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Conclusa una festa, che però continua

 

 

20 febbraio 2012 - Madeleine Sautié Rodríguez   www.granma.cu

 

 

La tappa avanera della XXI Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012 si è conclusa ieri, domenica 19, nella capitale con la visita de 270000 persone nei luoghi in cui si è svolta questa popolosa festa culturale.

 

La Fiera ha ricevuto 270.000 visitanti nella capitale. Foto: Anabel Díaz Mena
La Fiera ha ricevuto 270000 visitanti nella capitale

La vendita di circa 600000 volumi; la presenza delle culture dei Caraibi, il cui respiro ha accompagnato le 11 giornate di durata di questo storico avvenimento, e l’incontro di più di un centinaio d’invitati di 22 paesi con il leader della Rivoluzione, Fidel Castro, costituiscono i punti di riferimento che hanno marcato il felice disimpegno della Fiera, n nella quale più di 400 intellettuali hanno avuto un’ampia partecipazione.

 

Pablo Armando Fernández, Premio Nazionale di Letteratura, ha assegnato una Menzione d’Onore al Padiglione delle Culture invitate ed ha reso noti i nomi degli stands vincitori: Ediciones Unión, per il bel disegno in un piccolo spazio e, al secondo posto, Arte cubano, Ediciones, del Consiglio Nazionale delle Belle Arti.

 

Con la partecipazione di Abel Prieto Jiménez, Ministro di Cultura; Pedro Calzadilla, Ministro del Potere Popolare per la Cultura, del Venezuela, e il noto cantante Danny Rivera, Zuleica Romay, presidentessa dell’Istituto Cubano del Libro, ha pronunciato le parole di chiusura che segnano una breve sosta della Festa, che continuerà a partire dal giorno 22, partendo dalle province occidentali e dal Municipio Speciale Isola della Gioventù, per poi proseguire per tutta l’Isola e terminare il 4 marzo a Santiago di Cuba, la più caraibica delle città cubane.

 

Presentato alla Fiera del Libro Cuba 2012 la

testimonianza di un cubano che si infiltrò nella CIA

 

 

18 febbraio 2012 - www.cubadebate.cu

 

 

Raul Capote“Enemigo” è una testimonianza vivida, reale, istruttiva. La sua pubblicazione da parte della casa editrice Josè Martì renderà possibile che i lettori cubani e di altre parti del mondo sappiano, di prima mano, con quanto accanimento dalla Casa Bianca e dal Pentagono, dal Campidoglio e da Langley, dalla Calle C, del North West a Washington (sedi del Dipartimento di Stato) o dalla Calle 8 di Miami, si ordiscono piani - ieri, adesso, in questo stesso minuto - per abbattere la Rivoluzione cubana e tornare a sommergere l’arcipelago in una situazione neocoloniale.

 

Il suo autore, Raul Capote, benché sia originario de L’Avana, ha scoperto molto giovane la sua vocazione letteraria a Cienfuegos, dove ha partecipato al movimento degli Stage Letterari ed è stato membro degli Associazione Hermanos Saiz (AHS). Nel 1996 ha vinto il Premio Calendario, dell’AHS. Lettere Cubane ha pubblicato nel 1999 il suo romanzo “El Caballero Ilustrado” e poco dopo “El adversario”, con la casa editrice portoricana Plaza Mayor.

 

A causa del fatto di cominciare ad essere conosciuto nell’ambiente culturale dentro e fuori dall’Isola, l’intelligenza nemica, mediante agenti radicati a Cuba sotto copertura diplomatica, iniziò un lavoro di convinzione. Ignoravano, tuttavia, gli irriducibili principi di Capote. Ed ancora meno il suo adempimento come agente degli Organi della Sicurezza dello Stato.

 

Il vissuto si narra in “Enemigo”. Di come Raul Capote si trasformò in Daniel, combattente della contro-intelligenza della Rivoluzione; in queste pagine si legge quali siano i piani della CIA per penetrare l’intellighenzia, le Università del paese ed i settori giovanili.

 

“Precisamente - ha dichiarato Capote a Granma – il libro è dedicato ai giovani. Spero che contribuisca ad illustrare ai lettori la verità sul lavoro del nemico contro Cuba, spero che faciliti argomenti ai rivoluzionari per il confronto alle campagne di discredito, dei mezzi di stampa al servizio del governo degli USA, contro la Rivoluzione; spero che inquieti, che preoccupi gli indifferenti, che sia un’arma di denuncia e di combattimento per tutti i cubani che amano la nostra Patria e credano che la costruzione di un mondo migliore non è una chimera, non è un’utopia, è una necessaria realtà, una ragione per lottare fino alla fine”.

 

La protezione dell'ambiente

a Cuba è esemplare

 

 

16 febbraio 2012 -   www.granma.cu

 

 

Il libro “La protezione dell'ambiente a Cuba, un modello esemplare”, scritto dall’avvocato italiano Vittorio di Cagno, è stato presentato nel Centro degli Studi Martiani de L’Avana nell’ambito della Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012, nella versione in lingua italiana. L'edizione in spagnolo era stata pubblicata nell’Isola nel 2005, e nell’occasione l’autore aveva promesso di realizzare la traduzione del testo per diffondere in Europa i risultati di Cuba nel settore ambientale.

 

“Quest’Isola non si stanca mai di dire ovunque che non esiste alternativa per la salvezza della Terra senza solidarietà, pace e amore, in accordo con il legato ideologico dell'Apostolo cubano Josè Martì”, ha affermato Vittorio di Cagno.

 

Nel libro l’autore spiega gli aspetti relativi alla scienza della natura ed al diritto ambientale, ed ha inserito, tra gli altri documenti, la Legge sugli Ecosistemi della Repubblica di Cuba.

 

Secondo di Cagno: “Questa legislazione è fedele interprete della normativa internazionale, prova concreta e indiscutibile della cultura cubana e martiana in questa materia, cioè una ‘legge modello’ che tutti i popoli dovrebbero studiare ed imitare per il bene dell'umanità”.

 

Lo storiografo de L'Avana, Eusebio Leal Spengler, ha sottolineato l’importanza di questo libro in tempi di forti cambi climatici, dove lo Stato, con tutti i cittadini,ha il dovere di proteggere gli ecosistemi, ha sostenuto.

 

L'ambasciatore della Repubblica Italiana a Cuba, Marco Baccin, ha detto che il volume è un’ulteriore attestato dell'amicizia tra le due nazioni e contribuisce a far conoscere i risultati dell’Isola nel tema della protezione ambientale, cruciale per la sopravvivenza del pianeta.

 

Il direttore della Società Culturale del Centro di Studi Martiani, Dott. Armando Hart Davalos, ha ringraziato per la presentazione di questo libro: “Che è un testo importante, in questa nostra istituzione, che è una delle 12 sedi della Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012.”.

 

Vilma, pensiero e azione

 

 

15 febbraio 2012 - Pedro de la Hoz /Ricardo A. Venereo   www.granma.cu

 

 

Quasi simultaneamente, nella Fortezza di San Carlos de la Cabaña e nella Casa dell’ ALBA Culturale, l’impronta di Vilma Espín come donna di pensiero e azione, è affiorata durante la XXI Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012.

