provocatrice

 

 

La SIP, il cartello CIA della stampa commerciale,

sceglie la rappresentante che le corrisponde

 

 

12.11.2012 - Jean-Guy Allard  http://cambiosencuba.blogspot.it/

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Www0s_F1cZ8
 

 

 

La Società Interamericana della Stampa (SIP), il cartello CIA della stampa commerciale la cui sede a Miami prende il nome da Jules Dubois, l'agente CIA che la rifondò, ha nominato Yoani Sánchez  come sua rappresentante a Cuba, confermando la sua relazione con i piani più sordidi dell'intelligence degli Stati Uniti.

La SIP ha nominato, alcuni giorni fa i "rappresentanti" per paese della sua "Commissione per la Libertà di Stampa e d'Informazione", il suo meccanismo di propaganda con cui diffama paesi progressisti e promuove l'orientamento nettamente filo-nordamericano dell'insieme dei suoi membri. Il suo direttore è Claudio Paolillo, del settimanale uruguaiano di destra Busqueda.

"In ogni paese esisteranno vicepresidenti regionali e  per coincidenza a Cuba è designata Yoani Sánchez"  ha annunciato Paolillo in un comunicato di condanna della "repressione" dei giornalisti e scrittori sull'isola, riprendendo la solita retorica del Dipartimento di Stato.
 


"Nipote" del "Colonnello dalle Orecchie Pelose"

 


SIP fu fondata a L'Avana nel 1943 con obiettivi legittimi di rappresentanza di giornalisti e di organi di stampa. Tuttavia, i servizi di intelligence degli Stati Uniti presto si occuparono del sequestro dell'organizzazione e della sua trasformazione in uno strumento del potere imperiale.

In una riunione della SIP in corso a Quito, Ecuador, nel 1949, tre personaggi rappresentano gli Stati Uniti. Due sono alti ufficiali dei servizi segreti statunitensi: Jules Dubois e Joshua Powers. Il terzo, Tom Wallace, è un alto funzionario del Dipartimento di Stato.

Dubois è l'unico che può fregiarsi del titolo di giornalista. Questo autentico colonnello dell'intelligence militare USA - così lo descrive una nota biografica pubblicata dopo la sua morte - si metamorfizza, negli anni '40, in un giornalista dell'influente Chicago Tribune.

Furibondo anticomunista, prende presto il controllo di quello che rapidamente si convertirà in camera di commercio per magnati dell'industria dell'informazione.

Dal 1951 fino alla sua morte, Dubois presiedere la Commissione per la libertà di Stampa e Informazione, descritto come "spina dorsale" della SIP per il ruolo di direzione ideologica che è stata e continua ad essere in tutta la stampa commerciale del continente.

Così grande fu il controllo di Dubois, il "Colonnello dalle Orecchie Pelose", sui meccanismi della disinformazione della SIP che l'organizzazione mafiosa finì per dare il suo nome alla sua sede centrale che si trova a Miami.
 

 

Golpisti da Caracas a Tegucigalpa
 

 

Nel corso degli anni, l'associazione di magnati intervenne nell'UNESCO per difendere il controllo dell'informazione da parte della impresa privata ed  ha partecipato alla propaganda sporca contro il governo democratico di Salvador Allende.

Proclamandosi difensore della libertà di espressione, la SIP avallò nell'aprile del 2002, il colpo di stato contro il governo legittimo del Venezuela e non si pronunciò sul blackout informativo che imposero i suoi membri a sostegno dei militari golpisti.

Il proprietario del quotidiano honduregno El Heraldo e La Prensa,
Jorge Canahuati Larach, membro eminente della SIP non solo ha sostenuto attivamente il complotto dei militari  golpisti del suo paese contro il Governo di Manuel Zelaya ma ha inoltre pagato la campagna di pubbliche relazioni negli Stati Uniti, diretta da Roger Noriega, destinata a legittimare il governo golpista.

In un'assemblea generale della SIP, Canahuati descrisse la stampa dell'Honduras, dove polizia ed esercito colpivano e ammazzavano i manifestanti, come vittima di una serie di "attacchi" delle "due parti in conflitto, in particolare dei seguaci di Zelaya".

