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Cuba denuncia nella UNESCO il

 

pericolo di una guerra nucleare 

 

14 ottobre 2010 - www.granma.cu

 

Il pericolo di una guerra nucleare di fronte ad un attacco eventuale contro l’Iran e la necessità che la UNESCO priorizzi programmi efficaci d’educazione, sono state le questioni essenziali presentate da Cuba in questa organizzazione.

 

“Non si può rimanere estranei ai risultati possibili di un’aggressione alla  nazione islamica, avvertiti da modelli scientifici e da prestigiosi leader politici come Fidel Castro”, ha segnalato nel suo discorso il rappresentante dell’Isola presso il Consiglio Esecutivo della UNESCO, l’ambasciatore Juan Antonio Fernández.

 

Il diplomatico ha aggiunto che solo un minuto dopo l’ultima esplosione, più della metà degli esseri umani saranno morti, si cancellerà la memoria mondiale e la chimera dell’alfabetizzazione non sarà più un sogno per il quale lottare.

 

Fernández ha avvertito che in un’altra epoca la UNESCO avrebbe avuto un ruolo d’avanguardia nella preparazione di coscienze di fronte al pericolo e nella denuncia della crisi imposta dal modello dominante del capitalismo neoliberale alla maggioranza dell’umanità. 

 

Gli effetti devastanti nei campi dell’educazione, la scienza e la cultura sono abbastanza eloquenti, ha enfatizzato.

 

Nel suo discorso, il funzionario cubano ha detto che la priorità delle Nazioni Unite deve essere l’insegnamento ed è il fallimento dei fallimenti con circa 800 milioni di analfabeti nel mondo.

 

Ha anche riferito che questo settore, che ha ricevuto nell’ultimo decennio il 16,5% del budget, ha dedicato appena il 3,1% di tale cifra al suo obiettivo e ha anche accolto allo stesso tempo iniziative di dubbia credibilità e poca efficacia, come il programma “LIFE”.

 

In quello stesso periodo Cuba, povera e bloccata, con il suo metodo di alfabetizzazione “Yo Sí Puedo”, ha fatto molto più che l’UNESCO e a un costo minore, istruendo quattro milioni di persone, in 28 paesi dell’America Latina e dei Caraibi, Africa e Oceania, ha sottolineato.  

 

D’altra parte, l’Ambasciatore cubano ha riconosciuto che in appena un anno di mandato la direttrice generale Irina Bokova ha dato slancio e leadership alla propria gestione nell’impegno di recuperare l’opacizzata visibilità dell’UNESCO.

 

Fernández ha evidenziato le iniziative contro i disastri naturali in Haiti e Pakistan, il rinforzo della priorità Africa, i passi avanti nel campo dell’uguaglianza di genere e l’entrata della dimensione Cultura e Sviluppo negli Obiettivi dello Sviluppo del Millennio.

 

In un’altra parte del discorso, Cuba ha appoggiato totalmente il testo del Gruppo Latinoamericano e ha ribadito la sua condanna e deciso rifiuto al fallito tentativo di colpo di Stato in Ecuador.