OVAZIONE PER CHÁVEZ A VENEZIA

Il mandatario venezuelano ha assistito alla proiezione nel Festival del documentario di Oliver

Stone sul processo di cambio che vive l’America Latina

 

8 settembre '09 -  www.granma.it

 

Il Presidente venezuelano Hugo Chávez ha ieri assistito a Venezia alla proiezione ufficiale del documentario Al Sud della Frontiera, di Oliver Stone, dove ha ricevuto un’ovazione, convertendosi nel primo mandatario straniero a partecipare alla Mostra (così si chiama il Festival di Venezia) dalla sua fondazione, nel 1932.

 

D’accordo con l’ANSA, con un sobrio vestito nero ed una cravatta rossa, Chávez è arrivato al Palazzo del Festival alle 17:10, dove una moltitudine di persone lo ha salutato per 20 minuti, prima che entrasse nella sala nella quale è stato ricevuto con un’ovazione del pubblico e della stampa internazionale.

 

Il Presidente, ha affermato che “Oliver è un genio che ha capito molto bene che in America Latina si sta forgiando una Rivoluzione, che è stata battezzata come bolivariana. Ed il suo documentario è un tributo all’America Latina, che sta lottando per unirsi e creare il suo proprio destino”.

 

Domenica, lunghi applausi hanno sigillato la visione da parte della stampa del film di Stone dedicato al processo di cambio che vive l’America Latina ed in particolare la Repubblica Bolivariana di Venezuela presieduta da Chávez.

 

Per concretare la sua opera, Stone è stato in Venezuela, Ecuador, Bolivia, Cuba, Brasile e Paraguay, dove ha intervistato i rispettivi Presidenti.

 

Il documentario vuole contribuire a smontare la radice dell’opinione diffusa dai mezzi di comunicazione sociali privati nel mondo circa il Presidente Chávez ed i cinque leader latinoamericani.

 

Tariq Ali, scrittore, storico e sceneggiatore del film, ha manifestato agli invitati di Radio Nazionale di Venezuela che “i mezzi di comunicazione degli Stati Uniti ed Europei agiscono contro il Sud America e tutti i suoi Presidenti. Per questo abbiamo deciso di realizzare un film che li sfidi tutti. L’idea è mostrare al pubblico statunitense chi sono questi Presidenti perché possa decidere e formarsi una propria opinione”.

 

Nel film, a parte Chávez, parlano il Boliviano Evo Morales, l’Argentina Cristina Fernández, il Paraguano Fernando Lugo, il Cubano Raúl Castro, il Brasiliano Inacio Lula da Silva e l’Ecuadoriano Rafael Correa.

 

Anche se la critica non è mai unanime rispetto a qualsiasi tematica artistica, e men che meno di fronte ad un tema con un’alta componente politica, il documentario di Oliver Stone sul Presidente venezuelano, Hugo Chávez, ha cambiato il senso della Mostra di Venezia, secondo quanto ha affermato Prensa Latina.

 

Lo ha fatto in maniera positiva, perché, oltre al successo registrato tra una buona parte del pubblico e di prestigiosi specialisti, il film si è inserito tra i materiali che cercano di dare una visione oggettiva e profonda su una personalità latinoamericana.

 

Chávez è un eroe, un fenomeno, ha detto senza ambiguità Stone, che non ha dubitato di qualificare la sua creazione come una risposta alle infami accuse lanciate attraverso i mezzi di diffusione affiliati alla destra, soprattutto statunitense.

 

Stone vanta il riconoscimento internazionale per i suoi film Platoon, Nato il 4 Luglio, JFK, Wall Street, e, recentemente, W (su George W. Bush) ed i suoi due documentari su Fidel Castro.

 

“Al Sud della Frontiera”, che non è ancora stato distribuito negli Stati Uniti e corre il rischio di non essere visto dal pubblico al quale è principalmente rivolto, è un film che denuncia un secolo e mezzo di politica di interventi nordamericani in America Latina, come ha precisato la notizia dell’ANSA.