Mentre appoggiava il colpo di Stato a Tegucigalpa, la SIP accusava pubblicamente il presidente boliviano, Evo Morales, per "mantenere inalterati i suoi attacchi" ai media del suo paese; il presidente venezuelano, Hugo Chavez ,è stato accusato di "minacciare la stampa"; e il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, di essere responsabile della "situazione della stampa sempre più preoccupante" nel suo paese.

Mentre pretende rappresentare "più di 1300 pubblicazioni delle Americhe", secondo il suo materiale propagandistico, la SIP non raccoglie più di 100 dei suoi membri nelle sue  molto pubblicizzate riunioni.

L'importante ricercatore cileno Ernesto Carmona ha evidenziato come i testi, in rete, di Yoani Sánchez  sono pubblicati su un server ospitato in Germania ed è "gestito dai server della società Cronos AR Regensburg, filiale tedesca della società Strato", una società di che "non presta servizio ad utenti comuni, come - ad esempio - blogger". Sanchez ha vissuto in Svizzera e in Germania prima di ritornare a Cuba per creare il tuo blog e diffamare l'isola, ha segnalato Carmona. Si é poi appreso che era in contatto con almeno un individuo che dopo riapparve come diplomatico a Cuba e che l'incontrò. "La registrazione del dominio del blog lo ha la società Godaddy, che è una delle società contrattista che utilizza il Pentagono nella cyber-guerra di propaganda di questi tempi. Così, Yoani Sánchez ha accesso preferenziale alle tecnologie USA che il blocco proibisce a Cuba", ha sottolineato lo specialista.

Vendipatria patentata Sanchez - attivamente promossa da alcune agenzie di stampa internazionali - è diventata ricca con
premi internazionali generati dal Dipartimento di Stato per un totale di centinaia di migliaia di euro.

Per disposizione del Dipartimento di Stato, detiene il solo conto PayPal esistente a Cuba, poiché l'impresa statunitense boicotta l'isola. La Sanchez chiede in continuazione "donazioni" presumibilmente destinate alla "dissidenza". Gli osservatori valutano la sua fortuna personale, depositata all'estero, di almeno mezzo milione di euro.

Autentica commerciante della disinformazione filoamericana, come progettata dal Dipartimento di Stato, alla Sanchez le toccava rappresentare la SIP, organizzazione di estrema destra, dedicata, in modo permanente, ad attaccare, calunniare e diffamare il suo paese secondo i piani che elaborano, in Virginia, i cervelloni della guerra psicologica contro l'America Latina libera e sovrana.

 

La SIP, el cartel CIA de la prensa comercial, escoge la representante que le corresponde

JEAN-GUY ALLARD -

La Sociedad Interamericana de Prensa (SIP), el cartel CIA de la prensa comercial cuya sede en Miami lleva el nombre de Jules Dubois, el agente CIA que la refundó, designó a Yoani Sánchez como su representante en Cuba, confirmando su relación con los planes más sórdidos de la inteligencia norteamericana.
La SIP designó hace unos días a "representantes" por país de su "Comisión de Libertad de Prensa e Información", su mecanismo de propaganda por el cual difama a los países progresistas y promociona la orientación claramente pro-norteamericana del conjunto de sus miembros. Su director es Claudio Paolillo, del semanario uruguayo de derecha Búsqueda.
"En cada país existirán vicepresidencias regionales y coincidencialmente en Cuba está designada Yoani Sánchez", anuncia Paolillo en un comunicado que condena la "represión" de los periodistas y escritores en la Isla, retomando la habitual retorica del Departamento de Estado.
 

"Nieta" del "Coronel de las Orejas Peludas"

La SIP fue fundada en La Habana en 1943 con objetivos legítimos de representación de periodistas y de órganos de prensa. Sin embargo, los servicios norteamericanos de inteligencia pronto se encargaron del secuestro de la organización y de su conversión en instrumento del poder imperial.
En la reunión de la SIP que se desarrolla en Quito, Ecuador, en 1949, tres personajes representan a Estados Unidos. Dos son altos oficiales de los servicios norteamericanos de inteligencia: Jules Dubois y Joshua Powers. El tercero, Tom Wallace, es alto funcionario del Departamento de Estado.
Dubois es el único que puede pretender al título de periodista. Este auténtico Coronel de la inteligencia militar norteamericana — así lo describe una nota biográfica publicada después de su muerte — se metamorfosea en los años 40 en reportero del entonces influyente Chicago Tribune.
Anticomunista furibundo, pronto toma el control de lo que rapidamente se convertirá en cámara de comercio para magnates de la industria de la información.
A partir de 1951 hasta su muerte, Dubois presidirá la Comisión de Libertad de Prensa e Información, calificada de "espina dorsal" de la SIP por el papel de dirección ideológica que realizó y sigue realizando en toda la prensa comercial del continente.
Tan grande fue el control de Dubois, el "Coronel de las Orejas Peludas", sobre los mecanismos de desinformación de la SIP que la organización mafiosa terminará dando su nombre a su sede central que ubicó en Miami.

