Category Archives: – media, opinioni

Le “sporche mani” dello Stato profondo sul Venezuela

Covert Geopolitics –  https://aurorasito.wordpress.com

Lo Stato profondo occidentale vuole introdurre la “democrazia” in Venezuela con sanzioni politiche, pirateria finanziaria e guerra religiosa per via del rifiuto del Paese a cedere il controllo delle risorse energetiche ai banchieri di Wall Street.

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Amnesty International e il Venezuela

http://www.lantidiplomatico.it

Signor Riccardo Noury,
Portavoce e responsabile della comunicazione di Amnesty International Italia

con grande rammarico e preoccupazione apprendiamo come la sua organizzazione sia tornata a prestare il fianco all’offensiva delle destre contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela. In un nuovo rapporto intitolato ‘Ridotti al silenzio con la forza: detenzioni arbitrarie e motivate politicamente in Venezuela’, Amnesty accusa le autorità venezuelane «di aver intensificato la persecuzione e le punizioni nei confronti di chi la pensa diversamente, in un contesto di crisi politica in cui le proteste che si susseguono in tutto il paese hanno dato luogo a diverse morti e a centinaia di ferimenti e arresti».

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Cubainformacion: Venezuela=Libia?

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Lo sceicco Trump e José Martì

Justo Cruz https://lapupilainsomne.wordpress.com

Che cosa hanno in comune la visita di Donald Trump in Arabia Saudita, il suo messaggio a Cuba, la crisi in Venezuela e l’ideologia anti-imperialista di José Martí?

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Cubainformacion: Venezuela=Libia?

Addossare a Maduro crimini di lesa umanità commessi dall’opposizione venezuelana: come in Libia, l’intervento è servito?

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación

La stampa mondiale, in blocco e senza brecce, accusa il governo del Venezuela di reprimere pacifiche proteste, e causare 42 morti in un mese e mezzo (1) (2). E’ il principale messaggio della guerra mediatica contro il Governo di Nicolás Maduro, che viene presentato come una brutale dittatura che giustificherebbe la sua uscita violenta: mediante un colpo di stato militare (3) o un intervento internazionale (4).

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Venezuela: breve manuale di difesa dallo stupro di verità

il simplicissimus

Mettiamoci nei panni di un abitante del pianeta terra che per informarsi sul Venezuela non ha che i media mainstream occidentali, che sente e legge ogni giorno di “manifestanti” e “repressione”: inevitabilmente finirà per credere che la popolazione sia in rivolta nelle piazze mentre il governo non fa che reprimere la protesta. Non potrebbe mai immaginare che in Venezuela non esiste in realtà alcuna rivolta popolare, che le manifestazioni partono esclusivamente dai quartieri residenziali dei ricchi, che violenza, uso delle armi  e terrorismo vengono proprio dagli organizzatori di queste falangi, che i media possono trasformare il 2% della popolazione in popolazione tout court e le piccole isole urbane di privilegio nel “Venezuela”.

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Intervista a parlamentare venezuelano

di Geraldina Colotti* – Il Manifesto

“Sei chavista?” gli urlano. “Sì, sono chavista”, risponde. E lo massacrano. Poi gli danno fuoco e quando tenta di rialzarsi, lo pugnalano. Lo inseguono per finirlo, finché i pompieri lo soccorrono, al contrario della polizia municipale che non si era fermata.

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Non c’è futuro senza passato

Qualcuno o alcuni non hanno detto la verità al  presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che questo sabato 20 maggio ha felicitato il popolo cubano per il giorno dell’indipendenza.

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Venezuela rifiuta ingerenza USA

Venezuela ha respinto categoricamente le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, qualificate qui come un’ingerenza nei temi interni di questa nazione sud-americana, in un comunicato dato a conoscere in questa capitale.

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Venezuela: lista di politici e artisti pagati dagli USA

http://www.lantidiplomatico.it

Un documento trapelato del Dipartimento di Stato USA mette in evidenza il finanziamento che avrebbero ricevuto alcuni personaggi pubblici e politici venezuelani da parte del paese nord-americano. Obiettivo? Attaccare il governo venezuelano.

Nel testo pubblicato qui sotto si parla delle ragioni del finanziamento: “ristabilire la democrazia in Venezuela”. E a tal fine, il documento stabilisce che cittadini venezuelani sono stati contattati attraverso le vie diplomatiche con finalità dirette sui messaggi, discorsi, azioni e pubblicazioni nelle reti sociali da tenere per abbattere il governo di Nicolas Maduro.

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Venezuela: atti di terrorismo

Fabrizio Verde  http://www.lantidiplomatico.it

In quel Venezuela dipinto da tutti i media come una sorta di lager caraibico a cielo aperto, basta dichiararsi apertamente chavista per rischiare lavata. Questo è quanto accaduto al giovane José Rafael Noguera, accoltellato e dato alle fiamme da gruppi violenti dell’opposizione per il solo fatto di essere stato riconosciuto come un sostenitore della Rivoluzione Bolivariana.

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L’aspirante Proconsole venezuelano

Elias Jaua – teleSUR

Nell’antica Roma, il proconsole era nominato per governare una provincia per conto della Metropoli. Quando osserviamo i recenti viaggi del deputato Julio Borges a Washington, identifichiamo la volontà di diventare l’amministratore di un Venezuela neocolonizzato dall’imperialismo nordamericano.

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Grazie per provocare

Iroel Sánchez https://lapupilainsomne.wordpress.com

In una nazione che fu prima pensata, sognata, prima di istituzionalizzarsi, noto è che le bandiere che ci rappresentarono all’inizio non furono acquistate in un negozio, ma cucite in casa dalle mani delle donne cubane. Né furono attraverso via commerciale come giunsero le coccarde ai cappelli dei mambises che spesso seminudi combatterono ad armi impari contro il colonialismo spagnolo. Come le piccole bandiere costruite intorno alle medaglie di riconoscimento dei soldati che ritornavano all’isola dopo aver combattuto contro l’apartheid in Africa furono elaborate motu proprio.

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I giornalisti messicani protestano contro i crimini

I comunicatori messicani hanno realizzato una protesta in questa capitale per condannare gli omicidi contro il loro sindacato, che lunedì 15 ha perso in forma violenta il giornalista Javier Valdéz.

Reporter, fotografi, cameraman e vari professionisti  di differenti organizzazioni giornalistiche, hanno reclamato davanti al monumento dell’Angelo dell’Indipendenza nell’emblematico Paseo de la Reforma, la fine dell’impunità dei crimini contro il sindacato .

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Brasile: fuori Temer, golpista amico delle destre venezuelane

Geraldina Colotti* – Il Manifesto

Fora Temer? Questa volta potrebbe essere più di uno slogan o del desiderio di quel 71% che si oppone alla riforma delle pensioni e del lavoro voluta dal “presidente de facto” Michel Temer. Il giudice del Tribunale Supremo Federale, Edson Fachin ha aperto un fascicolo per corruzione nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato dopo uno scoop di O Globo potrebbe inguaiarlo davvero. E finanche portarlo a far compagnia al suo compare Eduardo Cunha, in carcere per malversazione, conti all’estero, tangenti eccetera.

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