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Nuestra America: Haiti

 

Unicef reclama volontà

politica a favore di Haiti

 

17 dicembre 2010 - www.granma.cu

 

L’attuale situazione in Haiti esige una permanente volontà politica e un constante impegno internazionale, ha affermato il direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef), Anthony Lake, riporta Prensa Latina.

 

Il funzionario ha ricordato la sofferenza che vivono i bambini haitiani e le loro famiglie nel mezzo dell’attuale epidemia di colera e con le conseguenze del terremoto e le recenti piogge torrenziali.

 

“Come sempre i bambini sono i più colpiti dalle crisi, come quella del colera e del terremoto, ed è nostra la responsabilità di garantire che siano protetti  sia dall’emergenza che  dalle tensioni politiche”, ha indicato Lake.

 

In una dichiarazione realizzata ad Haiti e diffusa  nella sede della ONU a New York, il titolare di Unicef ha avvertito sul grande rischio psichico che l’ambiente d’incertezza e insicurezza rappresenta per l’infanzia, in  questa situazione che frena gli sforzi di assistenza umanitaria degli organismi  e delle agenzie della ONU, come il Unicef”, ha detto.

 

I dati riferiti dalle autorità di Haiti hanno elevato a 2405 il numero dei morti per il colera,  un milione 300000 persone i senza tetto e più di 766000 gli sfollati.

 

Il paese vive anche le tensioni dovute alle denunce di frode  dopo le elezioni presidenziali e legislative dello scorso 28 novembre.

 

Già 2071 i morti di

colera ad Haiti

 

8 dicembre 2010 - www.granma.cu

 

Il ministero haitiano della salute ha informato che il numero dei morti di colera ha raggiunto un totale di 2071 e gli infettato totalizzano 88789 dall’apparizione della malattia nel mese di ottobre.

 

Questa entità informa che il meridionale  dipartimento di Nippes, che sinora non aveva  presentato decessi, ha avuto due morti tra gli abitanti.

 

Il ministero  ha avvisato che il tasso di mortalità e contagio  per le malattie intestinali si mantiene alto e cresce, soprattutto nelle zone rurali.

 

Tale situazione si è evidenziata nel dipartimento di Grand’Anse (a sudovest), dove la crisi è peggiorata perchè la popolazione associa l’epidemia alla stregoneria e non rispetta le disposizioni stabilite per i casi di colera.

 

Secondo il direttore di Salute in questa provincia, Angello Duvelson, almeno 204 persone sono morte negli ultimi giorni nelle comunità di Chambellan, Pestel, Moron, Jérémie e Dame-Marie, ed ha avvertito su un incremento significativo di questo dato anche se  non esistono informazioni attualizzate sulle regioni più intricate.

 

Il funzionario ha detto che la  sua istituzione implementerà  immediatamente misure come lo sviluppo di una campagna educativa per sensibilizzare il pubblico e le installazioni di unità sanitarie d’urgenza in tutte le località di Grand’Anse, per poter controllare il male, ed ha sollecitato l’invio di specialisti, farmaci e materiali umanitari in questo territorio per sostenere queste azioni.

 

Il colera è un’infezione intestinale acuta causata dall’ingestione di alimenti o acqua inquinati  con il batterio Vibrio Cholerae, sviluppata nel fiume che attraversa il dipartimento di Artibonite, dove l’epidemia è scoppiata  e mantiene la maggiore pressione.

 

Il colera ha un  periodo d’incubazione corto e provoca  vomito e diarrea abbondanti, che possono condurre rapidamente ad una disidratazione grave e poi alla morte.

 

Haiti

Più di 1800 morti

di colera
Le dichiarazioni delle autorità sanitarie haitiane

 

2 dicembre 2010 - www.granma.cu

 

Il Ministero di Salute Pubblica e Popolazione (MSPP) di Haiti ha informato mercoledì 1 dicembre che 1817 persone sono morte per l’epidemia di colera che ha colpito l’impoverita nazione dalla metà di ottobre.

 

Un bollettino del MSPP appena diffuso ma con la data del 29 novembre, ha precisato che 36207 persone sono state ricoverate per lepidemia e che  34937 sono guarite. Tutti gli altri pazienti sono deceduti.

 

Tra le 1817 vittime del colera, malattia sradicata nel paese sino alla sua riapparizione in ottobre, 547 persone sono morte senza nemmeno giungere negli ospedali, ha indicato Telesur.

 

In accordo con il MSPP,  Artibonite, nel nord, continua ad essere il dipartimento più colpito dalla malattia, con  781 deceduti.

