Venezuela: giornalisti fermati e propaganda

di Geraldina Colotti*

Provate a entrare in un carcere italiano senza autorizzazione del Ministero di Giustizia. In caso riusciate a ottenerla, dovrete lasciare in custodia tutti gli oggetti non consentiti (praticamente potrete portare solo i vestiti, dopo essere stati accuratamente perquisiti…). Se siete giornalisti, avrete bisogno di un permesso specifico, soprattutto per far entrare apparecchi fotografici e microfoni.

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Pensando a Che Guevara … qualsiasi cosa cerchi di scrivere

Lettera scritta da Italo Calvino nel 1967 quando ebbe  notizia della morte di Ernesto Che Guevara.

Tratto da Granma del 25/09/2007

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50esimo anniversario caduta C.te Che Guevara

Discurso pronunciado por Miguel Díaz-Canel Bermúdez, miembro del Buró Político del Comité Central del Partido y primer vicepresidente de los Consejos de Estado y de Ministros, en el acto por el 50 Aniversario de la caída del Che en Bolivia, en Santa Clara, el 8 de octubre de 2017, «Año 59 de la Revolución».

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Il Che del porto

Iroel Sanchez https://lapupilainsomne.wordpress.com/

Quando quei piccoli recipienti di pittura, difficilmente riuniti con mille pratiche -e persino i recipienti allora erano scarsi- si sono rovesciati dal ponteggio su ciò che Ramsés Bernal, studente di designo e vice presidente della Federazione degli Studenti del suo Istituto, dimenticando la sua operazione a cuore aperto, dipingeva, non ha mai pensato che sarebbe durato così tanto e molto meno che sarebbe stato così fotografato e riprodotto. Io, che lo aiutavo dal basso, neanche.

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Il Venezuela non è solo

di Alfredo Serrano Mancilla – Celag 

Russia, 145 milioni di abitanti; Cina, 1,38 miliardi; Turchia, 80 milioni; Iran, 80 milioni. Le cifre parlano da sole. Il mondo non è composto solo da Stati Uniti ed Europa, anche se la loro influenza globale non deve essere sottovalutata. Tuttavia, in questo ventunesimo secolo, il cambiamento geopolitico e geoeconomico è evidente. La Banca Asiatica d’Investimento per le infrastrutture (AIIB) è quasi potente come il FMI; il gruppo BRICS è altrettanto dinamico come il G7. La Via della Seta ha un potenziale più o meno rilevante di quello di altri spazi tradizionali. Sotto tutti gli aspetti, l’unipolarità è finita.

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La mappa delle forze in Venezuela

a 9 giorni dalle elezioni dei governatori

Marco Teruggi http://www.cubadebate.cu

Poco più di due mesi fa, la destra venezuelana parlava dell’ “ora zero”, il “punto di non ritorno”, non riconosceva il presidente Nicolás Maduro e faceva i primi passi per nominare un governo parallelo. Il suo progresso sembrava difficile da fermare, era accompagnata da un’architettura internazionale guidata dagli USA, un macchinario di formazione di senso comune globale, soldati diplomatici, indignati dell’ultima ora, e -per convinzione o dinamica del conflitto- settori di sinistra e progressisti. Erano giorni di persone bruciate, assalti a caserme militari, cittadine assediate con gruppi di incappucciati con armi alla mano, una lista di morti che s’ingrossava.

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