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Nuestra America - ALBA

 

L’ALBA avanza contro

 il vento e la marea

 

28.06.11 - Hedelberto López Blanch www.granma.cu

 

L’Alleanza Bolivariana per i popoli di Nuestra América (ALBA) in solo sei anni dalla sua fondazione è divenuta il secondo blocco per l’importanza economica e sociale in America Latina, dopo la separazione, lo scorso 22 aprile, del Venezuela dalla Comunità Andina delle Nazioni (CAN), quest’ultima integrata da Perù, Colombia, Ecuador e Bolivia.

 

Il presidente Hugo Chávez aveva annunciato la decisione bolivariana per via della firma nel 2006 del Trattato di Libero Commercio (TLC) degli Stati Uniti con Perù e Colombia, che promuove la privatizzazione a beneficio delle compagnie multinazionali e a detrimento delle piccole e medie imprese.

 

Il conseguente rafforzamento economico, politico e sociale dell’ALBA preoccupa alcuni gruppi e governi di destra, guidati dagli Stati Uniti, che tentano di destabilizzare l’ALBA con tutti i metodi.

 

Questo è il caso della presidentessa del Comitato delle Relazioni Estere della Camera Bassa statunitense, Ileana Ros-Lehtinen, che ha convocato lo scorso 26 maggio un "Vertice", a Washington, per aggredire l’Alleanza e i suoi membri principali: Venezuela, Cuba, Bolivia, Nicaragua ed Ecuador.

 

Gli altri integranti sono: Dominica, San Vicente y las Granadinas, e Antigua y Barbuda.

 

L’incontro, al quale hanno partecipato elementi conservatori e reazionari, denominato "Legittimità Perduta. Come il Socialismo del XXI secolo sovverte la democrazia in America Latina", è servito per chiedere d’applicare sanzioni di ogni tipo contro gli integranti di questo gruppo, per impedire la su avanzata in America Latina, regione che gli Stati Uniti considerano il loro cortile posteriore.

 

L’ALBA è sorta precisamente nel dicembre del 2004 come una forma per contro arrestare le intenzioni degli Stato Uniti di creare l’Area di Libero Commercio per le Americhe (ALCA) che, entrando in vigore, avrebbe provocato un approfondimento del neoliberismo a livelli di maggior dipendenza e subordinazione verso Washington.

 

I Capi di Stato latinoamericani s’incaricarono di contrastare l’ALCA durante il IV Vertice delle Americhe si svolse a Mar del Plata, in Argentina, nel 2005.

 

Nonostante questo, gli Stati Uniti firmarono trattati di Libero Commercio con alcuni paesi della regione, come quello firmato con il Messico nel 1994, che mantiene il paese dei Maya e degli Aztechi legato mani e piedi all’impero.

 

Ricardo Menéndez, ministro del Potere Popolare per la Scienza, Tecnologie e Industrie Intermedie (MCTI), l’uscita del Venezuela dal CAN, e grazie a questo il rafforzamento dell’ALBA è una nuova tappa dell’unione dei popoli.

 

L’ALBA, nei suoi pochi anni di vita, ha dimostrato che il libero commercio è incapace di generare i cambi sociali necessari e che con volontà economica sovrana si possono sradicare i pesanti problemi che devono affrontare milioni d’esseri umani in America Latina.

 

Un recente rapporto dell’Alleanza, la cui zona include 74 milioni di persone e riserve internazionali che superano i 52000 milioni di dollari, indica che il Prodotto Interno Lordo (PIL) del gruppo si eleva a 465000 milioni di dollari.

 

Dopo la sua creazione nel 2004, tra gli otto paesi membri ci sono state transazioni per 22000 milioni di dollari.

 

Questo gruppo ha lavorato per l’integrazione regionale, dove la solidarietà e la collaborazione danno un impulso alla creazione di spazi economici e produttivi di nuovo tipo, che producono maggiori benefici ai suoi popoli, mediante l’utilizzo razionale delle risorse e degli attivi di questi paesi.

 

I suoi membri formano le chiamate imprese transnazionali dei settori dell’educazione, la salute, l’energia, le miniere, la comunicazione, il trasporto, la casa, la viabilità, l’alimentazione, ed inoltre si promuove l’ampliamento del Trattato di Commercio dei Popoli con scambi giusti ed equilibrati.

 

Sono stati realizzati piani per offrire assistenza medica, dare una soluzione ai problemi dell’alimentazione agli abitanti, oltre ad eliminare con sforzi propri la fame e la miseria accumulate per anni, per via del saccheggio e lo sfruttamenti dei capitalisti stranieri e nazionali.

 

Per far sì che i popoli difendano meglio la propria sovranità economica e politica, sono stati realizzati profondi programmi d’alfabetizzazione :Venezuela, Bolivia e Nicaragua sono stati dichiarati dalla UNESCO liberi da questo flagello. Inoltre si stimolano l’ insegnamento elementare, medio e universitario dei popoli dell’ALBA.

 

È indiscutibile che se non fosse stato per la politica solidale del Venezuela non solo per i membri dell’ALBA, ma anche per i 20 associati di PETROCARIBE, la situazione economica sarebbe stata terribilmente grave per queste nazioni, motivata dal forte aumento dei prezzi degli idrocarburi.

 

Con la creazione di PETROCARIBE nel 2005, Petróleos de Venezuela S.A. (PDVSA) finanzia parte della fattura a medio e lungo tempo e include la possibilità di pagare con beni e servizi.

 

Con l’entrata in vigenza del Sistema Unitario di Compenso Regionale dei Pagamenti (SUCRE), meccanismo che facilita le transazioni commerciali tra i paesi dell’ALBA, è stato un impulso maggiore alle transazioni e agli scambi commerciali, riducendo la dipendenza dal capitale transnazionale.

 

Dal 2004 e sono ad oggi, tra gli otto paesi membri sono circolati circa 22000 milioni di dollari.

 

Nell’insieme si è formata un’architettura finanziaria regionale che include il Banco del Sud, il Banco dell’ALBA e i sistemi di pagamento in moneta locale, per fondare una base economica solida che faccia fronte alle difficoltà della crisi globale capitalista.

 

Con queste forme d’indipendenza nazionale e di solidarietà economica e sociale promosse dall’ALBA, non potranno mai essere d’accordo coloro che promuovono le privatizzazioni e il neoliberismo.

 

Da lì le frustrazioni e le rappresaglie dei gruppi di potere capitalista.