Accademici esigono il ritiro di Cuba

dalla lista dei paesi terroristi

 

 

23 maggio 2012 - www.granma.cu

 

 

L’eliminazione di Cuba dalla lista degli Stati patrocinatori del terrorismo risulta essere attualmente un reclamo sempre più frequente nei circoli accademici e politici degli Stati Uniti.

 

Un gruppo di ricercatori di entrambi i paesi, riuniti a Washington, hanno chiesto l’esclusione immediata dell’Isola caraibica dal compendio annuale con quale il Dipartimento di Stato pretende di certificare le nazioni rispetto al loro presunto appoggio a gruppi o attività estremiste.

 

Il Seminario Accademico Cuba Stati Uniti (TACE), composto da nove accademici statunitensi dell’American University, otto cubani dell’Università de L’Avana ed alcuni invitati, ha presentato delle raccomandazioni al fine di migliorare le relazioni tra i due paesi.

 

Tra quelle presentate figura una proposta cubana sulla cooperazione per lottare in maniera congiunta contro questo flagello.

 

È presente inoltre il proposito che militari in pensione ed ex ambasciatori visitino Cuba per sostenere intercambi.

 

Si chiede inoltre che entrambi i governi negozino un accordo istituzionale nella lotta antinarcotici, nella gestione della conservazione delle risorse della pesca, nella mitigazione dei terremoti e dei disastri come le fuoriuscite di petrolio nel Golfo del Messico.

 

Questa è la prima volta nella quale il comitato accademico bi-nazionale presenta pubblicamente le proprie raccomandazioni.

 

Il gruppo si è riunito in sei occasioni a cominciare da giugno 2009, su iniziativa della Coordinazione Internazionale di Ricerche Economiche e Sociali (CRIES), rete composta da oltre 70 centri di ricerca latinoamericani con sede a Buenos Aires.

 

Philip Brenner, professore della American University, ha spiegato durante una conferenza nel centro studi The Brookings Institution, che affrontare insieme il terrorismo risulta un campo nel quale potrebbe esistere un approccio costruttivo.

 

Abbiamo la pretesa di offrire idee riguardo ai temi su cui si può lavorare in maniera positiva e che non hanno bisogno di creare una massa critica o un consenso perché sono già sviluppati in questa direzione, ha espresso Jorge Mario Sánchez, l’unico partecipante cubano del TACE che ha assistito alla conferenza.

 

Il brigadiere generale statunitense John Adams ha chiesto nel marzo scorso a Washington di ritirare Cuba dalla suddetta lista e porre fine alla controproducente ed ipocrita politica verso l’Isola, ha considerato.

 

Lasciare Cuba nella lista del Dipartimento di Stato, è un anacronismo che mina alla base gli stessi sforzi di Washington nella sua lotta contro il terrorismo, ha assicurato il militare in pensione, in un articolo firmato inoltre dal capo federale David W. Jones, inserito nel The Hill, una pubblicazione del Congresso statunitense.

 

Nel dicembre scorso, le organizzazioni non governative Latin America Working Group e The Center for International Policy hanno patrocinato un incontro nel Club Nazionale della Stampa, nella capitale statunitense, per esigere che Cuba sia esclusa dalla lista dei paesi terroristi.