30 gennaio '08 www.granma.cu (PL) 

 

Armando Hart: la storia

dà ragione a Fidel Castro

 

Il famoso pensatore cubano Armando Hart ha affermato che il presidente Fidel Castro aveva ragione quando, cinque anni fa, ha detto che "la gran battaglia si libererà nel campo delle idee". "Un'altra volta la storia gli ha dato la ragione", ha affermato il presidente della Società Culturale José Martí, parlando davanti a delegati di 37 paesi che hanno assistito al secondo incontro internazionale Per l'Equilibrio del Mondo.

 

Un giorno come oggi, del 2003, il massimo leader cubano ha pronunciato le parole di clausura della prima conferenza di questo tipo celebrata in Cuba, sotto auspici di organismi delle Nazioni Unite ed istituzioni cubane.

 

"Credo fermamente che la gran battaglia si libererà nel campo delle idee e non in quello delle armi, benché senza rinunciare al suo impiego in casi come quello del nostro paese o un altro in simili circostanze se ci si impone una guerra, ha detto lo statista in quell'occasione.

 

Perché ogni forza, ogni arma, ogni strategia ed ogni tattica ha spiegato - ha la sua antitesi sorta dell'intelligenza e la coscienza inesauribili di quelli che lottano per una causa giusta.

 

La seconda riunione sul tema seziona questo martedì nel Palazzo delle Convenzioni di L’Avana, con la presenza di più di 400 delegati di tutti i continenti.

 

Secondo Hart, "le recenti denunce di Fidel hanno dimostrato l'assurdo morale che significa l'impiego di immense quantità di alimenti per produrre agro-combustibili che sostengano il modello consumistico dell'economia sviluppata".

 

Le sue riflessioni attuali ha dichiarato - sono espressione della continuità del suo pensiero con relazione alla problematica ambientale ed il suo criterio riguardo alla stretta relazione con l'ambiente sociale e con i processi economici e politici.

 

Ha ricordato che 15 anni fa, parlando nel Vertice della Terra, in Brasile, Fidel Castro ha allettato: "C'è una specie in pericolo di estinzione: l'uomo".

 

Il Comitato di Esperti di Nazioni Unite, integrato per scienziati provenienti da tutte le ideologie e culture ha basato le cause di quel fenomeno con lusso di dettagli, ha affermato Hart.

 

Stiamo nel dovere di esortare a tutti i governi del mondo, senza eccezione ad assumere le sue proprie responsabilità in difesa dell'Umanità, ha reclamato l'oratore, chi è inoltre direttore dell'Ufficio del Programma Martiano.

 

La seconda conferenza Per l'Equilibrio del Mondo è parte delle celebrazioni internazionali con motivo dell'anniversario 155° del compleanno dell'Eroe Nazionale cubano, José Martí (1853-1895).

 

Come si sa ha commentato Hart -, abbiamo l'inconveniente che l'oligarchia dominante degli Stati Uniti oppone feroce resistenza ad ogni misura avviata ad evitare il disastro.

 

Ma non sono solo le aggressioni all'ecosistema quelle che mettono in pericolo e minaccia la vita dell'Umanità, ma anche ha delimitato - le derivate della politica di guerra del governo della potenza egemonica.

 

Il dramma sociale dell'uomo peggiora per giorno e minaccia col collasso della civiltà, ha segnalato.

 

30 gennaio '08 - J.L.R.Gonzalez www.granma.cu 

 

II Conferenza Internazionale

per l’Equilibrio del Mondo
• Giovani di 47 paesi discutono sul ruolo delle nuove generazioni

 

 

"La gioventù di oggi è il motore essenziale per costruire il socialismo del XXI secolo e perciò deve afferrarsi alle idee martiane, del Che e di Fidel" è stata questa l’idea comune emersa nel Forum Giovanile "L’uomo nuovo per il mondo nuovo", svoltosi nell’ambito della II Conferenza Internazionale per l’Equilibrio del Mondo, che termina nella giornata di oggi.

 

Durante l’incontro, Félix Vélez Roja, studente colombiano dell’Università de L’Avana, ha segnalato che la gioventù ha attualmente due sfide: conoscere e appropriarsi dell’esperienza della Rivoluzione Cubana, per poterla difendere dalle aggressioni della politica nordamericana, e la costruzione del Socialismo di cui hanno molto bisogno i popoli «da quando l’essere umano è carnefice della sua stessa specie».

 

Il giovane ha detto che la patria deve essere l’Umanità come disse José Martí, e ha segnalato che Cuba, con la sua politica di solidarietà, invita costantemente i popoli del mondo a porre in pratica questo assioma dell’Apostolo.

