Consigliere del golpe morbido in Venezuela

confessa in cosa l’opposizione ha fallito

http://misionverdad.com

Nei giorni scorsi, Srdja Popovic è stato intervistato da un media digitale dell’antichavismo. Le sue dichiarazioni forniscono indizi di quali sono i fallimenti fondamentali dell’anti-chavismo, così come i movimenti e discorsi che iniziano a tessersi dai suoi resti quando si intensificano le aggressioni contro il Venezuela.

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L’Avana: una città reale e meravigliosa

«Accettiamo la sfida di lottare per la nostra città, meta della nostra continuata predica. È giunto il momento de L’Avana, che è la capitale di questa Cuba, che ha resistito sino ad oggi, che nulla teme e tutto spera e questo dev’essere il suo volto. Dobbiamo recuperare la dignità della Città».

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Convocato I Periodo Ordinario di Sessioni IX Legislatura

Queste le parole di Juan Esteban Lazo Hernández, Presidente dell’Assemblea Nazional del Potere Popolare riferite da Granma

In uso degli attributi che mi sono conferiti nell’articolo 81 incisi b) ed e) della Costituzione della Repubblica.

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Lo sfondo

David Brooks http://www.cubadebate.cu

Un rapporto dell’ONU, pubblicato lo scorso fine settimana, pone gli USA come il paese con il più alto tasso di povertà nel mondo sviluppato. Questo spiega la problematica sociale che attraversa il paese e che, tra gli altri fenomeni, ha accresciuto l’odio verso i migranti.

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Nicaragua: ingenti fondi USA dietro la ‘rivolta’

Fabrizio Verde https://www.lantidiplomatico.it

Sin dall’inizio dell’ondata di violenza in Nicaragua la situazione è apparsa abbastanza chiara: a Managua si ripete lo stesso copione golpista già visto a Caracas.

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Gli USA pianificavano un golpe in Venezuela

Mision Verdad – http://aurorasito.altervista.org

Bloomberg pubblicava un articolo su un presunto rapporto giudiziario in cui svelava un’operazione militare coordinata da Stati Uniti e Colombia che doveva essere eseguita da un gruppo di ufficiali venezuelani. Le connessioni del piano fallito, che mirava a rovesciare e perseguire il Presidente Maduro, puntano a María Corina Machado e alla dirigenza di Washington e della Colombia.

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Il giorno della Patria

Il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha osservato alcuni istanti di solenne silenzio e rispetto all’inizio della visita di Governo nella provincia Granma, davanti ai venerabili episodi che hanno marcato la nascita della nazione cubana, nel Museo Parco Nazionale La Demajagua, dove il 10 ottobre del 1868 Carlos Manuel de Céspedes  iniziò le lotte per l’indipendenza.

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La Carta dove si fondono le nostre conquiste

No sono solo parole, idee e principi sbozzati in alcuni fogli di carta, ma nemmeno la definizione di Legge Fondamentale della nostra Repubblica può riassumere quello che significano i 137 articoli raccolti nella Carta Magna cubana, perchè parlare della Costituzione è parlare dello stato d’uguaglianza, di diritti, di democrazia, di giustizia sociale, di rispetto della piena dignità dell’uomo.

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Cinque chiavi delle elezioni presidenziali in Messico

Sergio Alejandro Gómez http://www.cubadebate.cu

“Così lontani da Dio e così vicini agli USA” si lamenta, da due secoli, il popolo messicano, lo stesso che è chiamato alle urne domenica prossima in un’elezione segnata dalla convulsa relazione con il vicino settentrionale, la corruzione radicata nel sistema politico, la violenza endemica e la guerra sporca contro il candidato progressista Andrés Manuel López Obrador, che sembra più vicino che mai a giungere alla presidenza.

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Pence: un altro tour monroista

Ángel Guerra Cabrera  https://lapupilainsomne.wordpress.com

Il terzo tour latinoamericano di Mike Pence, vice presidente USA, è principalmente finalizzato a porre fine al governo costituzionale del Venezuela. Non è un segreto. I portavoce ufficiali USA hanno ribadito che uno degli scopi del periplo è rafforzare l’isolamento di Caracas e già sappiamo come tradurlo. Per la cronaca, il presidente Nicolas Maduro è stato eletto con una percentuale di voti superiore rispetto alla maggior parte dei presidenti del Gruppo di Lima, abominevole coalizione imperialista anti-venezuelana. Un altro obiettivo del viaggio è il tentativo di calmare gli animi nella regione di fronte alla crudele separazione dei figli dei migranti dai loro genitori ed, in generale, alla politica di tolleranza zero, ripudiata a livello internazionale. Ciò che spiega il suo incontro con i presidenti di Honduras, El Salvador e Guatemala, paesi più colpiti dalla misura.