Golpistas de Caracas a Tegucigalpa

En el curso de los años, la asociación de magnates intervino en la UNESCO, para defender el control de la información por la empresa privada y participó en la propaganda sucia contra el gobierno democrático de Salvador Allende.
Proclamándose defensora de la libertad de expresión, la SIP avaló en abril de 2002, el golpe de Estado contra el gobierno legítimo de Venezuela y no se pronunció sobre el black-out informativo que impusieron sus miembros en apoyo a los militares golpistas.
El propietario de los diarios hondureños El Heraldo y La Prensa, Jorge Canahuati Larach eminente miembro de la SIP no solo apoyó activamente el complot de los militares golpistas de su país contra el Gobierno de Manuel Zelaya sino que pago la campaña de relaciones publicas en Estados Unidos, dirigida por Roger Noriega, destinada a legitimar al gobierno golpista.
En una asamblea general de la SIP, Canahuati describió a la prensa de Honduras, donde la policía y el ejército golpeaban y mataban a manifestantes, como victima de una serie de "ataques" de los "dos bandos en conflicto, particularmente, de los seguidores de Zelaya".
Mientras apoyaba el golpe de Tegucigalpa, la SIP acusaba públicamente el presidente boliviano Evo Morales por "mantener inalterables sus ataques" a los medios de comunicación de su país; el presidente venezolano Hugo Chávez fue acusado de "amenazar a la prensa"; y al mandatario ecuatoriano Rafael Correa, de ser responsable de "la situación de la prensa cada vez más preocupante" en su país.
Cuando pretende representar a "más de 1.300 publicaciones de las Américas", según su material de propaganda, la SIP ni logra congregar más de 100 de sus afiliados en sus muy publicitadas reuniones.
El destacado investigador chileno Ernesto Carmona destacó como los textos de Yoani Sánchez en la red se encuentren publicados en un servidor está alojado en Alemania y es "atendido por los servidores de la compañía Cronos AR Regensburg, sucursal germana de la empresa Strato", una empresa que "no presta servicios a usuarios comunes, como –por ejemplo– a blogueros".Sánchez residió en Suiza y Alemania antes de regresar a Cuba para crear su blog y difamar a la Isla, señala Carmona. Se supo más tarde que estuvo en contacto con por lo menos un individuo que reapareció luego de diplomático en Cuba y que la atendió. "El registro del dominio del blog lo mantiene la empresa Godaddy, que es una de las compañías contratistas que utiliza el Pentágono en la cyber-guerra propagandística de estos tiempos. Así, Yoani Sánchez tiene acceso preferencial a las tecnologías norteamericanas que el bloqueo prohíbe para Cuba," subrayó el especialista.
Vendepatria patentada, Sánchez - activamente promocionada por ciertas agencias de prensa internacionales - se hizo rica con premios internacionales generados por el Departamento de Estado que totalizan cientos de miles de euros.
Por disposición del Departamento de Estado, detiene la sola cuenta PayPal existente en Cuba, la firma norteamericana boicoteando a la Isla. Sánchez constantemente pide "donaciones" supuestamente destinadas a la "disidencia". Observadores valoran su fortuna personal, depositada en el extranjero, a un mínimo de medio millón de euros.
Autentica negociante de la desinformación pro-norteamericana, tal como diseñado desde el Departamento de Estado, a Sánchez le tocaba representar a la SIP, organización ultraderechista que se dedica permanentemente a atacar, calumniar y difamar a su país según los planes que elaboran en Virginia los cabezones de la guerra psicológica contra la América Latina libre y soberana.

