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Il traduttore si scusa per gli errori

 

 

Il Venezuela destina il 10%

delle risorse all'istruzione

Intervista a Ana Elisa Osorio, vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela
 

 

15 dicembre 2011 - Lucía Sepúlveda Ruiz  http://www.rebelion.org  www.resistenze.org

 

Ana Elisa Osorio, vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) e deputata al Parlamento Latinoamericano (Parlatino), è stata in Cile, dove ha potuto costatare con soddisfazione la mobilitazione studentesca. Di professione medico, la deputata é stata anche ministro dell'Ambiente tra il 2000 e il 2005.

 

Il governo bolivariano quanto assegna all'istruzione?

Abbiamo raggiunto dei risultati importanti: il 70% dei bambini fra i tre e i cinque anni fanno colazione e mangiano pranzo a scuola. Con 2500000 studenti universitari siamo il quinto paese al mondo per popolazione universitaria rispetto alla popolazione totale. Il 10% delle risorse nazionali viene utilizzato per l'istruzione, con accesso gratuito e universale al sistema pubblico, che istruisce l'80% della popolazione venezuelana. Dal 2010 il Piano Canaima di Alfabetizzazione Tecnologica garantisce la consegna di un lap-top (computer portatile) ai bambini delle elementari. Anche gli studenti di medicina comunitaria dispongono di un lap-top.

L'Unesco ha certificato che siamo liberi dall'analfabetismo per effetto dei risultati della Missione Robinson 2 che ha permesso agli adulti di terminare gli studi elementari. La Missione Rivas ha invece permesso, a chi lo ha voluto, di finire le medie. Poi c'é stata la Missione Sucre, per gli studi superiori. Ora tutti i comuni hanno almeno un quartiere universitario legato a qualche università pubblica. Durante il governo bolivariano sono state create più di 15 università pubbliche, alcune specialistiche, come l'Università della Polizia Nazionale e quella dello Sport.

 

Ora avete i medici necessari per gli ambulatori di tutto il paese?

In dicembre di quest'anno si laureeranno otto mila medici, sarà la prima laurea di massa in medicina comunitaria. Per sei anni questi medici hanno studiato decentrati, sparsi in tutto il paese perché i loro insegnanti erano impegnati negli ambulatori della Missione Dentro il Quartiere, che ha aperto 10000 ambulatori, inizialmente avviati da medici cubani. E' stato quel personale cubano, insieme ai docenti venezuelani, che ha formato gli studenti. Tre anni fa abbiamo aperto la Scuola Latinoamericana di Medicina (ELAM), con circa 5.000 studenti latinoamericani, africani e qualche asiatico.

 

Altri risultati notevoli?

Abbiamo ridotto di molto la mortalità infantile, a 14 neonati su mille nati vivi. Quando il governo ha preso il potere la percentuale era di 22 su mille. Inoltre, abbiamo raggiunto la Meta del Millennio sull'acqua potabile. Nel 1999 avevano un 25% di povertà estrema, ora é scesa al 7%."

 

Di che tratta la Missione AgroVenezuela? Se ne parla ben poco.

La Missione AgroVenezuela è nata dall'esproprio di Agro Isleña, un'azienda che commercializzava pesticidi della Monsanto in Venezuela. I suoi negozi si sono trasformati nella Missione AgroVenezuela. Monsanto faceva pagare prezzi esorbitanti per i suoi prodotti, dopo la raccolta. Se al contadino il raccolto andava male, restava indebitato.

Ma l'uso dei fertilizzanti tossici resta un problema; la pubblicità di questi prodotti ha ingannato molti contadini incauti. Anche se stiamo inserendo gestioni più ecologiche della terra, rotazioni delle coltivazioni e più assistenza agraria ai contadini, il modello di agricoltura intensiva ha prodotto l'esaurimento del terreno. Le esperienze modello di piccole fattorie integrali sostenibili non sono dominanti. Ma in compenso sono già sette anni che cerchiamo di ricuperare i terreni statali occupati dai latifondisti che non sono stati in grado di dimostrare la proprietà delle terre improduttive, terre che arrivavano fino a 300 o 400 mila ettari. Il Ministero dell'Agricoltura ci informa che sono sotto gestione tre milioni di ettari, pagandone i macchinari e i costi di lavorazione. Adesso il contadino può avere la terra e l'assistenza tecnica. Per il 2020, la nostra meta è produrre la carne e il latte che consumiamo, e finirla con la dipendenza alimentare.

 

Ci sono coltivazioni transgeniche in Venezuela?

No. Abbiamo proibito i transgenici. Quando ero ministro dell'Ambiente ci fu una discussione su di un decreto che apriva ai transgenici. Non riuscivamo a trovare l'accordo fra i ministeri dell'Ambiente e dell'Agricoltura. Io sono convinta che le multinazionali produttrici di semi geneticamente modificati tolgono ai popoli la possibilità di raggiungere la sovranità alimentare, e mettono a rischio la biodiversità. Il Messico e altri paesi vivono una tragedia a causa della contaminazione di mais locale modificato geneticamente. Noi abbiamo fatto opposizione e sensibilizzato il governo per impedire l'ingresso ai transgenici. Nell'aprile del 2003, durante il II Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana, il presidente Chávez ha proibito i transgenici.

 

Come si rapporta il PSUV con i movimenti sociali?