 

La casa editrice Verde Olivo ha presentato il volume “Contra todo obstáculo”, opera concepita da Vilma per riscattare la memoria, con documenti e testimoni, della storia dei rifornimenti ai fronti guerriglieri ed in particolare al Secondo Fronte Orientale Frank País, compiti di cui si occupava personalmente, una delle sue principali responsabilità.

 

L’indimenticabile combattente aveva condiviso questo progetti con la compagna di tante battaglie, Asela de los Santos, e poi con la storiografa Martha Verónica Álvarez.

 

Presentato un libro su Fidel Castro

di fronte ai disastri naturali

 

Un testo sul lavoro del leader della Rivoluzione, Fidel Castro, su come affrontare e prevenire gli eventi meteorologici ha suscitato molto interesse tra i partecipanti alla XXI Fiera Internazionale del Libro.

“Fidel Castro ante los desastres naturales. Pensamiento y acción”, con la collaborazione di Luis Ramos, costituisce una selezione cronologica di 51 episodi avvenuti in Cuba ed in altri paesi, quando si pose in evidenza la volontà umana e politica di preservare vite e beni.

“Uno dei principali problemi dell’umanità è il forte deterioramento ambientale in un mondo colpito da crisi alimentari, dall’incremento della miseria e lo scatenamento di conflitti, tra i tanti fattori” ha ricordato Gisela Alonso, presidentessa dell’Agenzia del Medio Ambiente di Cuba.

Durante la presentazione del volume, nella Casa dell’ALBA, a L’Avana, la specialista ha segnalato la pertinenza del libro in questo contesto, perchè segnala che nelle opere scritte da Fidel e stata sempre presente la necessità d’una relazione armoniosa tra l’uomo e la natura.

“Il testo ricorda attraverso un reticolo studio storico, i devastanti disastri d’origine meteorologica e sismica e il grande impatto sulle società, i popoli e le comunità nelle nazioni sorelle e in Cuba”, ha segnalato ancora la Alonso.

Ramos ha detto che la sua idea originale era includere nel libro i principali uragani che hanno colpito il territorio nazionale, ma che poi ha deciso d’ampliare il lavoro ad altri scenari internazionali, nei quali Cuba è stata presente con aiuti solidali.

Per questo si parla anche di disastri come quelli del Pakistan, Haiti, Messico e Giappone in cui è stato molto evidente lo spirito umanista e solidale che caratterizza la Rivoluzione dal suo trionfo, nel 1959.

Rivedendo gli insegnamenti di Fidel si può percepire una delle chiavi del successo del processo cubano in queste importanti sfere della vita economica e sociale, la fiducia del popolo nei suoi dirigenti e la sua amplia partecipazione in tutte le aree, risalta il prologo del volume.

 

Il Premio Nazionale di Scienze Sociali 2011

 

Con molta soddisfazione, perchè la distinzione che gli è stata consegnata riconosce la storiografia economica, lo storiografo Oscar Zanetti ha ricevuto il Premio Nazionale di Scienze Sociali e Umanistiche 2011, nell’ambito della XXI Fiera Internazionale del Libro de L’Avana.

La storiografa Olga Portuondo ha segnalato il lavoro di Zanetti come investigatore e docente, il suo modo di usare i metodi della storiografia moderna e la portata della sua opera, che si occupa dei Caraibi ispanici.

 

Allo scrittore Sergio Pitol il

Premio Dulce María Loynaz

 

Il noto scrittore messicano Sergio Pitol ha ricevuto a L’Avana il Premio Internazionale “Dulce Maria Loynaz”, assegnato dalla Unione degli Scrittori e gli Artisti di Cuba (UNEAC).

Il presidente della UNEAC, Miguel Barnet, ha consegnato la distinzione a Pitol, autore di romanzi, saggi e monografie, che nel 1999 ha ottenuto il premio “Juan Rulfo” e nel 2005 il Premio Cervantes, vinto anche dalla poetessa cubana Loynaz.

Nell’occasione, Nancy Morejón, presidentessa della Sezione Scrittori della UNEAC, ha posto Pitol tra i grandi scrittori di lingua spagnola, come Alfonso Reyes, Jorge Luis Borges e Alejo Carpentier.

Il cumulo di lavoro dei suoi ultimi anni aveva impedito all’eroina della clandestinità di concludere le investigazioni, poi completate e diventate ora un libro, grazie ai suoi collaboratori.

 

Il noto storiografo Jorge Ibarra ha sottolineato i valori del libro, nella presentazione, a cui hanno partecipato i generali di divisione Samuel Rodiles Planas, Eroe della Repubblica di Cuba e presidente dell’Associazione dei Combattenti della Rivoluzione Cubana, e José Carrillo, capo della Direzione Politica delle FAR con la generalessa di brigata Teté Puebla.

 

La casa editrice Editorial Pathfinder, con succursali a New York, Londra, Montreal e Sydney, ha protato alla Fiera la versione in spagnolo di “Las mujeres en Cuba; haciendo una revolución dentro de la revolución”, che raccoglie le testimonianze di Vilma Espín, Asela de los Santos e Yolanda Ferrer, sul contributo delle donne cubane alle ultime fasi delle gesta di liberazione e dopo il trionfo della Rivoluzione e la trasformazione materiale e spirituale del paese.

 

Con emozione, Asela de los Santos ha attribuito all’opera, introdotta e strutturata da Mary Alice Waters, l’importanza di raccogliere il pensiero politico della Rivoluzione e della sua pratica sociale, che ha reso possibile il compimenti dei sogni di tante generazioni di cubani.

 

 

Nove ore di dialogo con il leader della Rivoluzione
 

È il Fidel di sempre”

 

 

14 febbraio 2012 - A.Rodríguez /R.Míriam Elizalde  www.granma.cu

 

 

Fidel Castro RuzNove ore di conversazione interrotte da due brevi pause. Si dice rapidamente, ma chi in mezzo secolo ha seguito il leader della Rivoluzione cubana, sa che questi 540 minuti suppongono l’intensità di varie biblioteche e un carico d’emozioni che durerà giorni e che chi l’ha vissuto non se lo dimenticherà mai.

 

“È il Fidel di sempre”, ha detto ammirato Ignacio Ramonet, l’autore di un voluminoso libro di interviste con il Comandante.

 

“Che memoria infinita e privilegiata”, ha commentato nel corridoio del Palazzo delle Convenzioni la poetessa Premio Nazionale di Letteratura, Fina García Marruz.

 

Luis Báez e le confessioni
dei suoi intervistati

“Amigos que ya no están”, il suo ultimo titolo

 

14.02 - Luis Báez, giornalista Premio Nazionale José Martí per l’opera della vita nel 1994, è anche uno scrittore molto famoso a Cuba e in America Latina. Ha pubblicato sinora più di venti libri e questo suo nuovo volume: “Amigos que ya no están”, appena presentato nell’ambito della XXI Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012, nella Casa dell’Alba Culturale, edito dalla Casa Editrice Abril, fa vivere o rivivere tante figure, personaggi molto differenti tra loro, da Nicolàs Guillén, alla vedova di Hemingway, Mary Welsh, da Dulce Maria Loynaz a Omar Torrijos...

Il libro molto elegante nella sua edizione in bianco e nero, è stato presentato da Eugenio Suárez , direttore dell’Ufficio dei Temi Storici del Consiglio di Stato, scrittore e giornalista, e da Tubal Paez, presidente della UPEC, l’Unione dei giornalisti di Cuba.

