L’imperialismo USA, il New York Times e Cuba

F. M. Heredia https://lapupilainsomne.wordpress.com

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L’imperialismo USA è il nemico storico e il nemico attuale dell’esistenza di una nazione indipendente a Cuba e di tutto il processo di liberazione e di vita degna del popolo cubano. Mai fu possibile, per Cuba, avere negli USA un buon vicino. Dal momento che riuscimmo a levarci il suo giogo, il 1 gennaio 1959, fino ad oggi, ha cercato di distruggere il nostro socialismo di liberazione nazionale e, di nuovo, sottometterci, in modo sistematico e con tutti i mezzi, dal più criminale al più sottile. La meravigliosa coscienza che abbiamo sviluppato, l’unità e la forza che abbiamo, è stato l’efficace baluardo contro l’imperialismo.

Nella situazione attuale, sono cresciuti gli scambi e le interazioni tra le persone dei due paesi senza che il governo imperialista USA abbia ceduto un millimetro nei suoi obiettivi contro Cuba. L’ombra minacciosa della Risoluzione Congiunta del suo Congresso, del 1898, è lì: “Il popolo di Cuba è e per diritto devono essere …” Cioè, noi decidiamo ciò che è il popolo di Cuba e quali diritti deve avere; la sua sovranità, il suo Stato e la volontà del suo popolo sono inaccettabili per noi; non gli perdoneremo mai l’offesa di liberarsi e il cattivo esempio che ha dato; mai gli permetteremo di essere liberi. Per gli imperialisti che governano gli USA, tutti i cubani siamo neri.

Vedo con gioia tutto ciò che riguarda i progressi e facilitazioni nelle relazioni tra i cubani che viviamo a Cuba e coloro che vivono al di fuori di Cuba, e tra questi, naturalmente, quelli che vivono negli USA, che forma di gran lunga la più grande colonia cubana all’estero. Trovo molto positivo che artisti, atleti e altri specialisti che vivono nel nostro Paese realizzino attività negli USA, ciò che non sarebbe notizia se questo paese avesse un comportamento meno aggressivo, e che alle persone di quel paese amiche di Cuba, o interessate a conoscerci, le si autorizzasse, dal loro governo, a venire a Cuba. Allo stesso tempo, non trascuro che la realtà è che l’imperialismo USA ha sempre cercato di adattare tutte le congiunture al suo piano aggressivo contro Cuba, e lavorare su di esse. Ci sono più di mezzo secolo di esempi noti.

Il New York Times è una grande società del settore dell’informazione e formazione dell’opinione pubblica, vecchia e influente, ed è soggetta alle norme relative all’idea che ha dalla sua fondazione e al ruolo che gioca al servizio dell’ordine esistente nel suo paese e la sua politica estera imperialista. In qualsiasi sistema di dominio sviluppato ognuno ha il suo ambito, i suoi modi e la sua funzione. Per quanto ne so, non ha mai mostrato alcuna simpatia per la società che cerchiamo di costruire a Cuba, ma posso ammettere che fa parte del settore colto dei nostri nemici. Ciò, tuttavia, non lo rende meno pericoloso: può essere un veicolo molto più efficace che i media che fanno il lavoro sporco, se si tartta di confonderci, dividerci, porci a combattere intorno ai nostri mali e deficenze, e a seminare sfiducia e discordia tra i nostri amici in America Latina, Caraibi e negli stessi USA.

Perciò mi preoccupa che nell’espansione dei contratti in relazioni che crescono, loro giungano ad includere il trattamento dei nostri temi sociali nei media dell’imperialismo. A Cuba stiamo vivendo un momento cruciale di confronto culturale tra socialismo e capitalismo. Quelli coinvolti a favore della vittoria del socialismo siamo obbligati ad agire in modo corretto e a mostrare chiaramente le principali questioni, perché in tempi come questi, queste questioni richiedono chiarezza e determinazione.