 

 

 

La CIA si gioca un'altra

carta con Yoani Sánchez

 

 

10.11.2012 -  Yohandry Fontana http://www.yohandry.com
 

 

 

Yoani Sánchez è un progetto contro Cuba già esaurito, e i suoi creatori hanno cercato un modo per farlo risorgere, questa volta dalle mani della Società Interamericana della Stampa (SIP). Si tratta di un'organizzazione legata alla Central Intelligence Agency (CIA), tra i cui progetti figura attaccare i paesi che si oppongono ai monopoli dell' informazione, come Cuba, Venezuela, Ecuador, Bolivia e Nicaragua, tra gli altri.

La designazione di Sánchez Cordero come vice presidente regionale per Cuba della SIP non fa che chiarire, ancora una volta, i veri propositi di Washington di posizionare, all'interno di Cuba, una voce al servizio dell'impero, che sarà supportata da più di 1300 mezzi di comunicazione.

Manipolazione e disinformazione, controllo assoluto di ciò che viene diffuso, guerra psicologica, dominio totale d'Internet e reti  sociali, tutta una struttura che la CIA materializza attraverso le sue organizzazioni di facciata, la SIP una di queste, con una forte presenza in tutto il mondo.

I media sono una priorità per la Central Intelligence Agency. I suoi primi obiettivi dopo essere stata creata furono i paesi europei con l'obiettivo di attaccare l'antica URSS. Per far ciò formò centinaia di giornalisti in un'operazione che fu guidata dall'ex direttore della CIA Allen Dulles, nel 1953.

Centinaia di direttori di media europei furono convocati da Dulles perché di unissero alle campagne antisovietiche, senza sottovalutare il reclutamento e formazione di agenti posti ai livelli più alti di gestione di giornali, televisioni e radio del tempo. La loro missione era dirigere e consigliare le campagne mediatiche anticomuniste.

Ma gli Stati Uniti avevano bisogno di un ente, come una mega corporazione, che riunisse gran parte della stampa mondiale e così, prendendola come base di operazioni, esercitare un controllo molto più ampia delle informazioni da diffondere.

La SIP era proprio quello che stava cercando la CIA. Era sorta come un'organizzazione pan americana a L'Avana nel 1943, dopo l'approvazione della sua creazione in Messico, un anno prima.

Il complotto presto si pose in atto. Tre anni dopo, Jules Dubois e Joshua Powers, ufficiali dei servizi d'intelligence degli Stati Uniti si riunirono a Quito, Ecuador, per "sequestrare" la SIP, al fine di renderla una filiale della CIA. Approfittando di una riunione della Società che aveva luogo lì, e a cui "causalmente" partecipava Tom Wallace, alto funzionario del Dipartimento di Stato, manovrarono in modo tale che la successiva riunione, nel 1950, si svolgesse a New York.

Da quella riunione in questa città, la SIP si trasforma nel gran monopolio dei proprietari di'imprese giornalistiche.

I magnati della grande stampa riuscirono ad impossessarsi della SIP. Da allora, il suo ruolo è stato collegato a sostenere colpi di stato, cospirazioni, screditare i governi legittimi nella regione, come Hugo Chavez, Evo Morales e Rafael Correa. Inoltre, non si può dimenticare il ruolo di questa organizzazione nella prima campagna di disinformazione contro la nascente Rivoluzione centrato sui processi e condanne ai criminali batistiani.

E alla SIP ora arriva, con l'aiuto della CIA, Yoani Sanchez, blogger pro-yankee che poche ore fa é stata protagonista di uno scandalo pubblico, guidato dalla Sezione di Interessi degli Stati Uniti a L'Avana.

L'obiettivo del polverone: far pressione sulla Casa Bianca perché incrementi e sostenga le azioni sovversive all'interno dell'isola e potere così diffondere informazioni riguardo una presunta escalation repressiva per giustificare l'agognato sogno di invadere Cuba.

Claudio Paolillo, Presidente del Comitato per la Libertà di Stampa ed Informazione della SIP, è stato l'incaricato di proporre la Sánchez Cordero come vice presidente di tale organizzazione. Proprio ieri ha detto ai giornalisti che la blogger è "una enorme pietra nelle scarpe del regime cubano".