Eugenio Suárez ha iniziato la presentazione ricordando che: “L’anno scorso ho presentato il libro di Luis “Fide por el mundo”, appunti dei viaggi con il Comandante in Capo in molti paesi. Luis ha alle spalle più di 55 anni di lavoro come giornalista ed ha un’esperienza immensa in questo settore. Se mi chiedessero se è più scrittore o più giornalista, non avrei dubbi nel sostenere la seconda abilità. Báez ha intervistato i più grandi personaggi della nostra società e nei suoi libri si leggono centinaia di racconti e aneddoti scritti dalla sua penna affilata, come disse di lui Raúl Roa. La sua produzione è davvero eccezionale ed ha sempre vari libri ‘in fabbrica’; uno in stampa, uno in edizione, uno in revisione... Questo di oggi, “Amigos que ya no están”. presenta 31 personalità che non ci sono più, alcuni che erano amici, altri che cercarono anche di distruggere la nostra Rivoluzione, ma che alla fine o erano diventati amici o perlomeno erano rispettati tra di noi.

L’introduzione di ogni intervista spiega di chi si sta parlando, con presentazioni che arricchiscono il testo.

Sono interviste di alcuni anni fa e conviene leggere le spiegazioni sui personaggi per non confondere i tempi e gli avvenimenti. Questo libro è una finestra che guarda il passato e aiuta a comprendere avvenimenti di ieri, della storia dell’America e di altri paesi del mondo.

Poesie, letteratura, Fide, il Che, Chávez, l’America Latina e non solo, si incontrano in questi capitoli che si leggono davvero d’un fiato.

Tubal Paez ha detto: “È un onore per tutti noi avere Luis Báez tra le nostre fila!”

Al calore dell’Incontro degli Intellettuali per la Pace e la preservazione dell’Ambiente, titolo che è risultato insufficiente per il lungo elenco di temi affiorati, i 69 intellettuali di 21 paesi che partecipano alla Fiera Internazionale del Libro de L’Avana, assieme a 48 noti scrittori, pensatori e specialisti cubani, hanno incontrato un Fidel intimo, che ha prestato attenzione ad ogni interlocutore, ed erano per lui a volte fonti in cui saziava la sua infinita curiosità, e quando gli invitati esponevano le loro idee si poteva seguire la rotta dei pensieri del leader cubano dall’espressione dei suoi occhi, dal gesto abituale di tendere il dito indice per toccarsi il viso o accarezzarsi distrattamente la barba.

 

Con la presenza nella sala del Palazzo delle Convenzioni del messicano Sergio Pitol, Premio Cervantes 2005, e del Premio Nobel della Pace, l’argentino Adolfo Pérez Esquivel, i temi hanno toccato i problemi più urgenti. A volte il tono era di notevole preoccupazione come sulla possibilità d’estinzione della specie umana, l’esaurimenti delle risorse naturali, la perversione delle multinazionali medianiche, l’apparizione di strumenti di guerra e persino il controllo della mente, come nessuno ha mai immaginato nemmeno nelle peggiori fantasie.

 

Daniel Chavarría, uruguaiano-cubano, Premio Nazionale di Letteratura, ha centrato il suo intervento sulla capacità di Fidel di prevedere gli avvenimenti e d’essere una sorta di ‘indovino storico’, un pessimista tattico e un ottimista strategico, ha ricordato qualcuno poco dopo.

 

Soprattutto Chavarría voleva che il leader gli spiegasse se in questo mondo al punto di sparire, con questo problema enorme, lui doveva allarmarsi o restare tranquillo e Fidel gli ha risposto che senza dubbio alcuno, per restare tranquillo oggi si deve pensare al problema e lottare contro di lui.

 

Una delle vie migliori per aiutare a pensare al problema è offrire la maggior informazione possibile ai popoli.

 

Fidel ha raccomandato che gli interventi di questo incontro si trascrivano e si pubblichino in un libro che aiuti a diffondere le idee espresse. Gli intellettuali potrebbero anche rivedere le loro parole controllarle e aggiungere quello che possono aver dimenticato nel fragore del dialogo, “dato che abbiamo premura, non ci dobbiamo affrettare”, ha detto.

 

La conversazione ha anche preso cammini sorprendenti come quando la brasiliana Marilia Guimaraes ha offerto notizie di un amico di Fidel, l’architetto Oscar Niemeyer che ha compiuto 104 anni. “È lucidissimo e domanda spesso del ragazzo di 85 anni”, e il Capo della Rivoluzione ha chiesto divertito: “Perchè non gli facciamo uno studio genetico?”, o come quando ha chiesto al ministro di cultura del Chaco, NeriFrancisco Romero, di ricordargli da dove scese San Martín verso il Cile.

 

Al tedesco Harri Grünberg ha raccomandato d’indagare come, nel suo paese, sostituiranno l’energia nucleare, come ha annunciato il governo tedesco dopo il disastro dell’impianto giapponese di Fukushima. Ed a Santiago Alba Rico, “arabo d’adozione ed europeo depresso che si appoggia a Cuba” ha fatto decine di domande sulla situazione attuale dopo la rivolta, sull’economia, l’agricoltura e anche sulla produzione dei vini e dei datteri in Tunisia, paese dove vive.

 

Per questo, ha detto quel che ha detto il frate dominicano Frei Betto, autore del memorabile libro “Fidel e la Religione”: “Molti qui come Santiago Alba, il compagno di Tunisi, hanno sperimentato cosa significa un esame orale in una scuola di Gesuiti... è duro e da lì viene Fidel”.

 

 

Il potere mediatico, apparato

ideologico della globalizzazione

 

 

Zuleica Romay, presidentessa dell’Istituto Cubano del Libro, e Abel Prieto, ministro di Cultura, accompagnavano Fidel al tavolo principale, di fronte ai presenti. Lei, che ha appena vinto il Premio Casa de las Américas, ha aperto gli interventi con la presentazione degli invitati ed un’eccellente dissertazione che ha animato immediatamente il dibattito.

 

Ignacio Ramonet denuncia

 

il silenzio sui Cinque


 

L'Avana, 14 feb (PL) - “È un'enorme ingiustizia il silenzio che praticano i grandi media dell’informazione sul tema dei Cinque cubani”, ha denunciato il noto giornalista Ignacio Ramonet in una dichiarazione rilasciata al settimanale Trabajadores.

“È una seconda reclusione nel silenzio, ha dichiarato, al termine della presentazione del suo libro“L'esplosione del giornalismo: dai mezzi di massa alla massa di mezzi”, nella Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012 Ramonet ha dichiarato che: “Se non fosse per la mobilitazione dei gruppi di solidarietà con Cuba e con i Cinque, non si saprebbe nulla di loro e nemmeno si parlerebbe mai del loro caso”, alludendo ad Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez.

Questa manipolazione del caso degli Eroi cubani fa parte della mala fede con cui la stampa dominante tratta le questioni relazionate con l’Isola” ha spiegato,a aggiungendo che . “Imporre la verità è una vera battaglia. La maggioranza delle persone che tentano di dire la verità su Cuba, ed in particolare di smentire le menzogne che pubblicano le multinazionali della stampa, patisce rappresaglie” ha detto ancora.

