IL PIU' importante APPORTO pER RIDURRE

 

L'IMPATTO DELLA CRISI E' L'INTEGRAZIONE

 

Intervento di Ricardo Cabrisas, vice presidente del Consiglio dei Ministri, alla Conferenza straordinaria dell' ALBA sulla crisi finanziaria internazionale

 

Caracas, 26 novembre 2008

 

 

Stimati Presidenti e capi di Governo:

la crisi economica  globale che oggi si abbatte sull’economia mondiale è il tema che occupa maggiormente la nostra attenzione oggi.

 

L’economia mondiale non poteva continuare a funzionare ulteriormente come un casinò a beneficio di alcuni speculatori e con la sofferenza dell’80% della popolazione del pianeta.

 

Da Cuba, il Comandante Fidel Castro pronosticò questa crisi  circa dieci anni fa e spiegò in differenti scenari le ragioni che stavano conducendo a questo punto, nel detto Vertice del Millennio delle Nazioni Unite, a New York, il 7 settembre del 2000.

 

Disse: “È stato gonfiato un pallone enorme che un giorno scoppierà e questo avverrà per una legge inesorabile. Allora avremo una grande crisi che forse aiuterà a creare un nuovo ordine politico ed economico mondiale", disse testualmente.

 

Il neoliberismo e la mancanza di regole finanziarie sono state serie aggravanti ma quel che è entrato in crisi è molto più di questo. Si tratta d’una crisi di un ordine economico mondiale ingiusto, senza equità, sul quale si appoggia in buona misura l’ordine sociale e politico più ingiusto della nostra epoca.

 

Questa crisi non è la ripetizione di altre precedenti e nemmeno di quella degli anni 30 del XX secolo, nota come la grande depressione.

 

Nell’attualità la crisi economica s’accompagna con altre differenti facce della crisi, come quella energetica, l’alimentare, l’ecologica e ovviamente la sociale.

 

La crisi attuale avviene quando la globalizzazione dell’economia mondiale è più estesa ed intensa che mai e va al di là del neoliberismo e della stessa crisi, per divenire un problema per la capacità degli esseri umani nella salvezza  della specie - con la costruzione di un mondo migliore di questo - quello delle ricorrenti e devastanti crisi economiche, della suicida distruzione del medio ambiente e della guerra globale di sterminio.

 

Il piano di riscatto del governo di Bush e il piano di riscatto europeo danno priorità  al riscatto degli speculatori e dei banchieri senza scrupoli, che sono stati dichiarati falliti dal mercato.

 

In pochi giorni hanno destinato circa 3 milioni di milioni di dollari per salvare la struttura speculativa fallita, ma per decenni non sona stati capaci di compiere nemmeno l’impegno contratto di destinare lo 0,7% del PIL per gli aiuti ufficiali allo sviluppo e il paese più ricco di tutti ha dato, negli anni di governo del signor Bush, appena lo 0,2%.

 

Non sono stati capaci di destinare tra tutti 30.000 milioni di dollari per rispondere alla denuncia della FAO, nel tentativo di migliorare la produzione agricola nel Terzo Mondo o 20.000 milioni di dollari per realizzare il programma Educazione per Tutti della UNESCO e nemmeno 10.000 milioni per risolvere i problemi di salute riproduttiva delle donne dei paesi poveri, richiesti dalla OMS.

 

Un problema globale molto complesso che necessita un vasto e ben preparato dibattito, con la partecipazione di tutti i paesi, senza esclusioni.

Il sistema monetario internazionale sorto a Bretton Woods, basato nel ruolo privilegiato del dollaro degli Stati Uniti  è un fattore centrale nel nodo delle contraddizioni che conducono all’attuale crisi economica.

 

Fare favolose spese militari senza aumentare le imposte è come accendere un aspiratore che assorbe circa 3.000 milioni di dollari al giorno del resto del mondo per sostenere i propri deficit e il proprio consumismo.

 

I Paesi membri dell’ALBA abbiamo optato per una formula avanzata di relazioni basata nella solidarietà, nella cooperazione, nei vantaggi condivisi, nella sensibilità per trovare soluzioni al debito sociale accumulato contro i popoli.

 

La crisi economica globale c’insegna più sulla necessità vitale dell’integrazione regionale di centinaia di libri dedicati alla spiegazione della teoria e dei vantaggi della stessa.

 

Il contributo più importante che l’America Latina e i Caraibi possono dare alla comprensione della natura di questa crisi globale, per ridurne l’impatto, è l’effettiva integrazione regionale, non basata nel lucro del mercato, non vincolata alla speculazione finanziaria, non disegnata perchè i paesi di minor sviluppo restino abbandonati.

 

Per circa 50 anni, successivi governi nordamericani hanno tentato d’affogare la Rivoluzione cubana, imponendo il blocco economico più lungo, intenso e con la maggior sproporzione di forze tra il bloccante e il bloccato mai registrata dalla storia. Pretendevano d’imporre al popolo cubano una situazione economica molto severa, per asfissiarlo e obbligarlo alla resa.

 

Non ci sono mai riusciti e Cuba osserva con l’orgoglio della sua resistenza la crescente integrazione dell’Alba e i suoi vincoli allo sviluppo con quasi tutta la regione e la barcollante  situazione dell’economia del ricco paese i cui governi hanno cercato di schiacciarla.

 

La nostra modesta esperienza di resistenza e creazione e la nostra sincera volontà di lavorare per l’ALBA e per un’America Latina e Caraibi integrati e uniti, è il contributo che poniamo a disposizione di tutti.

Molte Grazie.