 

Haiti

L'ONU chiede più medici 
e infermieri per Haiti

 

26 novembre 2010 - www.granma.cu

 

Le Nazioni Unite hanno domandato altri  350 medici e 2000 infermieri addizionali per rinforzare la lotta contro l’epidemia di colera in Haiti, dice un rapporto diffuso nella sede dell’organizzazione mondiale.

 

Le due cifre sono state esposte dalla vice segretaria generale della ONU per i Temi  Umanitari, Valerie Amos, alla conclusione di una visita di lavoro di due giorni nel paese delle Antille, ha riferito  Prensa Latina.

 

Queste risorse umane extra si sommano a quelle di vari gruppi e organizzazioni straniere  che già lavorano sul terreno ed ai circa mille medici e lavoratori della sanità della Brigata cubana, che si trovava in Haiti molto tempo prima del terremoto del gennaio scorso. 

 

Ugualmente sono necessari altri 30000 volontari che si dedichino alla campagna di diffusione per la prevenzione della malattia.

 

Amos ha sottolineato la necessità di nuove  infrastrutture per l’attenzione alla popolazione e d’installazioni per i cadaveri ed i rifiuti umani.

 

La funzionaria ha chiesto d’accrescere gli aiuti al di fuori  di Port au Prince, ed ha rivelato che in questi momenti il rifornimento di sapone e acqua pulita giungono solo al 10% delle famiglie installate fuori dalla capitale.

 

Tra i materiali che mancano ci sono i sali d’idratazione orali, le tavolette per purificare l’acqua, il cloro, i sacchi a pelo, il sapone, le latrine e vari tipi di medicinali.

 

Le agenzie della ONU, le organizzazioni non governative ed i paesi della regione e al di fuori, devono rivedere la situazione per analizzare se possono fare di più per combattere l’epidemia, ha indicato la sottosegretaria generale. Diversi funzionari delle Nazioni Unite  hanno lamentato negli  ultimi giorni che la risposta della comunità internazionale alla domanda di aiuto fatta per affrontare la situazione non giunge  al 10% dei 164 milioni di dollari richiesti.

 

La Amos ha reclamato un’azione rapida e urgente per evitare la morte di altri esseri umani di colera.

 

Sino ad ora sono state contagiate più di 60000 persone e ne sono morte quasi 1500 dal 21 ottobre.

 

L’epidemia è scoppiata  quasi nove mesi dopo la tragedia provocata dal terremoto che ha lasciato Haiti con un saldo di quasi 300000 morti, un milione 300000 persone senza casa e più di 766000 sfollati.

 

Haiti

Pericolo d’espansione del colera 

 

9 novembre 2010 - Sinay Céspedes Moreno www.granma.cu

 

Le autorità nazionali hanno confermato che il fiume Artibonite, dov’è stato individuato il focus dell’epidemia di colera, potrebbe straripare e propagare la malattia verso altre zone di Haiti. 

 

La Direzione della Protezione  Civile ha deciso  d’emettere un’allerta di fonte alla crescita del fiume per le inondazioni provocate nel fine settimana  durante il passaggio dell’uragano Tomas nel territorio della nazione.

 

Ugualmente funzionari del ministero della Salute hanno fatto un appello ai residenti nelle località vicine al fiume  Artibonite, perchè evacuino famiglie ed animali.

 

Il possibile straripamento è stato informato alcune ore dopo la divulgazione di un rapporto ufficiale, che ha constatato la morte di 554 persone colpite dal colera.

 

La propagazione porterebbe conseguenze disastrose per questa nazione colpita anche dall’ uragano Tomas, che ha provocato molti danni.

 

In mezzo all’emergenza sanitaria e climatologica, il personale hatiano e straniero tenta di frenare il contagio.

 

La meta è mantenere controllata la malattia, soprattutto quando il paese si prepara a svolgere le elezioni politiche il prossimo  venerdì 28 novembre.

 

Anche se le autorità mantengono la data, non si scarta un possibile cambio, considerando le condizioni sanitarie.

 

Inizialmente le elezioni erano previste per il 28 febbraio, ma erano state rimandate dopo la devastazione del terremoto del 12 gennaio.

 

Haiti

Evitare l’espansione del colera

nella capitale haitiana

 

26 ottobre 2010 - www.granma.cu

 

Le autorità sanitarie di Haiti stanno rinforzando i lavori per evitare l’espansione dei casi di colera, malattia che ha già provocato la morte di 253 persone, negli accampamenti dei danneggiati dal terremoto di gennaio, presenti nella capitale haitiana.

 

Gabriel Thimote, direttore generale del dipartimento di Salute, ha detto d’aver fiducia che la propagazione del virus si possa contenere  dato che i cinque casi identificati nella zona metropolitana sono stati già debitamente isolati ed assistiti.