“Nel mio caso mi è costata il posto nell'Università, e appena ho pubblicato il mio libro ‘Cento ore con Fide’, mi hanno hanno tolto uno spazio culturale alla radio e molte collaborazioni in giornali importanti, come El Pais e La Voz de Galicia, tutti e due spagnoli.

Ramonet ha detto che difende la Rivoluzione Cubana perché le sue realizzazioni corrispondono ad una concezione umanista dello sviluppo delle società, ed ha sottolineato che è fondamenta l’apporto teorico dato dal suo leader storico, Fidel Castro, alla lotta che devono continuare a sferrare, sino alla vittoria, gli intellettuali progressisti.

I Cinque erano giovani professionisti che decisero dedicare le loro vite, lontano dalla loro patria, alla lotta contro il terrorismo nella città di Miami, base di operazioni della Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA), Il Consiglio per la Libertà di Cuba (CLC), Hermanos al Rescate, Movimento Democrazia, Alpha-66 ed altre molte di conosciuta traiettoria terrorista.

Abel ha fatto il moderatore e ha dato la parola per primo a Ignacio Ramonet, l’autore del libro “Centro ore con Fidel” e che ha ricevuto nella mattina di venerdì 3, il titolo di Dottore Honoris Causa di Comunicazione, dell’Università de L’Avana.

 

Il tema dell’uso e abuso dei media ha immediatamente rubato l’attenzione di tutti e in un certo modo è stato la colonna vertebrale che ha articolato il dibattito e gli accordi che sono usciti dall’incontro, essendo la parola lo strumento comune con cui i presenti possono attraversare il muro di menzogne, mezze verità e distorsioni che accompagnano le strategie di dominio attuale.

 

“Si deve partire dal principio che oggigiorno nel sistema mediatico, l’informazione funziona come una merce”, ha affermato Ramonet, che ha riprodotto in sintesi parte del suo discorso nell’Aula Magna dell’Università de L’Avana.

 

“L’informazione oggi è una merce, ma molto particolare, perchè è gratuita; la maggioranza di noi quando consumiamo informazioni per radio, televisione, internet ed anche la stampa scritta - ci sono molti giornali gratuiti oggi - non paghiamo per questo. Come mai il sistema, sempre tanto preoccupato per i benefici, fa sì che la circolazione dell’informazione sia gratuita? Perchè oggi il commercio dell’informazione non consiste nel vendere informazioni alla gente, ma vendere gente agli annunciatori”, ha dichiarato.

 

Questo ha trasformato il sistema dell’informazione dominante in un produttore di notizie triviali, manichee, molto bravi perchè chiunque possa intendere, scritte con un arsenale di 60 parole di base che sopprimono ogni tipo di sfumatura e che fanno appello a reazioni emozionali al disopra del razionale. Più comunicazione, più denaro guadagna l’impresa e in questo senso l’informazione è una materia prima strategica”, ha commentato ancora Ramonet.

 

“Il potere mediatico nella globalizzazione si conosce solo come gemello del potere finanziario. Chi ha la funzione di pacificare, addomesticare le società? L’apparato mediatico! E va riconosciuto che questo binomio è più poderoso del potere politico che ha perso forza al punto che letteralmente le multinazionali spazzano i pavimenti con i politici. È perchè i media oggi hanno più potere di prima? La risposta è no. Questo succede perchè i dirigenti politici hanno meno potere di prima e i media approfittano di questa debolezza e dell’assenza d’autorità per attaccare, in nome degli obiettivi che si fissa il potere finanziario”.

 

Ramonet vede solo una via d’uscita e da lì l’importanza di questo tipo d’incontro, con il privilegio d’avere Fidel come guida: “È il momento in cui si crede in un quinto potere, con la possibilità che oggi offre internet con e le reti sociali d’elaborare e diffondere la nostra stessa informazione, un’opportunità che non avevamo mai avuto, senza credere che giungerà da sola la democratizzazione dell’informazione! Ma oggi abbaiamo strumenti che ci permettono d’intervenire e modificare, dare un’opinione, non solo passiva e interna, ma partecipando a livello generale. Ci permettono di dirigerci come cittadini, come un quinto potere, capaci di fare da contrappeso a questo super potere che si è costituito”ha terminato.

 

 

Il dominio culturale

 

 

Il Premio Nobel della Pace, Adolfo Pérez Esquivel, ha pronunciato precise parole per identificare i rischi latenti. “ Il dominio non comincia con l’economia, ma comincia con la cultura”, ha detto per segnalare poi “ Il sistema è in rovina, ma è intelligente”.

 

Di fronte all’alternativa da stabilire ad ‘una mono-coltivazione delle menti’ l’intellettuale argentino ha chiamato alla resistenza davanti al dominio culturale.

 

“Non abbiamo ricette, ma abbiamo forme di costruzione, forme di pensare e di fare”, ha insistito, segnalando che “In America Latina noi viviamo indignati”.

 

La resistenza culturale, lo scontro con la dominazione schiavista, per la preservazione dell’ambiente e l’importanza del dibattito delle idee sono state al centro degli interventi dello scrittore argentino Vicente Battista, l’attrice di teatro salvadoregna Lina Cerritos, e le ministre di Cultura di Angola, Ecuador e Giamaica, tra gli altri.

 

 

Mi piace molto Telesur

 

 

Si è parlato più di una volta di Telesur, ed il leader della Rivoluzione cubana ha elogiato più d’una volta il canale multistatale, che lavora con molta serietà e professionalità e si vede sempre più.

 

“A me piace molto Telesur”, ha detto, quando si analizzava come affrontare le menzogne del poderoso apparato mediatico degli avversari, ed ha riconosciuto che già non si arrabbia di fronte alle menzogne. “Il problema non è nelle menzogne che loro dicono, questo non lo possiamo impedire... quello che stiamo guardando oggi è come noi diciamo la nostra verità”. Poi ha parlato della televisione come di uno degli strumenti più validi per diffondere questa verità.

 

La chiave, secondo Fidel è che il telespettatore sia informato.

 

“Preferisco questo canale, ha commentato, per la quantità di informazioni politiche e di sport. metà sport e metà politica”, ha detto ed ha elogiato l’avvicinamento che fa ai valori patrimoniali della nostra regione, senza pubblicità nei suoi programmi, una piaga che bombarda i telespettatori di ogni canale in quasi tutto il mondo.

 

In un animato scambio con Francisco Sesto, il ministro venezuelano per la ricostruzione di Caracas, ha indagato sui piani per la casa e sugli altri progetti sociali che sviluppa il governo bolivariano, ed ha denunciato l’apparato di propaganda e pubblicità che stanno sferrando contro Chávez.

 

Anche Carlo Frabetti, italiano radicato in Spagna e noto scrittore di letteratura per bambini e giovani, ha parlato del tema pubblicità.

 

“La pubblicità tenta di convincerci che la felicità è avere più degli altri, quando la felicità è avere di più insieme agli altri”, ha commentato.

 

“I più vulnerabili sono i bambini”, ha detto, ed ha complimentata Cuba che non sottopone a questa aggressione, perchè in Europa una persona può ricevere anche mille annunci pubblicitari al giorno”.

 

Frabetti ha apprezzato Cuba, un paese dove i bambini piangono appena.