Potrà Yoani Sanchez resistere a questa condizione per molto tempo? Si renderà conto che è lei che inutilmente si carica di un'enorme pietra, quale incarnazione contemporanea di Sisifo, destinata all' eterno fallimento?

 

 

La CIA se juega otra carta con Yoani Sánchez


Yoani Sánchez es un proyecto contra Cuba ya agotado, y sus creadores han intentado una manera para hacerlo resurgir, esta vez de la mano de la Sociedad Interamericana de Prensa (SIP). Se trata de una organización vinculada a la Agencia Central de Inteligencia (CIA), entre cuyos proyectos figura atacar a países que se oponen a los monopolios de la información, como Cuba, Venezuela, Ecuador, Bolivia y Nicaragua, entre otros.
La designación de Sánchez Cordero como vicepresidenta regional para Cuba de la SIP no hace más que esclarecer, una vez más, los verdaderos propósitos de Washington de posicionar dentro de la Isla una voz al servicio imperial, que recibirá el apoyo de más de 1300 medios de comunicación.
Manipulación y desinformación, control absoluto de lo que se difunde, guerra psicológica, dominio total de Internet y las redes sociales, todo un entramado que la CIA materializa mediante sus organizaciones pantallas, la SIP una de ellas, con amplia presencia en todo el mundo.
Los medios de comunicación son prioritarios para la Agencia Central de Inteligencia. Sus primeros blancos después de creada fueron los países de Europa con el objetivo de atacar a la antigua URSS. Para ello capacitó a cientos de periodistas en una operación que estuvo a cargo del ex director de la CIA Allen Dulles, en 1953.
Cientos de directores de medios europeos fueron convocados por Dulles para que se unieran a las campañas antisoviéticas, sin menospreciar la captación y formación de agentes colocados en las más altas esferas de dirección de periódicos, televisoras y radios de la época. Su misión era dirigir y asesorar las campañas mediáticas anticomunstas.
Pero Estados Unidos necesitaba de una entidad a modo de mega corporación, que agrupara a gran parte de la prensa mundial y así, tomándola como base de operaciones, ejercer un control mucho más amplio de la información a difundir.
La SIP era precisamente lo que andaba buscando la CIA. Había surgido como una organización panamericana en La Habana de 1943, luego de aprobarse su creación en México, un año antes.
El complot pronto se puso en marcha. Tres años después, Jules Dubois y Joshua Powers, oficiales de los servicios estadounidenses de inteligencia se dieron cita en Quito, Ecuador, para “secuestrar” a la SIP, con miras a convertirla en una filial de la CIA. Aprovechando una reunión de esa Sociedad que allí tenía lugar, y a la que “causalmente” asistía Tom Wallace, alto funcionario del Departamento de Estado, maniobraron para que el próximo encuentro, en 1950, ocurriera en Nueva York.
A partir de la reunión en esa ciudad, la SIP queda convertida en el gran monopolio de dueños de empresas periodísticas.
Los magnates de la gran prensa lograron apoderarse de la SIP. Desde ese momento, su papel ha estado vinculado a apoyar golpes de estado, conspiraciones, desacreditar gobiernos legítimos de la región, como el de Hugo Chávez, Rafael Correa y Evo Morales. Tampoco puede olvidarse el rol de esa organización en la primera campaña de desinformación contra la naciente Revolución centrada en los juicios y condenas a los criminales batistianos.
Y a la SIP llega ahora, de la mano de la CIA, Yoani Sánchez, la bloguera proyanqui que hace unas horas protagonizara un escándalo público, orientado por la Sección de Intereses de Estados Unidos en La Habana.
El objetivo de la alharaca: presionar a la Casa Blanca para que incremente y apoye acciones subversivas dentro de la Isla y poder así difundir informaciones sobre una supuesta escalada represiva que justificara el añorado sueño de invadir a Cuba.
Claudio Paolillo, presidente de la Comisión de Libertad de Prensa e Información de la SIP, fue el encargado de proponer a la Sánchez Cordero para la vicepresidencia de esa organización. Justo ayer declaró a la prensa que la bloguera era “una enorme piedra en el zapato del régimen cubano".
¿Podrá Yoani Sánchez resistir esa condición por mucho tiempo? ¿Llegará a percatarse de que es ella quien carga inútilmente con una piedra gigantesca, cual contemporánea encarnación de Sísifo, condenado al eterno fracaso?