

Poco "creativi", l'annunciata "strategia a medio e lungo termine" dell'UE, promossa dai cechi, non differisce dai propositi esposti, dalla congelata, posizione comune.

Se qualcosa di "nuovo" spunta è la sua maggiore aggressività e l'esistenza di un annesso segreto, niente di originale, perché il solo menzionarlo è sufficiente per ricordare l'esistenza di un altro identico nel documento complementare del Piano Bush, approvato il 10 luglio 2006.

Sembra incredibile l'incapacità dell'UE di formulare una politica propria ed indipendente verso Cuba, perché risulta molto sospetta la coincidenza, quasi totale, delle sue posizioni col contenuto dei capitoli Uno del riferito piano della Casa Bianca, che come conosciuto, hanno un aperto carattere sovversivo e sono diretti al rovesciamento della Rivoluzione cubana.

Richiama poderosamente l'attenzione che mentre l'UE promuove la sovversione anticubana, non menzioni, almeno di passaggio, il blocco economico, finanziario e commerciale imposto all'isola, compresa da 11 anni la Legge Helms-Burton, il cui carattere extraterritoriale colpisce gli interessi europei e viola apertamente i principi consacrati dall'Organizzazione Mondiale del Commercio.

Neppure denuncia la situazione illegale di quasi 400 persone detenute e torturate nella non meno illegale base navale di Guantánamo, tra cui appaiono cittadini di paesi appartenenti alla comunità europea.

Questa politica di doppio standard dell'UE evita tra le sue "preoccupazioni" la grottesca manipolazione politica, da parte dei tribunali nordamericani, del caso dei Cinque di Miami, condannati a brutali pene per lottare contro il terrorismo e la protezione offerta dall'Ufficio Ovale al terrorista Luis Posada Carriles.

Per caso l'UE, vittima del terrorismo, alleata degli Stati Uniti nella lotta mondiale contro questo flagello, non ha informazione ed opinione su entrambi i casi? Ora solo manca di vedere quanti dei 27 membri della UE accoglieranno ufficialmente e a le braccia aperte a Caleb Mc Carry, nella suo attuale giro per il Vecchio Continente, realizzato come parte della sua funzione come proconsole designato da Bush per condurre la pretesa transizione a Cuba, leggasi sovversione interna.

L'ingerenza europea nei temi che solo competono ai cubani, per quanto poco effettiva non é meno deplorevole in quanto mostra alla colta, civilizzata e sviluppata Europa di essersi convertita in un'appendice politica di Washington.