Si riconosce il fatto che esiste una massa di persone che è inserita nel processo rivoluzionario ma che non ha interesse a militare in un partito. Il presidente ha detto che il partito implica la disciplina, l'impegno quotidiano, e il movimento, invece, ha molta più libertà. Egli si è appellato ai movimenti perché facciano critica costruttiva per impedire che il PSUV prenda brutte derive e mantenga il giusto rapporto partito-movimenti, rispettandone la loro indipendenza. Il Polo Patriottico è nato in questo modo, un appello a tutti i movimenti sociali per unirsi ai partiti della rivoluzione riconoscendo come lider il presidente Chavez. Si sono uniti più di 30.000 organizzazioni sociali, di villaggi, consigli comunali, movimenti per la salute, agroecologia, cultura, arte, ecc.

Questa forza non servirà solo per vincere le elezioni del 7 ottobre 2012, ma per consolidare il processo d costruzione del socialismo con il popolo organizzato.

Nei movimenti delle donne ci sono organizzazioni dell'opposizione, ma anche altre che appoggiano il presidente Chávez. Abbiamo ancora dei problemi pendenti: l'aborto è ancora penalizzato. Quanto al movimento indigeno, si è consolidato e siamo migliorati molto rispetto alla discriminazione. Il censimento, che termina a fine novembre, per la prima volta include la domanda: "Come si considera: bianco, afrodiscendente, indigeno o meticcio?"

Riteniamo che salterà fuori molta più gente indigena, perché ha avuto un riconoscimento e ci sentiamo orgogliosi delle nostre etnie, con le sue lingue riconosciute come tali, in un'educazione bilingue L'opposizione è così irrazionale che ha fatto una campagna di menzogne perché la gente non aprisse la porta agli addetti del censimento, dicendo loro che andavano a "contare le stanze per espropriargliele.."

 

Il Venezuela come accoglie le richieste della popolazione indigena?

Gli indigeni - il 3% della popolazione venezuelana, distribuita in nove Stati - ha avuto una partecipazione di massa nell'Assemblea Costituente del 1999, in cui ci siamo dichiarati un paese multietnico e multiculturale. In totale ci sono 40 etnie, di cui la più numerosa è il popolo wayú, che vive la zona de La Guajira venezuelana e colombiana.

Nell'Assemblea Nazionale ci sono tre rappresentanti eletti direttamente. Nell'organo legislativo di Stati regionali, ci sono nove rappresentanti, uno per ogni Stato con popolazione indigena. In ogni Consiglio Municipale si elegge ugualmente un consigliere indigeno. E ora, per la prima volta, eleggiamo in Venezuela un deputato indigeno al Parlamento Latinoamericano. I candidati sono stati indicati dai movimenti indigeni, noi abbiamo vinto questo seggio, che occupa Dalia Herminia Yáñez, del popolo warao, del delta dell'Orinoco.

Il Venezuela adempie lo statuto del Parlatino, eleggendo i suoi membri. Altri paesi designano i deputati nazionali. In cambio, noi ci dedichiamo a tempo pieno. Nel capitolo venezuelano del Parlatino abbiamo sessioni tutte le settimane, perché siamo lì per quello.

 

Delsa Solórzano, sua collega del Parlatino, è stata citata come fonte da un deputato cileno che ha fatto delle denunce false sul Venezuela alla CNN, giurando che nell'Assemblea Nazionale si taglia il microfono all'opposizione quand'é il suo turno alla parola.

Nell'Assemblea Nazionale i dibattiti sono in diretta televisiva in modo che tutti possano sapere; non sapevo di questa menzogna. Lei è una specialista nell'inventare queste cose. Quando siamo stati alle Nazioni Unite,a settembre, per difendere la relazione venezuelana sui diritti umani, ha detto che stavamo mostrando le cifre del Cile! E' facile smentirla.

 

Le minacce statunitensi?

Siamo attenti ai segni della crisi in Europa. Il petrolio continua a essere il combustibile principale e non prevediamo una caduta improvvisa del prezzo del greggio. L'OPEC si è rafforzata. Noi stiamo migliorando i nostri livelli educativi con più professionisti, più capaci, il che dovrebbe garantirci il consolidamento di un'economia produttiva maggiormente diversificata. Con la nuova Legge di Costi e Prezzi speriamo di riuscire ad affrontare la speculazione commerciale che importa prodotti con dollari regolati e vende come se fossero comprati a prezzo di mercato nero. Dicono che stiamo facendo una legge contro la proprietà provata, ma in realtà vogliono continuare con un tasso di profitto del 100%, che produce una pressione inflazionaria molte forte, quest'anno vicina al 28%. Ora stanno minacciando con la penuria di prodotti e stimolano quelli che si definiscono "acquisti isterici".

 

Non ritiene che date le enormi riserve petrolifere del Venezuela, gli Stati Uniti possano avvalersi dell'opposizione interna per impedire la rielezione del presidente Chavez nel 2012 oppure destabilizzare direttamente il paese?

Gli Stati Uniti continuano a essere il centro delle cospirazioni contro il nostro paese e la sua rivoluzione bolivariana. Non si può escludere che continueranno su questa strada. Ma non è tanto facile farlo apertamente come hanno fatto in Libia. Un'invasione del Venezuela sarebbe molto difficile da giustificare. Hanno cercato di farci passare come un paese terrorista, un narco-Stato, ma nel Parlamento Latinoamericano ciò è stato rifiutato persino dall'opposizione. L'opposizione ha cercato di convincere all'estero che hanno recuperato nei sondaggi, cosa assolutamente falsa. La loro situazione non fa certo prevedere il loro ritorno al potere. Si sono riuniti in Cile per questa propaganda, hanno fatto riunioni - soprattutto con politici della DC - cercando di diffondere l'idea che in Venezuela si sta preparando una frode elettorale. Sono manovre disperate.