Ma a parte questo tema, l’inviato di Trump ha viaggiato per qualcosa di più che monitorare e rafforzare la cospirazione contro la patria di Bolivar. Non è un caso che la sua prima visita sia stata al governo golpista del Brasile. Lì c’è il massimo interesse di Washington nel mantenere Lula in prigione per impedire, a tutti i costi, che vinca la presidenza nelle elezioni del prossimo anno il candidato di punta. Immaginiamo il contrario: che significherebbe per l’impero un nuovo governo di Lula in Brasile, il prossimo anno, insieme con l’elezione imminente di Andrés Manuel López Obrador in Messico, due giganti geoeconomici e geopolitici, che con con governi popolari, possono inclinare molto i rapporti di forza in America Latina e nei Caraibi verso gli interessi dei popoli.

Questo risultato costituirebbe un vero incubo per Washington dopo l’enorme sforzo che ha realizzato per distruggere, per diverse vie, i governi progressisti e rivoluzionari della regione. Sia mediante colpi di stato contro i presidenti Manuel Zelaya (Honduras), Fernando Lugo (Paraguay) e Dilma Rousseff (Brasile). Più i tentativi falliti di rovesciare Hugo Chavez e Nicolas Maduro in Venezuela dove, in vista del loro fallimenti, il Comando Sud e la CIA sperimentano il golpe “continuo” preludio dell’invasione militare che ha minacciato il presidente Donald Trump. Inoltre, i golpi falliti e la sovversione permanente contro i presidenti Evo Morales e Rafael Correa (questo fino ad adempiere il suo mandato). Senza dimenticare la feroce campagna mediatica e i tentativi sovversivi contro Cristina Fernández de Kirchner, che hanno notevolmente ostacolato il suo esercizio del governo. Il pacchetto, ovviamente, include il rafforzamento del blocco e della sovversione contro Cuba.

Uniamo questo alla decomposizione dei regimi neoliberali, come si apprezza nella gigantesca impopolarità di Temer e quella crescente di Macri, o lo storico progresso della sinistra in Colombia con Gustavo Petro. Ciò, aggiunto alla crescente resistenza in quei paesi ed, in generale, in Nostra America, contro l’espropriazione, la criminalizzazione delle proteste sociali ed il degrado ambientale causati dal neoliberismo.

E’ facile comprendere perché Pence va, ora, al suo terzo tour cospirativo, in aggiunta a quelli che hanno fatto altri funzionari, tra cui l’ex Segretario di Stato Rex Tillerson, che ha confessato la devozione dell’amministrazione Trump per la espansionista dottrina Monroe. Va inoltre sottolineata la febbrile attività golpista ed interventista contro il Venezuela dei legislatori cubano-americani, in particolare Marco Rubio, specie di scudiero anti-latinoamericano di Trump. Allo stesso modo le tattiche della guerra di IV generazione che preparano in Nicaragua, da anni, questo e altri legislatori della stessa mafia. La legge nota come Nica Act, per privare di crediti la patria di Sandino, è principalmente opera della legislatrice di Miami di origine cubana, Ileana Ross-Lehtinen.

In breve, il viaggio del vicepresidente Pence conferma la tenace volontà di Washington di liquidare i governi popolari, attuali e futuri, nella nostra regione. Ancor più quando l’egemonia USA crolla di fronte all’emergere di Cina e Russia e gli sforzi coronati da successo, di queste, per creare una vasta area di cooperazione asiatica e un’unione di paesi opposti all’egemonismo ed alla guerra.

In Nostra America continua la lotta per la democrazia, l’indipendenza e la giustizia sociale, anche se soffriamo retrocessioni, e gli eventi che stiamo vedendo ci indicano che la vittoria sarà dei nostri popoli. Mettitelo in testa, signor Pence.


Pence: otra gira monroísta

Por Ángel Guerra Cabrera

La tercera gira latinoamericana de Mike Pence, vicepresidente de Estados Unidos, está dirigida principalmente a acabar con el gobierno constitucional de Venezuela. No es ningún secreto. Los voceros oficiales estadounidenses han reiterado que uno de los propósitos del periplo es fortalecer el aislamiento de Caracas y ya sabemos cómo traducirlo. Por cierto, el presidente, Nicolás Maduro ha sido electo por un por ciento superior de votos que la mayoría de los mandatarios del Grupo de Lima, deleznable coalición imperialista antivenezolana. Otro objetivo del viaje es el intento de apaciguar los ánimos en la región ante la cruel separación de los niños migrantes de sus padres, y, en general, la política de tolerancia cero, repudiada internacionalmente. Lo que explica su reunión con los presidentes de Honduras, El Salvador y Guatemala, países más afectados por la medida.

Pero aparte de ese tema, el enviado de Trump ha viajado a algo más que supervisar y fortalecer la conspiración contra la patria de Bolívar. No es casual que su primera visita fuera al gobierno golpista de Brasil. Allí existe el máximo interés de Washington en mantener a Lula en la cárcel para impedir a toda costa que gane la presidencia en las elecciones del año próximo el candidato de lejos puntero. Imaginemos el revés que significaría para el imperio un nuevo gobierno de Lula en Brasil el año próximo, unido a la inminente elección de Andrés Manuel López Obrador en México, dos gigantes geoeconómicos y geopolíticos, que con gobiernos populares, pueden inclinar mucho la balanza de poder en América Latina y el Caribe hacia los intereses de los pueblos.

