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Il traduttore si scusa per gli errori

 

Quell’assalto al Palazzo Presidenziale

 

 

14.03.11 - www.granma.cu

 

 

Il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcón, ha presieduto la celebrazione per ricordare l’assalto al Palazzo Presidenziale, avvenuto a L’Avana il 13 marzo del 1957.

 

Celebrare gesta storiche come questa, promuove i valori più genuini dell’essere umano e della gioventù, ha detto la presidentessa della Federazione Studentesca  Universitaria (FEU) di Cuba, Maydel Gómez.

 

Quello che avvenne quel 13 marzo rinforza l’unità rivoluzionaria e da impulso alle idee più ferme nel presente e nel futuro di questo paese che domandano giovani impegnati e ispirati a quelle gesta, ha affermato ancora la Gómez nella cerimonia che si è svolta nel Museo della Rivoluzione.

 

La giovane dirigente  ha chiamato gli universitari a criticare il mal fatto e ad affrontare i problemi attuali della società, soprattutto ora, quando gli Stati Uniti utilizzano mezzi moderni di comunicazione per cercare d’affogare la Rivoluzione.

 

54 anni fa, un gruppo di giovani universitari cubani assaltarono l’allora Palazzo Presidenziale per giustiziare il dittatore Fulgencio Batista.

 

L’azione guidata dal  presidente della FEU e dal segretario generale del Direttorio Rivoluzionario, José Antonio Echeverría, incluse anche l’occupazione simultanea dell’emittente  Radio Reloj, dalla quale si trasmise la notizia della presunta fine di Batista.

 

Anche se il dittatore riuscì a scappare, quella fu una delle giornate più eroiche del movimento studentesco nazionale, nel processo d’insurrezione che condusse al Trionfo della Rivoluzione.

 

Poco dopo l’azione, Echeverría fu ucciso a mitragliate in una strada a lato dell’università de L’Avana e diversi suoi compagni furono assassinati nell’ondata di repressione che seguì quei fatti.