 

“Nei luoghi in cui si vive sotto gli stimoli permanenti del consumismo i bambini si sentono frustrati e reagiscono con aggressività”.

 

Frabetti ha ricordato la frase di Plutarco, lo storiografo greco: I bambini non sono vasi da riempire, ma fiamme da alimentare.

 

Questa analisi ha dato l’occasione a Fidel di riflettere più a fondo sull’avversione alla pubblicità, mai usata dalla Rivoluzione cubana, nemmeno per dare fede delle sue migliori azioni.

 

“Tutto quello che ha fatto Cuba per gli altri popoli è stato senza affanno di competizione, di pubblicità o propaganda”, ha detto ed ha parlato del fatto che lo spirito solidale è parte delle fondamenta stesse della Rivoluzione che ha trionfato nel gennaio del 1959.

 

“In quei primi anni l’Isola aveva circa 6000 medici e molti se ne andarono negli Stati Uniti quando cominciò l’assedio economico e politico, ma alcuni di quei professionisti s’integrarono al processo rivoluzionario e andarono anche in Algeria per aiutare quel paese. Lì è cominciata la tradizione internazionalista di Cuba”. Fidel ha anche ricordato che con i vecchi aerei britannici che avevamo portammo i primi aiuti in Angola. “Lo facemmo senza cercare protagonismi di sorta”.

 

A questi principi si è vincolato quello che Fidel ha chiamato una politica onorata, non esente da errori, ma onorata, e si è unita l’esperienza; senza questa congiunzione non avremmo potuto resistere, ed ha aggiunto che le idee che difendiamo partono dall’esperienza e non sono semplicemente immaginazioni. Lo abbiamo vissuto.
 

 

Zuleica Romay:

La maggiore contraddizione della nostra epoca

 

 

La presidentessa dell’Istituto Cubano del Libro, Zuleica Romay, ha presentato, secondo Fidel, uno "straordinario testo", ed ha aggiunto: "Ha detto tutto e non è restato fuori niente”. Durante l’incontro ha ripreso alcuni elementi di quel discorso, in cui la scrittrice avverte che come nelle prevedibili trame poliziesche dove l’assassino cammina nella casa per massacrare gli abitanti, il mondo dorme fiducioso, mentre nasconde sotto il letto armi più che sufficienti per provocare la propria distruzione.

 

Zuleica RomayLe 25000 ogive nucleari che minacciano il nostro sonno, ha detto Zuleica, sono gelosamente custodite in installazioni militari di solamente otto paesi. Basta uno scontro tra due di queste potenze per fare una realtà di quello che è l’incubo dell’inverno nucleare.

 

Poi ha detto che nell’Africa sub-sahariana che i grandi media dell’informazione ricordano abitualmente per riferire scontri di presunta origine etnica, popolazioni intere sono sterminate da malattie curabili e la speranza di vita alla nascita non supera i 48 anni.

 

Ha parlato della battaglia contro la macchina genocida d’Israele, dei palestinesi che ritornano a casa ogni giorno, quando i sionisti non riescono a sterminarli.

 

Dei bambini di strada che lottano per guadagnarsi altre 24 ore di vita e degli afroamericani e immigranti latini che scontano nel corridoio della morte gli svantaggi sociali della loro origine. Delle madri e delle nonne che insistono nella ricerca dei loro familiari scomparsi; dei malati che necessitano un trapianto che non si possono pagare e di molti altri cittadini di paesi che si considerano colti e civili, che resistono all’ assedio imposto alle loro coscienze da un ampio assortimento di prodotti culturali che incentivano l’alienazione e la violenza.

 

La guerra ci minaccia tutti, ha aggiunto, perchè questo mondo sempre più ingiusto e insicuro è minacciato dalla sola specie pensante che lo abita, come lei ha spiegato Comandante, e la maggior contraddizione nella nostra epoca è la capacità della specie di auto-distruggersi e la sua incapacità di governarsi, ha ricordato ancora Zuleika.

 

 

Frei Betto: La Rivoluzione Cubana

è un’opera evangelica
Frammenti delle parole di Frei Betto

 

 

Cèra un tempo a Cuba, dove io vengo da 20 anni, in cui si parlava di Emulazione; poi di Rettifica e adesso di Tesi. Se Stalin fosse vigente, i cubani si chiamerebbero ‘rettificatori’ ma molta gente non si rende conto che qui non si fanno i cambi sulla linea di Lampedusa - cambiare tutto per non cambiare niente - qui si fanno cambi per migliorare quest’opera sociale della Rivoluzione, che è un’opera, dal mio punto di vista, non solamente politica o ideologica, ma evangelica.

 

Frei BettoCosa significa l’evangelizzazione di Gesù? Significa dare da mangiare a chi ha fame, salute a chi è malato, protezione a chi è abbandonato, lavoro a chi è disoccupato e questo si legge nei Vangelo. Per questo dico che questa è un’opera trascendente.

Molte volte noi nei movimenti progressisti non facciamo quello che fa la Rivoluzione cubana: un esame di coscienza, la nostra autocritica. Perchè non ci sono movimenti progressisti nel mondo, ad accezione di quelli dell’America Latina?

 

Di fronte alla crisi finanziaria in Europa, che proposte abbiamo? Si parla dell’occupazione di Wall Streeet che è un movimento d’indignazione, ma poca gente di rende conto che Wall Street significa "La strada del muro", e sino a che non lo si abbatte questo muro, la nostra indignazione non darà risultati... è buona per noi, ma non per il popolo.

 

Due cose sono fondamentali e queste due cose sono state messe in pratica nella storia della Rivoluzione cubana: Primo, avere un progetto e non solamente indignazione. Avere una proposta, delle mete. Secondo: radici popolari, contatto con il popolo.

 

Gramsci diceva: il popolo vive le cose, ma molte volte non comprende le sue situazioni. Noi intellettuali comprendiamo la realtà ma non la viviamo.

 

Cuba è l’unico paese dell’America Latina che ha avuto una Rivoluzione fruttuosa; poi ci sono state altre rivoluzioni, in Nicaragua e altre, ma questa è la più fruttifera perchè non è una rivoluzione come quella avvenuta in Europa, che era un socialismo parruccone, che andava dall’alto al basso. Qui no, qui sono capelli dal basso verso l’alto.

Io stavo seguendo l’equazione dei capelli, perchè Zuleika Romay presidentessa dell’ Istituto cubano del Libro ha i capelli corti, Abel ha i capelli lunghi e Fidel ha l’equilibrio, e la virtù sta nel mezzo.

 

Chiamo l’attenzione su questo: si deve esercitare un’autocritica, chiederci com’è il nostro inserimento sociale, per la mobilitazione politica, e che progetto di società stiamo elaborando assieme a questo popolo, assieme agli indignati, ai contadini, ai disoccupati...

 

 

 

Angola, paese invitato d’onore

della prossima Fiera del Libro
Ricardo Alonso Venereo 13.02.12

 

 

La Repubblica Popolare d’Angola sarà il paese invitato d’onore della XXII Fiera Internazionale del Libro Cuba 2013, è stato annunciato ieri, domenica 12, nella sede principale della Fortezza di San Carlos de la Cabaña di questo evento culturale.