 

Miguel Sánchez Fernández, studente dell’Università di Scienze Informatiche ha evidenziato la necessità di riscattare la memoria storica dei popoli per sapere «da dove veniamo e dove andiamo». Ha sottolineato, inoltre, che la smobilitazione della gioventù di oggi si deve, tra le tante ragioni, al lavoro dei "panzer pensanti" dell’imperialismo internazionale e allo «scetticismo della sinistra», perciò – ha continuato – il pensiero è l’arma di lotta dei movimenti giovanili e non deve essere un diritto esclusivo di pochi, ma deve appartenere alla totalità della società.

 

Questi sono solo alcuni dei tantissimi interventi, avviati verso la volontà di costruire la pace che si opponga alla guerra globalizzata dell’imperialismo. Questa aspirazione e sforzo, secondo alcuni delegati, deve basarsi sull’umanesimo e i principi etici martiani.

 

I giovani di 47 paesi presenti all’incontro hanno indicato l’importanza dell’inclusione degli indigeni, delle persone di colore, dei meticci e della donna nella costruzione del socialismo del secolo XXI, che non deve essere una copia di modelli, ma un’esperienza particolare in ogni paese, secondo il contesto.

 

Si è evidenziata, inoltre, l’importanza della creazione artistica e della cultura nella costruzione di questo mondo differente, in un contesto caratterizzato dall’imposizione della cultura dei centri di potere, nell’affanno di convertirla in mercanzia e dell’impossessarsi delle conoscenze e del sapere dei popoli da parte delle imprese capitaliste secondo i loro interessi.

 

29 gennaio '08 - www.granma.cu (teleSUR)

 

 

Cuba, vertice internazionale

 

“Per l’equilibrio del mondo”

La conferenza internazionale che riunisce rappresentanti di 35 paesi si svolgerà fino a mercoledì. Saranno affrontati temi come: i disequilibri del mondo e le ripercussioni, la natura e l’uomo, la dimensione politica e sociale dell’opera di José Martí.

 

Il II Vertice Internazionale “Per l’equilibrio del Mondo” si è inaugurato ieri a L’Avana, dove i partecipanti hanno espresso unanimemente  che la povertà e la distruzione dell’ambiente sono le principali minacce contro la stabilità del pianeta.

 

“La pace non è semplicemente l’assenza della guerra”, ha detto Pierre Sané, sub direttore generale dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) ad oltre 400 delegati di 35 paesi riuniti nel Palazzo delle Convenzioni.

 

L’evento di tre giorni, che si realizza come parte delle celebrazioni internazionali per il 155° Anniversario della nascita dell’Eroe Nazionale cubano José Martí, è alla sua seconda edizione e “cerca di creare coscienza” sul pericolo che minaccia la razza umana.

 

Sané ha detto che in Martí “c’è una forza critica straordinaria e nella sua etica si incontrano le chiavi per la soluzione di problemi fondamentali dell’umanità, come la povertà e la distruzione dell’ambiente”.

 

“Nell’Eroe indipendentista cubano c’è una progetto con un senso della realtà che si adatta a questo mondo e questi tempi”, ha aggiunto.

 

La conferenza, che si svolgerà fino a mercoledì, centra la sua attenzione su tre temi: i disequilibri del mondo e le ripercussioni, la natura e l’uomo, la dimensione sociale e politica di José Martí.

 

Betto: finisce il tempo Nel suo intervento, il teologo brasiliano Frei Betto ha considerato che l’America Latina potrebbe stare vivendo l’ultima possibilità per fare cambi in modo democratico, con la presenza di leader di sinistra in paesi come il Venezuela, l’Ecuador, la Bolivia e il Nicaragua.

 

“Chissà questa sia l’ultima opportunità per fare cambi in modo democratico nell’area”, ha segnalato Betto, considerando che la virata a sinistra dei Governi latinoamericani permetterà la pace e la tranquillità per l’umanità solo se lavorano per l’integrazione.

 

In merito, il segretario generale dell’Organizzazione di Stati Iberoamericani (OEI) per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, lo spagnolo Álvaro Marchesi, ha denunciato che le grandi differenze presenti in America Latina costituiscono una delle principali difficoltà nella lotta verso l’obiettivo di raggiungere un equilibrio.

 

“Questa è la triste realtà per oltre 100 milioni di abitanti dell’America Latina”, ha commentato.

 

L’UNESCO insieme all’OEI è a capo del comitato promotore, composto inoltre dal Fondo Culturale dell’Alternativa Bolivariana per le Americhe, il Consiglio Latinoamericano di Scienze Sociali e la Società Generale di Autori ed Editori della Spagna.

 

Tra gli invitati speciali ci sono l’ecuadoregno, Jorge Enrique Adoum, il messicano Pablo González Casanova, il teologo brasiliano Frey Bretto e Esteban Lazo, membro del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba.