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Il delegato cubano all'UNESCO denuncia

tergiversazioni e manipolazioni mediatiche

11 maggio 2011 - M. Borges www.granma.cu

Cuba ha denunciato presso UNESCO la tergiversazione mediatica che primeggia attualmente nel mondo, dominata dalle grandi corporazioni manipolatrici delle informazioni che decidono quello che dobbiamo conoscere, mentre censurano o manipolano quello che vogliono coprire o nascondere, ha detto nel suo discorso il rappresentante dell’Isola presso il Consiglio Esecutivo di questa agenzia della ONU, Juan Antonio Fernández.

 

L’orgia mediatica di questi giorni, dalla frivolezza delle nozze reali, all’uccisione extragiudiziaria di chi era stato dichiarato il nemico pubblico numero uno nella detta lotta contro il terrorismo, lo evidenzia in tutta la sua crudezza.

 

“Il legato del sistema capitalista è un mondo schizofrenico, che trascina dalle guerre alla crisi e viceversa, ha aggiunto. È tutta una spirale di violenza, che si scarica sempre sui lavoratori, i poveri e i diseredati del mondo sviluppato, ma soprattutto nel Terzo Mondo.

 

Fernández ha dichiarato che Cuba esige il termine immediato dell’aggressione armata e la ricerca urgente d’una soluzione pacifica, con il pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale della Libia.

 

“La NATO, che manipola e viola la Risoluzione 1973 che ha imposto al Consiglio di Sicurezza della ONU, cerca solo il cambio di regime e il controllo delle risorse petrolifere di questo paese, ha ricordato. Poi ha riconosciuto il dinamismo e la gestione della direttrice generale UNESCO, Irina Bokova, ed ha segnalato l’urgenza di finirla con i fogli di carta e i documenti, per passare all’azione.

 

“Non dobbiamo continuare a studiare la povertà e l’analfabetismo! Dobbiamo far finire la povertà e vincere l’analfabetismo””, ha sottolineato ed ha deplorato, riferendosi alla educazione, che la detta “priorità delle priorità” è sempre più il “fallimento dei fallimenti”, e che le relazioni siano sempre più distanti dai quasi 800 milioni d’analfabeti nel mondo.

 

L’iniziativa per l’alfabetizzazione LIFE adottata nel 2005 "con dubbia credibilità ed efficacia, sta affondando nella sua ambiguità strutturale.

 

Cuba, povera e bloccata, nello stesso tempo con il suo metodo: "Io, Sì che Posso" ha fatto molto più che la UNESCO e ad un minor costo, alfabetizzando più di cinque milioni di persone in 28 paesi dell’America Latina e dei Caraibi, l’Africa e l’Oceania, ha ricordato.

 

Infine il rappresentante cubano ha esortato UNESCO a continuare la sua azione sostanziale in Haiti, paese devastato da un terremoto il 12 gennaio del 2010.

 

“Ora che telecamere e microfoni hanno abbandonato Haiti, abbiamo l’obbligo morale di continuare e raddoppiare la nostra cooperazione solidale con questa nazione sofferente, la prima che ruppe il giogo coloniale e abolì la schiavitù nell’emisfero americano” ha terminato.