Category Archives: – storia

“Patria o morte, abbiamo vinto”

Susana Tesoro http://www.cubadebate.cu

Ho avuto il privilegio di assistere alla Costituzione dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba, il 2 dicembre 1976. Era venerdì, ma per i cubani non fu un giorno come gli altri. Avevamo vissuto, dall’inizio di quell’anno, un lungo processo di Istituzionalizzazione del paese. Riorganizzazione totale: nuova Costituzione, nuova divisione territoriale, nuovi ministeri, creazione di governi locali, le prime elezioni per la maggioranza (della popolazione ndt). La nazione si diede una svolta e cadde in piedi. Pletorici di speranze e progetti, eravamo testimoni di una giornata memorabile.

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Andiamo avanti con il valore di ieri

Era il 16 aprile del 1961. Il Comandante in Capo parlò al popolo concentrato nel noto angolo di 23 e 12 nel quartiere Vedado della capitale. Più che un discorso fu un tributo e nello stesso tempo un impegno con i familiari delle vittime e con i morti per il crudele bombardamento effettuato il giorno prima da aerei nordamericani contro le basi aeree di Ciudad Libertad, San Antonio de los Baños e Santiago di Cuba.

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Aprile nella storia di una piccola isola ribelle

Cuba, piccola terra ribelle, è padrona di una storia ricca in avvenimenti che hanno marcato generazioni intere di suoi concittadini.

Sulle labbra e nella mente di bambini, giovani e adulti, sono presenti i nomi dei loro eroi e martiri, così come i giorni, i mesi e gli anni di maggior significato. Quale cubano non conosce quel che avvenne il 26 di luglio del 1953, il 10 ottobre del 1868 o il 7 dicembre del 1896, solo per citare alcuni momenti importanti della nostra storia.

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Giorni di combattimento

La mattina presto si sentì un rumore di combattimento. Era qualcosa lontano, verso ovest della città. Andai al balcone. Dal’alto del Vedado alcuni miliziani uscivano correndo, mentre terminavano di allacciarsi la camicia dell’uniforme.

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Fidel:“abbiamo scelto il socialismo perché è un sistema giusto”

Il 16 aprile 1961 il Comandante in Capo Fidel Castro ha parlato al popolo congregato nell’angolo di 23 e 12 nel quartiere del Vedado, a L’Avana.

Le sue parole erano un tributo alle vittime del bombardamento crudele da parte degli aeroplani nordamericani in distinti punti della Repubblica di Cuba, in queste, riaffermava il carattere socialista della Rivoluzione quando esprimeva:

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Sull’elezione dei Capi di Stato

Fidel Castro https://lapupilainsomne.wordpress.com

Di regola, in quasi tutti i paesi sono i partiti politici che decidono chi saranno i deputati. Non è il popolo che postula, sono i partiti che postulano; e non solo postulano, ma decidono chi sarà eletto già da quel meccanismo, ed eleggono un Parlamento; quei Parlamenti, a volte, eleggono un presidente, il Capo dello Stato, e quindi eleggono il capo del governo.

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Quando il Condor indossa la toga

di Geraldina Colotti

Aprile di scadenze e ricorrenze per l’America Latina. I colombiani hanno ricordato il Bogotazo del 9 aprile 1948. Allora, tre spari posero fine alla vita del popolare leader liberale Gaitan. Un omicidio deciso dall’oligarchia per stoppare un cambiamento politico nel paese. Nella rivolta seguita all’omicidio, durante la quale le forze di repressione spararono a più riprese sulla folla, vi furono circa 2500 morti. Un episodio che chiuse gli spazi di agibilità politica per l’opposizione in Colombia.

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La vittoria

Al richiamo di Fidel, il popolo rivoluzionario si vestì da miliziano e in formazione di battaglione, con i tenenti delle milizie al fronte, cominciò a conoscere e manipolare i fucili Cracker, Springfied e gli R2.

