L'embargo di Cuba e la provvidenza

 

 

26.10.2013 - R.Alarcˇn cubadebate.cu Articolo della rivista Punto Final #792, Sgo del Cile Resistenze.org

 

 

 

Nel suo messaggio alla Nazione, il 10 settembre, il Presidente Obama ha messo particolare enfasi nel sottolineare l'eccezionalitÓ degli Stati Uniti: "ci˛ che rende diversi gli Stati Uniti, ci˛ che li rende eccezionali", secondo lui, Ŕ che il suo paese agisce "con umiltÓ ma con decisione" di fronte a violazioni in qualunque luogo. Senza indugio, Ŕ arrivato ad affermare che "durante quasi sette decadi gli Stati Uniti sono stati il sostegno della sicurezza globaleůquesto ha significato pi¨ che realizzare accordi internazionali: ha significato assicurare che vengano rispettati".

Una simile idea l'ha ribadita poco dopo al cospetto dell'Assemblea Generale dell'ONU in occasione dell'apertura della Sessione del 2013.

Si tratta di una formula giÓ ripetuta dai suoi predecessori alla Casa Bianca e anche dalla maggioranza dei politici del suo paese. Nell'impiegare questa retorica, Obama non mostra certamente eccezionalitÓ: Ŕ fatto della stessa pasta di sempre.

L'idea che la potente Nazione sia diversa da tutte le altre, che incarni presunti valori superiori e che sia stata destinata dall'essere supremo a compiere una missione divina, Ŕ profondamente radicata nella mente delle Úlite WASP (White Anglo-Saxon Protestant, bianchi, anglosassoni, protestanti, ndt). Anche altri settori tendono a crederci, poichÚ da Gramsci in poi Ŕ noto che, in ogni societÓ, la cultura dominante Ŕ la cultura delle classi dominanti.

E' un'idea abbastanza vecchia. Di essa sembra si sia burlato, pi¨ di un secolo fa, Otto von Bismarck: "Dio ha una Provvidenza speciale per gli stolti, gli ubriachi e gli Stati Uniti d'America".

E', per˛, anche una convinzione molto pericolosa. Nella propria superioritÓ ed eccezionalitÓ, infatti, credevano cecamente quelli che provocarono la Seconda guerra mondiale e i suoi orrori, di fronte ai quali nacque proprio l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

E' curioso che Obama sia tornato con un simile discorso al cospetto dell'ONU. In quella sede potrÓ provare se la storia dell'"assicurare che si rispettino gli accordi internazionali" l'ha detta seriamente o era solo un'espressione di bassa demagogia.

 

Infatti, il 29 ottobre, l'Assemblea mondiale rifiuterÓ ancora una volta - e siamo giÓ alla ventiduesima - l'embargo economico, commerciale e finanziario che Washington impone a Cuba. Come ogni anno, gli Stati Uniti resteranno isolati, in compagnia soltanto di Israele, loro fedele alleato, e qualche altro satellite nordamericano del Pacifico, che gli daranno il voto nonostante essi l'embargo non lo pratichino.

Dal 1992 l'Assemblea Generale dell'ONU, anno dopo anno, ha approvato, ad ampissima maggioranza, risoluzioni di condanna all'embargo. Sono, ovviamente, "accordi internazionali" ma, invece di "assicurare che vengano rispettati", Washington li ha ignorati e, ancor peggio, non solo persiste in una politica universalmente condannata ma la intensifica.

Washington cerca di imporla ad altri, obbligando a rispettarla o punendo imprese e persone che si trovano fuori dalla giurisdizione nordamericana, violando la sovranitÓ degli altri e causando enormi danni e molte sofferenze al popolo cubano. E' il genocidio pi¨ sistematico e prolungato della storia: dura giÓ da pi¨ di mezzo secolo. Sotto il mandato di Obama Ŕ stato rinforzato, giacchÚ l'attuale Presidente osteggia le transazioni cubane con altri paesi e con banche straniere con maggior accanimento di quello mostrato da George W. Bush.

Ogni anno Cuba riporta altre azioni di questo tipo commesse da Washington a partire dalla precedente sessione dell'Assemblea. Si tratta di contratti non onorati, operazioni interrotte, forniture da imprese di paesi terzi improvvisamente interrotte al momento della loro acquisizione da parte di compagnie nordamericane. In molti casi si tratta di soci di vecchia data dai quali Cuba acquistava attrezzature, componenti o prodotti indispensabili per i servizi ospedalieri e nel trattamento medico di alcune malattie o sofferenze fisiche. I bambini cubani ricoverati nelle sale dei nostri centri di cardiologia infantile sono obbligati a conoscere molto presto la crudeltÓ dell'embargo e l'insensibilitÓ dei burocrati che lo applicano. Quei bambini e le loro madri conoscono meglio di chiunque altro la dolorosa realtÓ del genocidio. E sanno anche perfettamente quanto valgono le parole del Presidente degli Stati Uniti.