2 febbraio 2007 -  J.Rivery Tur www.granma.cu

Cuba gli duole molto

 

 

 

 

È indubbio che la tranquillità interna che gode Cuba è una spina nel fianco dello Zio Sam. Tutti i calcoli di Washington e dei suoi accoliti della controrivoluzione miamense sono falliti. Cuba va avanti e con più alleati nel continente.

El Nuevo Herald, la voce pubblica di tutto il peggio che si cucina contro Cuba nella città del sud della Florida, sanguina abbondantemente da questa ferita e non può evitare di dedicare al tema uno amaro spazio.

Nonostante tutti i tentativi di aggressione, le campagne di terrorismo, i nuovi giri di vite al blocco, la stabilità politica dell'Isola è per questa fauna un osso di traverso in gola.

Cuba fa loro male ed è necessario accusare qualcuno per il fatto che la Rivoluzione non ha sperimentato nessuna debolezza. El Nuevo Herald l'attribuisce ad un'inerzia nel governo, a "una mancanza di visione nei corridori del potere washingtoniano".

Realmente, per essere sinceri, dovremmo dire che la mancanza di visione della Casa Bianca e della mafia di Miami è molto antica, perché non si sono mai convinti che Cuba , dal 1959, é in una tappa distinta che, nessuna forza, può cambiare. Non hanno mai capito realmente ciò che succede a Cuba.

La transizione che tanto desiderano i balordi del Texas e Miami é incominciata il Primo gennaio 1959, non verso il neoliberalismo, che cercano impiantare e che sempre di più è sotto l'attacco delle grandi masse, bensì verso un sistema con maggiore giustizia e solidarietà: il socialismo.

Peter Hakim, direttore di Dialogo Interamericano, è citato dal quotidiano con un'affermazione acuta: "Eccettuando il documento del coordinatore (del Piano Bush) l'amministrazione ha dato un'idea chiara che non sapeva cosa fare" e questa situazione — dice — é finita per riflettersi a Miami, "dove la comunità (la controrivoluzione) é rimasta in attesa che l'amministrazione le dicesse qualcosa" (sono sempre dipesi dal governo statunitense).

I mafiosi sono ingiusti con Bush, perché il presidente non ha mai smesso di inviar loro le quantità di dollari che ingrossano le loro tasche (e che hanno generato uno scandalo per lo sperpero di fondi) e non ha cessato di tentare di stringere il blocco al massimo la cui applicazione internazionale può vedersi di volta in volta in Messico, Norvegia ed in altri paesi della vecchia e sottomessa Europa.

Hanno quasi proibito che le famiglie cubane si riuniscano ed ostacolano,
limitando al minimo l'importo delle rimesse, l'aiuto che i membri dell'emigrazione negli Stati Uniti possono fornire ai loro parenti a Cuba.

C'é di più, gli Stati Uniti hanno fatto pressioni, subornato, ricattato, al massimo grado, la comunità internazionale per intensificare il blocco contro Cuba, ma i suoi obiettivi sono falliti e la Rivoluzione é tanto forte come non mai. Nell'Assemblea Generale dell'ONU praticamente tutto il mondo approva, anno dopo anno, il documento contro il blocco presentato da Cuba.

Nella loro febbre di ritornare a vecchie giurisdizioni e privilegi, pretendono che i governi del mondo si immischino nei temi interni di un paese realmente sovrano, in questo falliscono, e rispetto all'ultimo periodo, non hanno altro rimedio che riconoscere che non ci sono indizi di disordini né nel Governo né nella società, non c'è un'interruzione economica del paese ed il Governo funziona normalmente '', secondo l'opinione di Phil Peters, vicepresidente del Lexington Institute, un think tank di Washington.

Per colmo delle loro amarezze, l'ultimo video mostrato sull'incontro di Fidel e Chávez mandò a monte una festa che avevano indetto per celebrare la supposta morte del leader cubano e le immagini hanno dovuto farli cuocere nel loro odio.