(Estratto da “Cuba, USA ed il mondo dei contratti”, originariamente pubblicato su La Jiribilla)

El imperialismo de EE.UU., The New York Times y Cuba.

Por Fernando Martínez Heredia

El imperialismo de EE.UU. es el enemigo histórico y el enemigo actual de la existencia de una nación independiente en Cuba y de todo proceso de liberación y de vida digna del pueblo cubano. Nunca le fue posible a Cuba tener en EE.UU. un buen vecino. Desde que logramos quitarnos su yugo, el 1ro. de enero de 1959, hasta hoy, ha estado tratando de desbaratar nuestro socialismo de liberación nacional y someternos otra vez, de manera sistemática y por todos los medios, desde los más criminales hasta los más sutiles. La conciencia maravillosa que hemos desarrollado, la unidad y la fuerza que tenemos, han sido el valladar eficaz frente al imperialismo.

En la situación actual, han crecido los intercambios y las interacciones entre personas de los dos países, sin que el gobierno imperialista de EE.UU. haya cedido un milímetro en sus objetivos contra Cuba. La sombra ominosa de la Resolución Conjunta de su congreso, de 1898, está ahí: “El pueblo de Cuba es y de derecho debe ser…” Es decir, nosotros decidimos qué es el pueblo de Cuba y qué derechos debe tener; su soberanía, su Estado y la voluntad de su pueblo son inaceptables para nosotros; no les perdonaremos jamás la ofensa de liberarse y el mal ejemplo que han dado; nunca les permitiremos ser libres. Para los imperialistas que gobiernan EE.UU., todos los cubanos somos negros.

Veo con alegría todo lo concerniente a avances y facilidades en las relaciones entre los cubanos que vivimos en Cuba y los que viven fuera de Cuba, y entre estos, naturalmente, los que viven en EE.UU., que forman con mucho la mayor colonia cubana en el exterior. Me parece muy positivo que artistas, deportistas y otros especialistas que viven en nuestro país realicen actividades en EE.UU., algo que no sería noticia si ese país tuviera un comportamiento menos agresivo, y que a personas de ese país amigas de Cuba, o interesadas en conocernos, se les permita por su gobierno venir a Cuba. Al mismo tiempo, no me descuido en cuanto a la realidad de que el imperialismo norteamericano siempre ha tratado de adaptar todas las coyunturas a su designio agresivo contra Cuba, y trabajar en ellas. Hay más de medio siglo de ejemplos conocidos.

The New York Times es una gran empresa del sector de información y formación de opinión pública, antigua e influyente, y se sujeta a normas correspondientes a la idea que tiene de su función y al papel que le toca al servicio del orden vigente en su país y su política exterior imperialista. En todo sistema de dominación desarrollado cada uno tiene su esfera, sus maneras y su función. Que yo sepa, nunca ha mostrado alguna simpatía por la sociedad que tratamos de edificar en Cuba, pero puedo admitir que forma parte del sector educado de nuestros enemigos. Eso, sin embargo, no lo hace menos peligroso: puede ser un vehículo mucho más eficaz que los medios de comunicación que hacen el trabajo sucio, si se trata de confundirnos, dividirnos, ponernos a pelear alrededor de nuestros males y deficiencias, y de sembrar desconfianza y cizaña entre nuestros amigos de la América Latina, el Caribe y los propios EE.UU.

Por eso me preocupa que en la ampliación de los contratos en unas relaciones que crecen, ellos lleguen a incluir el tratamiento de nuestras cuestiones sociales en los medios del imperialismo. Estamos viviendo en Cuba un tiempo crucial de enfrentamiento cultural entre el socialismo y el capitalismo. Los que bregamos a favor de la victoria del socialismo estamos obligados a actuar acertadamente y a mostrar con claridad las cuestiones principales, porque, en tiempos como estos, esas cuestiones exigen claridad y determinación.

(Fragmento de “Cuba, EE.UU. y el mundo de los contratos”, publicado originalmente en La Jiribilla)

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