HOME CRONOLOGIA

 

Conferenza su Martí e l’Italia

Impartita dal Dott. Pedro Pablo Rodriguez
Premio de Scienze Sociali di Cuba 2009 
 

 

27 febbraio 2010 - Ernesto Marziota  www.granma.cu

 

José MartíNel Museo delle Belle Arti, sabato 20 febbraio, il Dott. Pedro Pablo Rodríguez, che ha recentemente ricevuto il Premio Nazionale di Scienze Sociali 2009 ha tenuto un’importante conferenza su  Martí e l’Italia realizzata su iniziativa del Comitato che gestisce l’Associazione Cuba-Italia “Dr. Miguel D’Estefano Pisani.

 

Erano presenti l’Ambasciatore d’Italia, Signor Marco Baccin, la dottoressa Giuseppina Moscatelli, Direttrice della Società Culturale Dante Alighieri, Comitato de L’Avana e l’Avv. Ernesto Marziota, Presidente del detto Comitato. 

 

La conferenza ha permesso al pubblico, di circa 80 persone, di conoscere ampiamente il pensiero martiano sul processo politico vissuto dall’Italia sino alla conquista dell’unificazione nazionale, nella seconda metà del XIX secolo, con il suo inserimento nelle complesse relazioni politiche dell’Europa dell’epoca, le valutazioni dell’Eroe Nazionale di Cuba e Apostolo, su Giuseppe Garibaldi, liberatore latinoamericano  ed Eroe italiano, su Mazzini ed altre imprescindibili figure e luoghi emblematici, come Venezia, la musica, il canto, la pittura del paese mediterraneo, tra i molti aspetti.

 

L’Ambasciatore Baccin ha ringraziato gli organizzatori per la realizzazione della conferenza ed ha segnalato dei punti d’interazione tra il pensiero martiano e l’Italia, come la passione per la giustizia, l’indipendenza nazionale e la solidarietà con gli umili.

 

Il dott.Pedro Pablo Rodríguez ha ricevuto il Premio di Scienze Sociali 2009, nell’ambito della Fiera Internazionale del Libro Cuba 2010, e nell’opportunità sono state segnalate le sue qualità di professore universitario eccellente, d’investigatore titolare del Centro di Studi Martiani, capo del gruppo di esperti che stanno redigendo una nuova versione critica dell’opera di José Martí, ed inoltre conferenziere che ha visitato numerosi paesi d’America, Europa ed Africa, divulgando ed istruendo sull’opera dell’Apostolo di Cuba.

 

È stato un privilegio ascoltare il Dott.Pedro Pablo Rodríguez, che ha permesso ai presenti d’approfondire i concetti martiani sull’Italia, la sua gente, l’importante cultura millenaria della terra degli antenati.

 

È stata un’eccellente opportunità per approfondire i valori della cubanità e dell’italianità, con l’offerta di un contributo teorico rilevante per le basi del progetto storico, culturale e sociale compreso nella creazione dell’Associazione Cuba Italia "Miguel D'Estefano Pisani".
 

 

Storiografi cubani hanno presentato

 

un libro su Martí in Honduras

 

17 febbraio 2010 - www.granma.cu

 

Gli storiografi cubani Adys Cupull e Froilán González hanno concluso in Messico le presentazioni del libro  Por los Caminos Reales, sul passaggio di José Martí in Honduras, e del documentario  El Fiel Cubano, riferito al cubano-messicano Pedro Santacilia.

 

I due scrittori ed investigatori hanno parlato delle loro ultime creazioni, nella sede dell’ambasciata di Cuba in Messico, in una serata a cui ha partecipato  anche l’ambasciatore  Manuel Aguilera, con il collaboratore dei ribelli che s’imbarcarono sullo Yacht Granma, Antonio del Conde, El Cuate.

 

Il libro sull’Eroe cubano era già stato presentato nel Centro Culturale José Martí dell’Avenida Hidalgo, nella capitale messicana.

 

Nel volume si cita con precisione di dati e profonde indagini, il passaggio in Honduras di 31 giorni di Martí e di sua moglie, Carmen Zayas Bazán, nel viaggio del 1877 dal  Messico al Guatemala.

 

Adys Cupull e Froilan  González hanno svolto un ampio programma culturale negli Stati di Querétaro, Guanajuato e San Luis Potosí, dove hanno dettagliato i risultati delle loro più recenti investigazioni in America Centrale, da dove è sorto Por los Caminos Reales.

 

Nel documentario El Fiel Cubano, i due intellettuali ricreano la personalità di Santacilia, giornalista, scrittore, poeta e storiografo, nato a Santiago di Cuba e che divenne in Messico segretario personale di Benito Juárez, il Benemerito delle  Americhe.

 

Con la testimonianza di altri storiografi, i due investigatori narrano le azioni indipendentiste di Santacilia nell’oriente cubano ed il suo vincolo con il Messico, dove nel 2009 avevano visitato familiari discendenti di quest’uomo che fu marito della figlia maggiore di Benito Juárez.