 

Rosa Cruz e Silva, ministra di Cultura del paese africano - Zuleica Romay, presidentessa dell’Istituto Cubano del Libro

 

Zuleica Romay, presidentessa dell’Istituto Cubano del Libro, ha esteso formalmente l’invito a Rosa Cruz e Silva, ministra di Cultura del paese africano, che ha ringraziato un gesto che considera un nuovo pilastro nelle storiche e fraterne relazioni tra i due popoli.

 

Anche Rafael Bernal, primo vice ministro di Cultura di Cuba lo ha riconosciuto ed ha segnalato l’opportunità che offrirà la Fiera per conoscere meglio gli autori del paese africano.

 

Scambiando criteri su come sviluppare la prossima Fiera, le autorità dei due paesi hanno coinciso nell’importanza d’auspicare un foro di storiografi, che metta bene in risalto la storia condivisa.

 

Abel Prieto, ministro di Cultura, ha segnalato il fatto che per la prima volta l’onore dell’invito alla Fiera va ad un paese africano ed ha sottolineato che è stata sempre una parte della politica culturale della Rivoluzione, la promozione dei valori artistici e letterari di questo continente.

 

Fidel con gli intellettuali
 

Più di nove ore di

dialogo con l’infinito

 

 

11 febbraio 2012 -  www.granma.cu

 

 

“Sono di 22 paesi, la maggioranza scrittori che partecipano alla XXI Fiera del Libro e intellettuali di diverse discipline accademiche e scientifiche, uniti nella Rete “In Difesa dell’Umanità e a favore della pace e dell’ambiente.”

 

Foto: ROBERTO CHILEZuleika Romay, Premio Casa de las Américas e Presidentessa dell’Istituto Cubano del Libro (ICL), ha presentato le personalità più note tra gli invitati e li ha nominati: Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel della Pace; Sergio Pitol, Premio Cervantes 2005. Stella Calloni, Carlo Frabetti, Francois Houtart, Frei Betto, Ignacio Ramonet, Atilio Borón, Farruco Sesto, Miguel Bonasso, Carmen Bohórquez, Peter Phillps, Santiago Alba e Mayda Acosta.

 

Importanti scrittori ed intellettuali dei Caraibi, rappresentanti delle culture invitate alla Fiera cubana: Norman Girvan, Chiqui Vicioso, Kendel Hyppolite, Alejandro Carpio, Daniel Ferreira, Lenito Robinson, Bárbara Chase, Carlos Roberto Gómez, René Baptiste, Cynthia Abrahams, Lasana Sekou, Pedro Antonio Valdés, Johan Roozer, e ancora Kari Polanyi Levitt, studiosa dei Caraibi.

 

Poe Cuba, vari premi nazionali di Letteratura, Storia e Scienze Sociali, oltre a diversi esperti di varie specialità.

 

Poi ha chiesto all’anfitrione come gli sembrava l’auditorio.

 

“Infinito”, ha risposto Fidel sorridendo e sicuramente immaginando quanto si poteva estendere il dialogo con quella solida rappresentazione dell’intellettualità della sinistra che dal 2003 e per iniziativa del leader della Rivoluzione cubana, è divenuta la Rete.

 

Più di nove ore è durato lo scambio iniziato con un’introduzione riflessiva della Presidentessa del ICL, sui motivi dell’incontro che si ispira all’allarme lanciato 20 anni fa da Fidel, nel Vertice della Terra, sul rischio dell’estinzione che minaccia la specie umana, oggi più grave di due decenni fa.

 

Per gli invitati ha aperto il dialogo lo scrittore e giornalista spagnolo Ignacio Ramonet con una sintesi delle sue parole, pronunciate durante il ricevimento del titolo di Dottore Honoris Causa dell’Università de L’Avana. Centrato sulle pratiche del sistema mediatico globale, dove l’informazione funziona come una rara merce gratuita, e per mezzo di questa sempre più vuota di contenuti le persone sono in vendita agli annunciatori. La tesi di Ramonte ha fatto avviare il dibattito attorno a quello che devono e possono fare gli intellettuali per evitare la catastrofe planetaria, quando gli sforzi si scontrano, ha detto Abel Prieto, contro la manipolazione o il silenzio.

 

La scrittrice e giornalista Stella Calloni ha domandato una urgente riattivazione articolata della Rete e si è lamentata per il terribile silenzio con cui l’umanità assiste alle successive guerre e le ha nominate una per una, dall’Afganistan alla Libia, chiamando l’attenzione sulla sceneggiature ripetute che ora minacciano Siria e Iran.

 

Quasi otto ore dopo le sue parole hanno avuto un’eco in quelle dell’intellettuale brasiliano Frei Betto, che ha domandato un’auto critica: “Per valutare il nostro inserimento sociale e per generare progetti e non solo indignazione, perchè questa non basta per risolvere l’ingiustizia globale”.

 

L’incontro iniziato alle 13.20, è terminato alla 22.20, con due sole e brevi interruzioni. Impressionati dalla vitalità e dall’entusiasmo di Fidel, tutti gli interventi gli hanno fatto le loro congratulazioni per il suo visibile recupero fisico, ma è stato il frate dominicano brasiliano quello che lo ha meglio sintetizzato, dicendo scherzosamente che dovevano terminare perchè Fidel doveva ancora ricevere tre delegazioni, leggere molte informazioni e alcuni libri e che nessuno chiedesse qual è il miracolo che glielo permette, perchè è un segreto dello Stato Cubano.

 

Poi Frei Betto ha ringraziato Fidel per la sua pazienza, il suo dialogo, la sua capacità di ascoltare ed ha chiesto a Dio di benedire questo paese, la vita e la salute del leader della Rivoluzione, la cui opera è evangelica, ha detto, perchè ha alimentato l’affamato, ha curato il malato e ha dato lavoro al disoccupato, come indicano le Sacre Scritture.

 

Allora Fidel ha preso la parola mostrando un pacchetto di dispacci di stampa tra le mani. “Sono notizie dei soli tre ultimi giorni”, ha avvisato ed ha proposto di leggere e commentane alcuni, per confermare la gravità dell’allarme che li aveva riuniti.

 

Mancava ancora almeno un’ora di conversazione, seduti o in piedi.

 

“Il minimo che possiamo fare è ottenere che la popolazione sia informata”, ha detto terminando ed ha proposto di fare un libro con tutte le idee e le proposte uscite in circa 9 ore di dialogo.

 

“Dobbiamo lottare”, ha ripetuto come altre volte. “Non possiamo lasciarci vincere dal pessimismo. È nostro dovere.”

 

21ª Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012
 

Un’Isola circondata di libri

 

 

10 febbraio 2012 - Madeleine Sautié Rodríguez -  Pedro de la Hoz  www.granma.cu

 

 

“Questa Fiera festeggia l’inizio del ristabilimento della nostra unità caraibica, rinforzata costantemente dalla vicinanza e le affinità culturali La nostra cultura ci ha salvato dalla lontananza reciproco incentivata dai poderosi e lo riaffermeranno la qualità e la diversità della nostra letteratura”, ha detto, riferendosi ai valori delle culture dei popoli dei Caraibi, nelle sue parole d’inaugurazione della Fiera, Zuleica Romay, presidentessa dell’Istituto Cubano del Libro e del Comitato Organizzatore della XXI Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012, avvenimento nel quale l’isola sarà immersa sino a l 19 febbraio nella capitale e sino al 4 marzo nelle restanti province del paese.

