Category Archives: – prigionieri

Gardel non è mai stato a Guantánamo

In un suo notissimo tango, /Volver/, Carlos Gardel cantava: «vent’anni sono niente». Le centinaia di uomini che sono passati per la prigione di Guantánamo, durante questi due decenni non parlerebbero con tanta leggerezza del loro tempo trascorso lì.

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Il carcere di Guantanamo è ancora aperto 20 anni dopo

Roberto Montoya Giornalista e scrittore https://blogs.publico.es

“Difenderemo i diritti di coloro che assicuriamo alla Giustizia. E chiuderemo il centro di detenzione della Baia di Guantánamo (…) Gli USA non tortureranno. Proteggeremo i diritti di coloro di cui siamo responsabili”. Parola di Joe Biden.

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Díaz-Canel: 20 anni di scandalosi abusi nella base navale di Guantánamo

Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, ha sottolineato oggi che ci sono già stati 20 anni di scandalosi abusi nel territorio cubano occupato illegalmente a Guantánamo Bay.

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Finché Guantanamo resterà aperta…

la credibilità USA nei diritti umani sarà compromessa

Ludovica Amici www.ilfattoquotidiano.it

È il simbolo dell’illegalità e della sospensione dei diritti umani. Degli eccessi degli Stati Uniti dopo l’11 settembre. Noto all’opinione pubblica mondiale per via delle sistematiche violazioni delle Convenzioni di Ginevra. Per il maltrattamento dei prigionieri e la detenzione di sospetti per due decenni per lo più senza accusa.

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Cubainformacion: caso Assange e media

Julian Assange, Cuba e la superpotenza vendicativa

 

È la lettera aperta di una madre al mondo. Christine Ann Assange parla del dolore nel vedere suo figlio Julian, giornalista, che “ha avuto il coraggio di pubblicare la verità sui crimini governativi di alto livello”.

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L’imperdonabile solitudine di Julian Assange

Atilio A. Borón – Pagina 12

Julian Assange è sepolto dalla “Giustizia” inglese in un carcere di massima sicurezza. Quello di sepolto non è un ingannevole appello ad una parola che ci scuote, bensì una sobria descrizione della cella in cui -a poco a poco, ora dopo ora- il fondatore di WikiLeaks sta scontando la condanna a morte che gli hanno riservato.

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Assange, funerale della democrazia

Michele Paris  www.altrenotizie.org

La notizia, resa nota nel fine settimana, dell’episodio ischemico sofferto da Julian Assange durante un’udienza lo scorso mese di ottobre ha ingigantito il senso di disgusto provocato dalla vergognosa sentenza, pronunciata venerdì dall’Alta Corte britannica, con cui è stato dato il via libera all’estradizione negli Stati Uniti del fondatore di WikiLeaks.

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Nel carcere della Baia di Guantánamo si torturano ancora i prigionieri

Il capo del gruppo di difesa delle commissioni o tribunali militari degli USA,  John Baker, ha affermato alla stampa che la tortura e altre forme d’interrogatorio migliorato dei sospettati di terrorismo nel carcere di Guantánamo, a Cuba minano tutti gli aspetti giudiziari contro di loro.

L’agencia Sputnik ha citato le sue parole, quando ha  presentato la sua testimonianza davanti al Comitato Giudiziario del Senato degli USA, quando ha detto: «La tortura colpisce e mina tutti gli aspetti di questi giudizi».

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Assange: gli USA cercano vendetta

Il 10 dicembre, Giorno Internazionale dei Diritti  Umani, la notizia della probabile estradizione negli USA del fondatore e ex direttore di WikiLeaks, Julian Assange, ha percorso con forza tutto il mondo.

In Twitter, il membro del Burò Politico del Partito Comunista di Cuba e ministro delle  Relazioni Estere, Bruno Rodríguez Parrilla, ha pubblicato che con la persecuzione  contro Assange: «Gli Stati Uniti cercano la vendetta e il castigo per le rivelazioni sui loro crimini di guerra e le loro pratiche d’ingerenza».

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Undici anni della trama imperiale contro Julian Assange

Iroel Sánchez https://lapupilainsomne.wordpress.com

Si è appena conosciuta la decisione del Tribunale superiore britannico di estradare Julian Assange negli USA. Le conseguenze sull’integrità fisica e mentale della persecuzione contro chi ha messo a nudo l’impero con prove inconfutabili del suo agire criminale in tutto il pianeta sono visibili, ma ora si moltiplicheranno nel territorio dei criminali che si atteggiano a giudici universali della difesa dei Diritti Umani, e in un insolito tributo, e la decisione si annuncia cinicamente nel giorno in cui il mondo li commemora in memoria di Martin Luther King.

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L’impunità, banalizzata in democrazia

Testimonianza di un ex ministro cileno: il candidato Kast e l’Operazione Condor

Roberto Pizarro www.uypress.net

L’impunità, banalizzata in democrazia, ha delle conseguenze. Tra queste il ​​riciclaggio di coloro che sono stati corresponsabili di crimini e delitti contro l’umanità. L’indulgenza verso coloro che prima hanno stimolato il colpo di Stato, e poi verso i torturatori e gli assassini, è all’origine di una candidatura che mira a rivivere i momenti peggiori della barbara repressione che si è abbattuta sul popolo del Cile.

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Quasi 20 anni di torture al reo «sbagliato»

«Se dovessi descrivere il carcere della base nordamericana di Guantánamo, direi al mondo che è una prigione senza leggi, dove gli USA hanno sperperato circa 6 miliardi di dollari per detenere persone senza processo e costruendosi nient’altro che una reputazione di ingiustizia».

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Liberate Alex Saab, un uomo buono vittima del bloqueo

Intervista esclusiva a Camilla Fabi Saab

Geraldina Colotti

“Lo spiegherò in modo semplice e colloquiale. Gli Stati Uniti odiano il Socialismo. Perché? Perché se il povero progredisce lo possono sfruttare di meno. E il capitalismo, modello economico degli Stati Uniti, si basa sul plusvalore che non è altro che quanto si può sfruttare il lavoratore perché produca di più e costi di meno”. Così scrive l’impresario Alex Saab nella seconda lettera dal carcere di Capo Verde, inviata a Radio Colombia il 15 dicembre del 2020. L’editrice El Bunker ha pubblicato i suoi scritti in un libro dal titolo Cartas de Alex Saab desde su secuestro, con il prologo di Mario Silva e la presentazione di Pedro Carvajalino.

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Esiste un luogo a Cuba dove si tortura

Khan, nato in Arabia Saudita e cresciuto in Pakistan, è stato condannato venerdì 29 ottobre a 26 anni di carcere dopo la sua ammissione di colpevolezza, e d’aver aiutato il gruppo fondamentalista islamico Al Qaeda.

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Quasi 20 anni di torture al reo «sbagliato»

«Se dovessi descrivere il carcere nella base nordamericana di Guantánamo, io direi al mondo che è una prigione senza leggi, dove gli Stati Uniti hanno sperperato circa 6000 milioni di dollari per detenere persone senza processo e guadagnando nient’altro che una reputazione d’ingiustizia».

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