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10 idee di Mariátegui su questo Vertice delle Americhe

Il Perù anche adesso è un paese convulso.

Nel mezzo dei preparativi per l’VIII Vertice delle Americhe del quale parlano davvero poco i media di comunicazione nazionali, con convocazioni a marce di ogni tipo da parte dei movimenti e delle organizzazioni sociali e l’incertezza di un popolo in attesa di quello che verrà di fronte alla nomina alla presidenza di un nuovo  mandatario, può essere opportuno ricordare alcuni pensieri di uno dei più illustri peruviani:  José Carlos Mariátegui.

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Il sangue degli eroi non è stato sparso invano

Sagua La Grande – La convinzione profonda che il sangue versato da coloro che morirono il 9 aprile 1958 fu fertile nel cammino della libertà e dell’indipendenza che godiamo oggi, è stata ratificata in questa città da Ulises Guilarte de Nacimiento, membro del Burò Politico e Segretario Generale della Centrale dei Lavoratori, che ha presieduto la manifestazione centrale per il 60º anniversario dello Sciopero Rivoluzionario realizzato quel giorno, che si è svolta la mattina di ieri, lunedì 9, in questa eroica città.

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Infografia Dottrina Monroe

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Gli uomini che sono morti perché la nazione si alzasse

Frammenti del discorso pronunciato da Fidel nel primo anniversario dello sciopero del 9 aprile 1959

«Chi l’avrebbe creduto in quella notte del 9 aprile, nel mezzo del terrore e del sangue, nel mezzo del lutto e della tristezza, che prima di otto mesi la patria sarebbe stata libera,  che prima di otto mesi i criminali sarebbero stati sconfitti, che prima di otto mesi quel branco di lupi feroci, così coraggiosi quando andavano per le strade assassinando gli indifesi – sarebbero fuggiti precipitosamente nell’ultima notte di questo stesso anno».

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Tre istanti con Vilma

– Le sorelle  Enriqueta e María Cristina ricordano ancora il giorno del 1958, quando gli sbirri del regime di Fulgencio Batista bussarono con forza alla porta della loro casa nel cuore di Santiago di Cuba. Avevano circondato l’isolato scoprendo che la famiglia Ruiz Bravo nascondeva lì la giovane combattente della clandestinità, Vilma Espín Guillois.

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Da James Monroe a Marilyn Monroe: l’America agli americani

Raúl AntonioCapote – https://nostramerica.wordpress.com

Raúl Capote è stato un doppio agente, arruolato dalla CIA ma fedele alla Rivoluzione Cubana. Prima di cadere in questa tremenda avventura, era un docente con aspirazioni letterarie, un intellettuale con le sue inquietudini, un uomo alla ricerca di una naturale autoaffermazione. Il suo contatto con gli agenti statunitensi, lungo e teso, gli ha insegnato tante cose, prima fra tutte l’infinita gamma di strategie, di trucchi, di tecniche di destabilizzazione e di inquinamenti della realtà. Ha scritto un libro in cui ha descritto tutto questo; lo ha presentato a Roma qualche anno fa accompagnato da me che ero sicura di trovare una sala affollata anche di giornalisti attirati dalle rivelazioni contenute nel libro. La sala era mezza vuota e la stampa ha ignorato la presenza di questo straordinario testimone. Oggi Capote ha pubblicato sul Granma questo articolo che contiene molta più verità di quanta saremmo disposti a credere. (a.r.)

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La dottrina Monroe (parte II e finale)

colonna vertebrale dell’imperialismo USA

 

Dalla fine del XVIII secolo furono espresse le intenzioni del potente vicino nordamericano sull’isola di Cuba per voce delle sue principali figure politiche.

Così, dal 1805, Jefferson espresse le sue intenzioni di impadronirsi di Cuba per ragioni strategiche. Nel 1823, il segretario di stato USA, John Quincy Adams, enunciò la sua teoria della “frutta matura”: “(…) Cuba, separata dalla Spagna, cadrà necessariamente nel grembo USA…”.

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