Ese desenlace constituiría una verdadera pesadilla para Washington después del enorme esfuerzo que ha realizado para arrasar por distintas formas con los gobiernos progresistas y revolucionarios de la región. Sea mediante golpes de Estado contra los presidentes Manuel Zelaya(Honduras), Fernando Lugo(Paraguay) y Dilma Rousseff(Brasil). Más los intentos frustrados de derrocar a Hugo Chávez y Nicolás Maduro en Venezuela donde, en vista de sus fracasos, el Comando Sur y la CIA experimentan el golpe “continuado”, preludio de la invasión militar con la que ha amenazado el presidente Donald Trump. Asimismo, los golpes frustrados y la subversión permanente contra los presidentes Evo Morales y Rafael Correa (este hasta cumplir su mandato). Sin olvidar la feroz campaña mediática e intentos subversivos contra Cristina Fernández de Kirchner, que mucho dificultaron su ejercicio del gobierno. El paquete, claro, incluye el reforzamiento del bloqueo y la subversión contra Cuba.

Unamos esto a la descomposición de los regímenes neoliberales, como se aprecia en la gigantesca impopularidad de Temer y la ascendente de Macri, o el histórico avance de la izquierda en Colombia con Gustavo Petro. Ello, sumado a la resistencia cada día mayor en esos países y, en general, nuestra América, contra el despojo, la criminalización de la protesta social y la degradación ambiental ocasionados por el neoliberalismo.

Es fácil comprender por qué Pence va ya por su tercera gira conspirativa, además de las que han hecho otros funcionarios, como el ex secretario de Estado Rex Tillerson, quien confesó la devoción de la administración de Trump por la expansionista Doctrina Monroe. Debe subrayarse también la febril actividad golpista e intervencionista contra Venezuela de los legisladores cubanoestadunidenses, muy especialmente Marco Rubio, especie de escudero antilatinoamericano de Trump. Igualmente, las tácticas de guerra de cuarta generación que prepararon en Nicaragua desde hace años, este y otros legisladores de la misma mafia. La ley conocida como Nica Act, para privar de créditos a la patria de Sandino, es obra principalmente de la legisladora miamense de origen cubano Ileana Ross-Lehtinen.

En resumidas cuentas, el viaje del vicepresidente Pence confirma la tenaz voluntad de Washington de liquidar los actuales y futuros gobiernos populares en nuestra región. Mucho más cuando la hegemonía yanqui se resquebraja ante la emergencia de China y Rusia y los exitosos esfuerzos de estas por crear una gran zona de cooperación asiática y una unión de países opuestos al hegemonismo y a la guerra.

En nuestra América continúa la lucha por la democracia, la independencia y la justicia social, aunque suframos retrocesos, y los acontecimientos que estamos viendo nos indican que la victoria será de nuestros pueblos. Métaselo en la cabeza Mr. Pence.

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Nuovo tour cospirativo USA contro Nostra America

Patricio Montesinos http://www.cubadebate.cu

Il vice presidente USA, Mike Pence, è atterrato, questo martedì, in Brasile prima tappa del suo terzo giro cospirativo contro Nostra America, che includerà anche Ecuador e Guatemala, e che ha il chiarissimo scopo di restaurare il dominio di Washington nella regione che sempre ha considerato il suo cortile.

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Non c’è posto per le droghe in Cuba

Antonio Israel Ybarra Suárez, segretario della Commissione Nazionale delle Droghe (CND), ha detto a L’Avana che «Anche se il consumo di stupefacenti in Cuba non costituisce certo un problema sociale grave, l’esistenza di un solo caso è già una preoccupazione per le autorità cubane e per questo l’Isola riafferma la sua politica di tolleranza zero di fronte alle droghe.

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Diaz-Canel: videoconferenza e visita

La risposta ai danni provocati dalla tormenta subtropicale Alberto è stata rapida

 

Il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, durante una videoconferenza realizzata di recente ha valutato che la risposta ai danni provocati dalla tormenta subtropicale Alberto è stata rapida e la ristrutturazione delle province avanza.

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Un milione e mezzo di linee di cellulari danneggiate

Santa Clara – Dei 5,2 milioni di linee di telefoni cellulari che esistono attualmente nel paese, un totale di un milione e mezzo sono fuori uso per via dell’incendio avvenuto lunedì 25 nell’impianto telefonico di Villa Clara, ha precisato Mayra Arevich Marín, presidente esecutiva dell’Impresa delle Telecomunicazioni di Cuba (Etecsa), che guida i lavori di valutazione dei danni e il ristabilimento del servizio.

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Cosa vuole l’Unione Eropea in Venezuela?

http://misionverdad.com

Le ultime sanzioni ad alti funzionari venezuelani dell’Unione Europea (UE) sollevano interrogativi sui suoi obiettivi nel paese. Dato che ha l’ambivalenza di accompagnare, in modo quasi simbolico, le politiche più dure dell’amministrazione Trump, mentre i suoi portavoce assicurano sostenere un possibile nuovo round di dialogo.

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