 

Gli autori cubani hanno elogiato la colonna sonora del documentario – un’opera delle due nazioni, hanno detto – dato che la musica è stata creata dai giovani messicani  Rene e Canet Ortiz, già premiati per un altro cortometraggio musicato in congiunto, di taglio storico, in un Festival in Italia.  Nell’occasione è stato ricordato che l’8 febbraio del 1875, Martì giunse a Veracruz, dove prese un treno per andare a Città del Messico e incontrare il suo amico Manuel Mercato.

 

 

In Haiti c’è sempre una mano

 

tesa per aiutare Martí...

 

6 febbraio 2010 - Mercedes Santos Moray www.granma.cu

 

Durante quattro anni nei suoi continui viaggi per il Caraibi, dal 1892 al 1895, Haiti fu per José Martí un transito obbligato, o meglio, un’estensione di quell’altra Isola amata dove voleva tornare per sommarsi ai combattenti sulle montagne per conquistare la sua indipendenza.

 

A metà dell’autunno, nel 1894, vi giunse per la prima volta e fu ospite dell’Hotel di Francia dopo il suo arrivo a Port au Prince, al tramonto.

 

Lì incontra i cubani emigrati e i patrioti come Juan Massó Parra, che lo presenta ai dirigenti dei club che portano i nomi dei cacicchi aborigeni: Guarionex e Hatuey, e riceve il benvenuto dal presidente di quest’ultimo, il cubano Rosendo Rivera.

 

Perchè Haiti, dopo la Guerra Grande, quella dei dieci anni, come la Giamaica e la Repubblica Dominicana, ospitava molte famiglie cubane che, infaticabilmente, continuavano a lottare con le loro modeste risorse a favore dell’indipendenza della loro Patria.

 

Haiti. La sua entrata a Quisqueya fu su una cavalcatura e si mosse da un estremo all’altro dell’isola, per le due nazioni, con l’amoroso affanno non solo di sommare le volontà dei suoi compatrioti a favore della guerra che preparava, ma anche per superare le differenze tra haitiani e dominicani, animato dalla fede e dalla necessità dell’unità dei popoli di Nuestra America e soprattutto delle isole dei Caraibi.

 

Le storie delle ribellioni degli schiavi, la leggenda del regno di Henry Crhistophe, la presenza di Dessalines, di Louverture ed in particolare di Alejandro Petión e la sua solidale volontà di liberare Cuba, stanno nel cuore di Marti come sostanze di vincolo, amicizia e fraternità tra le due nazioni, le due culture e i due popoli.

 

A cavallo e nel mare, la sua rotta haitiana lo conduce sempre verso il Generalissimo Máximo Gómez, per articolare i piani dell’insurrezione, vincere discordie bizantine, superare il passato e preparare la spedizione che, nel 1985 lo porterà insieme a quattro compagni a Cuba.

 

A Ouanaminthe, "un animato villaggio di frontiera" conosce l’allegria popolare, le belle ed altere donne, apprezzando da allora l’accoglienza a Quisqueya ed ascoltando la melodia del creole.

 

Incontra vite generose in ogni casa haitiana, saluta il console dominicano a Fort Libertè, stabilisce amicizie, supera il fango del cammino, scopre la bontà di quegli uomini umili che lo aiutano nel suo viaggio.

 

Il cavallo si spaventa tra i monti e solo la luna è chiara.

 

Incontra rifugio in casa dell’amico Nephtalí, pranza, legge e prende nota delle disuguaglianze sociali.

 

Riposa, affranto dalla stanchezza e molte volte, vinto dalla fatica, cade e sempre incontra la mano stesa di un haitiano.

 

Prende un’imbarcazione e continuare verso la Repubblica Dominicana, proa a Montecristi, dove si riunirà con Gomez.

 

Il primo tentativo fallisce per la slealtà del capitano Bastian e gli spedizionieri devono ritornare e si ritrovano in una spiaggia di Haiti.

 

Una nave da carico tedesca li conduce sino a Capo Haitiano.

 

È la Settimana Santa e lui legge, prende nota nel suo diario; è la Domenica delle Palme.

 

Quattro giorni dopo giungerà a Cuba, ma adesso sorride alle bellezze di Elise Etienne, legge poesie e scrive: "Il libraio, il cavaliere nero di Haiti mi manda dei libri e i due pesos". È un omaggio, una gentilezza.

 

Finalmente partono, i sei, con l’animo disposto, da Capo Haiatiano ed alcune ore più tardi incrociano Inagua per poi superare Maisì e ricadere sulla spiaggia circondata da faraglioni, e avanzare tra pietre spine, per liberare Cuba.

 

Haiti resterà allora alle sue spalle ma tuttavia la sua luce gli indica il cammino e lui va avanti, con il sorriso del suo amico Mercier, di Agripino Lambert, e la complicità silenziosa di quanti lo hanno aiutato a compiere i suoi sogni ed a realizzare la sua utopia.