 

L’epidemia, che si è manifestata nel nord del territorio, è giunta sin a Port au Prince dove più di 1300000 senza tetto vivono negli accampamenti.

 

Anche se è stato provato che i contagiati erano  giunti nella capitale da altre zone, le autorità sono in allerta, date le precarie condizioni sanitarie di rifornimento di acqua potabile dei rifugiati.

 

Le stime rivelano una certa stabilità dei contagi, che superano un totale di circa tremila. “Abbiamo registrato la diminuzione nel numero delle persone ricoverate, nella maggioranza delle zone critiche”, ha segnalato Thimote.

 

Il colera, causato dal batterio Vibrione cholerae, si trasmette attraverso l’acqua o gli alimenti inquinati e provoca vomito e diarrea, che possono provocare una severa disidratazione ed anche la morte, se non si attendono debitamente.

 

Gli indicatori sanitari segnalano che il colera è radicato in Haiti da più di un secolo.

 

Haiti

Gli ospedali haitiani collassano

per l’epidemia di colera

 

25 ottobre 2010 - www.granma.cu

 

Il Presidente di Haiti, Rene Preval ha affermato che un’epidemia di colera ha provocato la morte di almeno 156 persone, anche se altre fonti parlano di 118, e che il Governo sta adottando misure per cercare di impedire che la malattia si propaghi.

 

“Posso confermare che si tratta di colera”, ha detto Preval, mentre funzionari della sanità haitiani ed internazionali affrontano la maggiore crisi sanitaria nella povera nazione caraibica dal terremoto del 12 gennaio.

 

I primi studi realizzati sulla malattia confermano che si tratta di un’epidemia di colera tipo 01, ha spiegato il direttore generale del Ministero di Sanità Pubblica e di Popolazione, il dottor Gabriel Timothée. “Siamo in una situazione di emergenza sanitaria”, ha dichiarato.

 

Ha enfatizzato che il colera di tipo 01 è il più forte, che si trova in alcune regioni dell’Africa e ha aggiunto che “con la mobilità della popolazione, il pericolo di disseminazione è reale”.

 

A causa dell’epidemia, il sistema sanitario locale è collassato con pazienti che soffrono di diarree intense. Le vittime muoiono per rapida disidratazione, in alcuni casi anche in poche ore.

 

L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ha indicato di essere di fronte alla prima epidemia di colera nel paese in un secolo.

 

“Per il momento ci stiamo assicurando che la gente venga a conoscenza delle misure di prevenzione che bisogna prendere per evitare la contaminazione”, ha segnalato Preval nella capitale, Port-au-Prince, dopo essersi riunito con i funzionari della sanità del Governo.

 

Haiti

Un tipo di colera è presente in Haiti

 

22 ottobre 2010 - www.granma.cu (afp)

 

Circa  50 persone sono morte e varie centinaia sono ricoverate in Haiti per un tipo di colera provocato dalla cattiva qualità dell’acqua potabile, hanno informato le autorità sanitarie haitiane, che temono un’epidemia.

 

“I primi risultati ottenuti dopo le analisi di laboratorio mostrano è presente il colera, ma non sappiamo di che tipo”, ha dichiarato  alla AFP una fonte di salute pubblica che ha chiesto l’anonimato.

 

Il direttore generale del Ministero di Salute,  telefonicamente, ha annunciato una riunione d’emergenza del governo ma non ha confermato l’informazione.

 

“Il governo e le autorità sanitarie  si riuniranno e poi si farà una annuncio”, ha detto ieri, giovedì 21.

 

Le autorità sanitarie haitiane avevano già confermato la morte di cinquanta persone circa  in varie città di Haiti per un’epidemia di diarrea.

 

“Abbiamo registrato 51 o 52 morti lungo il fiume  Artibonite che attraversa il centro ed il nord del paese”,  ha informato AFP il dottor Arial Henry, un alto funzionario del Ministero di Salute.

 

“Contiamo 27 morti e 300 ricoverati nell’area di Drouin”, ha detto per telefono il dottor Jean-Robert Pierre-Louis, che lavora nell’ospedale di questa località nel nord dell’isola. Secondo la radio locale, la maggiore quantità di morti è stata registrata a Saint Marc, a 100 Km.  a nord dalla capitale. I medici consultati da AFP hanno informato che 26 persone sono morte e ci sono 440 ricoverati nella località.

 

18 persone son morte a Verette – nella stessa  regione e altre tre a Mirebalais (al centro), dove sono ricoverati almeno 100 haitiani.

 

A Port au Prince, la capitale, colpita da un terribile  terremoto nel mese di gennaio, non sono stati registrati casi di colera  Haití continua a lottare per la sua ricostruzione dopo quella devastazione che ha lasciò centinaia di morti e  migliaia di persone senza casa.