 

Lisa Hanna, ministra di Cultura e Gioventù della Giamaica.Hanno partecipato all’inaugurazione nella Fortezza de La Cabaña, Esteban Lazo, membro del Burò Político e vicepresidente del Consiglio di Stato; Abel Prieto, ministro di Cultura; l’attivista argentino Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel della Pace, ministri ed alti funzionari dei paesi dei Caraibi, circa 200 intellettuali invitati e rappresentanti del corpo diplomatico dei paesi invitati.

 

L’occasione è stata lo scenario propizio in cui il famoso cantante di Barbados, Mighty Gabby, ha presentato per la prima volta il tema Free them (Liberateli!) in solidarietà con i Cinque eroi ingiustamente reclusi nelle prigioni degli Stati Uniti.

 

“Ho dedicato la mia opera e la mi vita alla cultura cubana"”, ha detto nel suo discorso Zoila Lapique, una delle intellettuali a cui è dedicata la Fiera, raccontando la sua carriera. L’altro omaggiato, Ambrosio Fornet ha dato il benvenuto agli invitati “in un’Isola circondata da libri da tutte le parti”, ed ha difeso l’idea d’una cultura impegnata con la difesa dell’identità e lontana dalla perversione del mercato.

 

A nome dei paesi dei Caraibi ha parlato Lisa Hanna, ministra di Cultura e Gioventù della Giamaica, che ha definito la Fiera “uno degli eventi culturali più importanti della regione.

 

In questa Fiera sono stati invitatati 260 scrittori, artisti e intellettuali di 41 paesi, oltre a 600 professionisti dell’edizione e del commercio del libro.

 

I lettori di tutta l’Isola avranno a disposizione 840 novità editoriali e circa 4.5 milioni di volumi.

 

 

 

La musica dei Caraibi accompagnerà

la Fiera Internazionale del Libro

Ileana González

 

 

Una serata di gala dedicata al musicista giamaicano Bob Marley, si svolgerà oggi venerdì 10, nel teatro Mella, e sarà una delle attrazioni del programma artistico culturale della Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012, la cui inaugurazione ufficiale avverrà la mattina nella fortezza di San Carlos de la Cabaña.

 

Il famoso musicista Gerardo Alfonso, che coordina l’omaggio al più noto interprete della musica reggae, ha annunciato che parteciperanno grandi artisti come Mighty Gabby delle Barbados, Shermelle 'Skarpion' Williams di San Vicente y las Granadinas, e l’orchestra Papá Shangó dell’Ecuador.

 

Per la parte cubana interverrà Alberto Faya con i gruppi Dejavú, Remanente e Te de Jazmín, in uno spettacolo che conterà con immagini del leggendario musicista giamaicano, autore di grande successi come “No woman, No cry.

 

Inoltre ha annunciato che il cantautore William Vivanco darà spettacoli in otto città durante il percorso della Fiera del Libro per l’Isola.

 

Nella tappa a L’Avana della Fiera del Libro, la musica riprenderà il suo spazio abituale in piazza San Francesco -nella fortezza di San Carlos de la Cabaña- da venerdì 10 a sabato 18.

 

Nei concerti prima del “cañonazo” delle nove, suoneranno, tra gli altri, Eliades Ochoa, il Septeto habanero, la steel Band de La Habana, i gruppi Desandam e Renovación Haitiana, William Vivanco e Los Papines, con artisti di San Vicente y las Granadinas, Colombia, Venezuela ed Ecuador.

 

Inoltre ci saranno esposizioni, opere teatrali, spettacoli e una mostra cinematografica di cinema dei Caraibi, con 18 films che si proietteranno nel multi-cinema Infanta e nel Pabellón Cuba.

 

 

Omaggio a Pablo Neruda nella

Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012
Maylín Vidal

 

 

La 21ª Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012 ha iniziato il suo programma letterario con una conferenza sulla vita e l’opera del poeta cileno Pablo Neruda e la presentazione di una trentina di suoi titoli.

 

Inaugurata ufficialmente con la presenza del vicepresidente cubano Esteban Lazo, la ministra di Cultura della Giamaica, Lisa Hanna, e l’intellettuale argentino Adolfo Pérez Ezquivel (Premio Nobel della Pace) la Fiera ha aperto le porte ad un gran pubblico che tradizionalmente apprezza molto le proposte.

 

Nella Sala Nuestra América, dedicata alla cultura dei popoli dei Caraibi, l’invitata d’onore, si presenterà il libro “The silent killer”, de Barbara Chase Main Library, della University of the West Indies, di Barbados.

 

Una nuova edizione di “Sida, confesiones de un médico”, del dottore cubano Jorge Pérez, figura tra le novità che si potranno acquistare.

 

Questo testo raccoglie le storie di persone infettate dal virus di immunodeficienza umana (VIH). La sua prima edizione è servita da base al regista Gerardo Chijona para il film Boletos al paraíso, candidato ai Goya 2012.

 

La letteratura russa sarà presente con due conferenze. La prima dello scrittore Zajar Prilepin e la seconda centrata nella poesia contemporanea di questo paese, nella quale l’autore Maxim Amelin parlerà del nuove tendenze negli ultimi 20 anni.

 

Fuori dalla Fortezza di San Carlos de la Cabaña, la sede principale, si succederanno molte presentazioni, sessioni di letture e conferenze, in diversi punti della capitale.

 

Alla Fiera partecipano sino al 19 febbraio più di 260 invitati e 600 professionisti di 41 paesi, tra i quali lo scrittore messicano Sergio Pitol (Premio Cervantes 2005), il teologo brasiliano Frei Betto e il giamaicano Norman Girvan.

 

La Casa Editrice Capitán San Luis

 

scommette sui gialli e la memoria

 

 

9 febbraio 2012 - Pedro de la Hoz  www.granma.cu

 

 

L’agenda di presentazioni della Editrice Capitán San Luis nella Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012 comincerà domani, venerdì 10, nella sala José Antonio Portuondo, della Fortezza de La Cabaña, con una novità, “Il prezzo della pace”, di Pedro García Peláez e una riedizione di “Guajiro”, de Enrique Acevedo.

 

I due titoli fanno parte di una zona ancora poco transitata della memoria cubana, il riflesso e la trascrizione di vicende di protagonisti, negli anni che seguirono il trionfo della Rivoluzione del gennaio del 1959, che si videro immersi nel vortice di un inedito processo di trasformazioni rivoluzionarie.

 

Con questo libro, García Peláez, che partecipò direttamente alla conversione del vittorioso Esercito Ribelle nelle invulnerabili Forze Armate Rivoluzionarie, completa un periplo autobiografico, cominciato con la pubblicazione, della stessa casa editrice, di “Ni gallego ni asturiano, cubano y rebelde”.

 

Acevedo narra in “Guajiro”, con la stessa capacità e amenità che s’incontra in Descamisado, le vicende del giovane che giunse a L’Avana come parte del truppe ribelli nel 1959.

 

La casa editrice del Ministero degli Interni, presenterà nella Fiera tre romanzi della collezione Premio, del Concorso di letteratura poliziesca Anniversario della Rivoluzione: “Conspiración en el Triángulo Maya”, di Leonelo Abello Mesa; “Proyecto Sicklemia-E”, di J. Hernández; e “Dallas, 24 horas de un complot”, di Teresita Candía.

