L’umanità chiede gridando soluzioni immediate

 

 

20.06.12 - Y.Puig Maneses www.granma.cu

 

 

Vent’anni dopo la realizzazione del primo Vertice della Terra a Río de Janeiro, in Brasile, lontani dal suo miglioramento, è divenuto molto più evidente il deterioramento delle condizioni naturali nel nostro pianeta e la maggior parte dei principi approvati in quel momento e ratificati dieci anni dopo a Johannesburgh, sono stati costantemente boicottati da molti paesi sviluppati.

 

L’intervento di Fidel nel Vertice della Terra a Río de Janeiro nel 1992.
L’intervento di Fidel nel Vertice della
Terra a Río de Janeiro nel 1992

Oggi inizia in Brasile un’altra Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo, (Río+20), e un gruppo di paesi continua ad ignorare il vincolo esistente tra lo sviluppo economico e sociale e la preservazione dell’ambiente, riconosciuto nel 1992, a Río de Janeiro, come paradigma dello Sviluppo Sostenibile. Da allora si è fatto davvero poco per arrestare il continuo deterioramento della qualità ambientale e contro le cause dei principali problemi socioeconomici internazionali.

 

Nonostante tutto, sono ampie le aspettative generate attorno a questo importante evento internazionale che ha come principali obiettivi la realizzazione si un rinnovato impegno politico a favore dello sviluppo sostenibile; la valutazione dei passi avanti fatti sino al momento e le difficoltà che persistono ancora nell’applicazione dei risultati dei due Vertici precedenti - Río 1992 e Johannesburgh 2002 - e nello stesso tempo, far fronte alle nuove difficoltà che sorgono e impediscono il compimento degli obiettivi internazionali accordati nel contesti dello sviluppo sostenibile.

 

I dibattiti saranno incamminati per ora su due temi fondamentali: l’economia verde e la cornice istituzionale per lo sviluppo sostenibile.

 

Lo sviluppo sostenibile: per chi?

 

L’aggravamento di molti dei problemi che avevano portato all’incontro del 1992, ha generato molteplici crisi internazionali, il cui denominatore comune sono gli insostenibili indici di produzione e consumo dei paesi sviluppati. Nonostante, questo l’atteggiamento della maggioranza di questi governi è sempre più distante dal riconoscimento dalle loro responsabilità storiche al rispetto.

 

Mentre la popolazione mondiale supera già i 7000 milioni di abitanti con risorse sempre più scarse e città al limite della capacità.

 

A cosa serve disegnare azioni, principi e progetti comuni negli scenari internazionali se poi non si utilizzano, non si compiono e non s’implementano?

 

La detta economia verde è stata uno dei temi più dibattuti durante il processo di preparazione di questo Vertice, perchè è vista come la sostituzione del paradigma degli attuali indici di produzione e consumo, attraverso l’utilizzo dell’energia rinnovabile, il riciclaggio dei rifiuti con prodotti meno tossici e una serie di fattori che detti così appaiono la migliore soluzione per risolvere molti degli attuali problemi che danneggiano l’ambiente.

 

Senza dubbio per questo è p necessario trasformare il modo in cui si produce, in cui si consuma, in cui si distribuisce meglio la ricchezza e si trasferiscono le risorse finanziarie e la tecnologia verso i paesi in via di sviluppo.

 

L’economia verde non include questo, ma parte da una visione artificiale, in cui si suppone che attraverso prodotti ecologicamente più puliti sia possibile riformare l’economia mondiale L’origine del concetto è associata alla crisi finanziaria del 2008 ed è considerata come un’altra delle tante strategie di sopravvivenza del capitalismo.

 

Il solo fatto di dare priorità al pilastro economico e di relegare in un secondo piano le dimensioni sociali e ambientali dello sviluppo sostenibile, lo rendono incompatibile in gran misura con i principi della dichiarazione di Río approvata nel 1992 e alle proposte di Agenda 21.

 

Come l’economia verde contribuisce allo sradicamento della povertà e alla diminuzione delle iniquità e dell’abisso tra i più poveri e i più ricchi? Sino ad ora non esiste risposta.

 

La sua applicazione irrazionale è al di fuori da ogni contesto e potrebbe anzi incrementare i problemi in questo senso.

 

L’umanità reclama gridando soluzioni immediate per i terribili e catastrofici problemi ambientali che oggi minacciano più che mai la sopravvivenza del pianeta.

 

Gli strumenti ci sono, ma manca la volontà politica di molti governi; manca la volontà di pensare di meno alla crescita della ricchezza economica e di contribuire allo sradicamento della miseria, ma non parzialmente e nemmeno in luoghi “prescelti”.

 

Manca la volontà di pensare nell’essere umano come al centro delle preoccupazioni relazionate con i principali problemi dell’ambiente e dello sviluppo.

 

Vent’anni dopo il primo Vertice della Terra, questa nuova Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo costituisce uno scenario perfetto per valutare, analizzare, dialogare, decidere tutto a favore dei veri problemi che oggi minacciano la sussistenza della specie umana.

La domanda è: saremo capaci di farlo?

 

Cuba presenta a Rio+20 un libro sul

pensiero ambientalista di Fidel

 

 

8.06.12 - www.granma.cu

 

 

Cuba presenterà nella Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Río+20, il libro “Il diritto dell’umanità d’esistere”, che raccoglie il pensiero ambientalista del Comandante in Capo, Fidel Castro.

 

CARICATURAIl Telegiornale Nazionale della televisione cubana, ha riferito che si tratta di un testo che raccoglie una selezione di idee e messaggi del leader della Rivoluzione cubana, relazionati all’ambiente ed alle attuali minacce alla sopravvivenza della specie umana.

 

Si tratta di un lavoro congiunto del Ministero degli Esteri e dell’Agenzia dell’Ambiente, che raccoglie le Riflessioni di Fidel sul tema, ha spiegato Argelia Fernández, funzionaria del Ministero di Scienza, Tecnologia e Medio Ambiente.

 

Il libro che si presenterà a Río+20 - foro previsto in Brasile dal 20 al 22 giugno - include analisi su povertà e società, sicurezza alimentare, minacce al pianeta e cambio climatico.

 

“Il diritto del umanità d’esistere”, raggruppa riflessioni e idee del leader cubano espresse nel periodo 2007-2012, e le prime pagine sono dedicate al suo discorso di 20 anni fa, nel Vertice della Terra.

 

In quell’opportunità Fidel richiamò l’attenzione della comunità internazionale con la frase “Un’importante specie biologica corre il rischio di sparire, per la rapida e progressiva liquidazione delle sue condizioni naturali di vita: l’Uomo”, messaggio sul quale ha insistito molte volte successivamente.