Una nuova classificazione del dengue

favorisce il trattamento opportuno

XIII Corso Internazionale sul Controllo del Dengue

 

 

16.08.2013 - www.granma.cu

 

 

La nuova classificazione  clinica del dengue approvata dalla Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), dengue e dengue grave, permette al médico di stabilire l’attenzione più adeguata, il trattamento più opportuno e d’evitare la morte del malati, ha assicurato un’esperta.

 

María Guadalupe Guzmán, a capo  del dipartimento di Virologia dell’Istituto di Medicina Tropicale "Pedro Kourí" (IPK), a L’Avana, ha segnalato che in questa proposta realizzata  partendo  da studi sviluppati a livello mondiale, Cuba ha avuto un’importante partecipazione con un forte impatto per il suo lavoro.

 

La malattia è propria dei paesi tropicali, ma va unita a scarse condizioni igienico-sanitarie, anche se negli ultimi cinque anni si sono identificati dei casi nel sud dell’Europa.

 

“Non esistono medicinali efficaci contro questa infezione trasmessa dalle zanzare, ma solo il controllo del vettore con l’appoggio della comunità rende possibile la prevenzione per il controllo”, ha detto l’esperta durante il XIII Corso Internazionale sul Controllo del Dengue, che si svolge a L’Avana.

 

“Non esiste nemmeno una vaccinazione efficace. La complessità  e il suo sviluppo dipendono dal fatto che si tratta di quattro differenti sierotipi e che la malattia presenta un ampio rango di severità, tra le molte ragioni”, ha detto.

 

Rosmari Rodríguez Roche, Investigatrice  Titolare del IPK, ha indicato che gli studi realizzati dimostrano che durante le epidemie a termine c’e sempre un incremento della severità, cioè alla fine dell’epidemia, anche se il numero dei casi diminuisce, le misure di controllo sono maggiori e il ricovero è rapido, c’e una maggior proporzione di malati gravi e di decessi. 

 

“Esiste una possibilità  che le mutazioni nel virus fanno incrementare la sua virulenza, anche se osservando i soggetti che hanno avuto l’infezione non si può vedere la sequenza dell’infezione in modo indipendente” ha affermato.