 

Nello stand della Capitan San Luis, a La Cabaña, si può anche comprare l’attuale “Codice di viabilità e transito”, un testo di grande utilità per chi ha un veicolo e per la popolazione in generale.

 

Festa e libri si trovano già nel Pabellón Cuba

 

 

8 febbraio 2012 - Madeleine Sautié Rodríguez  www.granma.cu

 

 

A poche ore dall’inaugurazione ufficiale della XXI Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012, che avverrà domani nello spazio fieristico di San Carlos de la Cabaña, il Pabellón Cuba, che si offre come spazio autentico di questo evento, per accogliere i giovani della capitale da oggi e sino al 25 del mese, presenta un fitto programma culturale che include la presenza di almeno 280 novità letterarie.

 

Ci saranno circa 420000 volumi a disposizione dei lettori e tra questi va segnalata la Ediciones Extramuros che propone per l’occasione 23 titoli.

 

Promozioni, incontri con autori e intellettuali, letture condivise e vendite dei titoli del sistema delle edizioni territoriali, alle quali si sommano i concerti abitualiFesta e libri si trovano già nel Pabellón Cuba dei sabato e domenica, formano il programma che si svolgerà nell’istallazione de La Rampa, a ritmo di Fiera. Carlos Lovaina Castro,direttore del Centro Provinciale del Libro e la Letteratura, ha detto a Granma che il gruppo di mode “Talento”, il cui lavoro si basa negli abiti dei paesi dei Caraibi, regione a cui è dedicata la Fiera, ha iniziato le presentazioni a cui si dedica l'evento.

 

Tra i successi c’è la presentazione del libro di saggi “El rasguño en la Piedra”, della dottoressa Graziella Pogolotti, Premio Nazionale di Letteratura.

 

La Festa del libro nei Caraibi
A L’Avana, dal 9 al 19 febbraio, e sino al 4 marzo in tutta l’Isola

 

 

3 febbraio 2012 - Madeleine Sautié Rodríguez  www.granma.cu

 

 

Più di 200 invitati di 40 paesi hanno confermato la loro presenza alla XXI Fiera Internazionale del Libro Cuba 2012, che da ieri ha iniziato le sue azioni in tutti i municipi della capitale con la vendita di molti nuovi titoli, e che dal 9 al 19 del mese coprirà la tappa de L’Avana, per continuare sino al 4 marzo nel resto del paese.

 

Foto: Alberto BorregoIl complesso mosaico culturale che è compresi nei Grandi Caraibi, alle cui culture è dedicata questa festa, sarà ampliamente rappresentato in questa fiera, ha detto Zuleica Romay, presidentessa dell’Istituto Cubano del Libro, che permetterà ai cubani di conoscere quanti siamo nei Caraibi e per la quale le case editrici hanno preparato 46 titoli tra le opere che appartengono a questa letteratura, ed altre riferite a questa.

 

Tra gli intellettuali della regione che visiteranno L’Avana, ci sono, per citarne solo alcuni, i barbadorensi Sir Hilary Beckles ed Esther Phillips; la haitiana Suzy Castor; la dominicana Chiqui Vicioso e il giamaicano Norman Girvan. Da altre latitudini giungeranno lo scrittore messicano Sergio Pitol (Premio Cervantes 2005), l’argentino Miguel Bonasso, il giornalista ispano-francese Ignacio Ramonet e il teologo brasiliano Frei Betto.

 

Il Foro dei Caraibi Caribe, che si svolgerà nella Casa de las Américas; il Colloquio martiano, nel Centro degli Studi Martiani; l’Incontro degli Storiografi, nella Casa dell’Alba Culturale; quello dei bibliotecari, nella Biblioteca Nazionale José Martí; quello dei giovani scrittori, nel Centro Culturale Dulce María Loynaz, sono alcuni degli inoltri teorici di questo avvenimento culturale che vede impegnati 120 espositori tra i quali 65 stranieri di 27 paesi.

 

Colloqui specializzati si svolgeranno con i rispettivi premi nazionali di Scienze Sociali e Letteratura, Zoila Lapique e Ambrosio Fornet, ai quali è dedicata questa Fiera, con il ritmo dei Caraibi più grande che ha avuto il libro nella sua storia.

 

L’importanza dell’educazione sessuale
 

“Parole che provocano” nella

 

Fiera del Libro de L’Avana

 

 

1 febbraio 2012 - Dai Liem Lafá Armenteros www.granma.cu

 

 

Con l’invitante titolo “Sesso, amore ed erotismo. Parole che provocano”, la master en Sessuologia e giornalista della Casa Editrice della Donna, Aloyma Ravelo, dedica quest’anno al pubblico adolescente un nuovo libro, che si presenterà nella prossima XXI Fiera del libro de L’Avana, prevista dal 9 al 19 febbraio nella capitale cubana.

 

Chi comincia a vivere le prime emozioni dell’amore e delle relazioni di coppia, potrà incontrare nel sue pagine risposte a molti interrogativi tipici di questa tappa della vita nella quale ci si sente intimoriti dai dubbi e dalla mancanza di conoscenza della sessualità.

 

Attraverso esperienze di ragazze e ragazzi cubani, l’autrice offre ai lettori messaggi affidabili e orientamenti che saranno utili nell’ora d’affrontare i problemi che provoca la crescita. Con un linguaggio da colloquio, molto simpatico, i 10 capitoli ripercorrono le tappe della prima volta la verginità, i mali dell’amore, le infedeltà, i complessi, le relazioni a distanza e le costanti ansie di quest’età.

 

L’autrice raccomanda il libro non solo agli adolescenti ma anche ai genitori e ai nonni, per poter accompagnare attivamente e positivamente coloro che non sono più bambini, ma non hanno ancora accumulato esperienze di uomo o donna.

 

Tra i titoli più popolari pubblicati da Aloyma Ravelo ci sono Intimidades (2005), Enigmas de la Sexualidad Femenina (2008), 40 preguntas sobre sexo (2009) e Puertas al Corazón (2011).

 

Cuba sarà inondata dai libri 

 

 

11 gennaio 2012 - www.granma.cu

 

 

I paesi dell’America Latina e dei Caraibi avranno uno spazio per far conoscere la loro letteratura nella XXI Fiera Internazionale del Libro ‘Cuba 2012’, che si svolgerà dal 9 al 19 febbraio, a L’Avana.

 

"Leggere è crescere" è lo slogan della Fiera, che renderà omaggio al bicentenario dell’insurrezione, guidata da José Antonio Aponte contro il potere coloniale spagnolo imperante nell’Isola, e al centenario del sollevamento armato dei membri del Partito Indipendente di Colore.

 

La Fiera Internazionale del Libro de L’Avana sarà dedicata agli autori cubani Zoila Lapique Becali, premio nazionale di Scienze Sociali e ad Ambrosio Fornet, premio nazionale di Letteratura e di Edizione.

 

Durante gli 11 giorni dell’incontro letterario a L’Avana, saranno omaggiate le culture dei popoli dei Grandi Caraibi, concepiti come un mosaico culturale, diverso e unito dalla loro storia.