Le flessibilizzazioni di Obama

obama flessibileAffinché il presidente Barack Obama non continui con l’inganno che: “… la Casa Bianca sarà selettiva e prudente nell’uso delle sue prerogative esecutive per trasformare l’applicazione del blocco […] soltanto se il governo cubano introduca riforme più sostanziali…”, a metà novembre senza eseguire detta esigenza imperiale su Cuba, la Commissione Federale delle Comunicazioni (FCC), ha annunciato la decisione del Governo USA di flessibilizzare completamente le regolazioni per i servizi di telecomunicazione tra i due paesi.

Qual è la ragione che li spinge a prendere questa decisione, senza porre un piano pilota come quello proposto per stabilire il servizio postale diretto, o richieste di cambiamento e riforme al sistema socialista?

Semplicemente, per l’interesse che hanno nell’utilizzo di internet e dei social network, per avvelenare la gioventù dell’isola, al fine di ottenere lo smantellamento del sistema socialista e sostituire i valori autoctoni con quelli statunitensi.

Per queste ragioni, lo stesso Obama ha fatto una svolta di 180 gradi nella sua politica in questa materia, poichè bisogna ricordarsi che, nel gennaio 2010, la Casa Bianca manteneva uno stretto controllo nelle domande di licenze per servizi di telecomunicazioni verso l’isola.

Cuba non ha cambiato nulla del suo sistema politico, come esigono gli USA, per ammorbidire il Blocco Economico, Commerciale e Finanziario.

La differenza sta nel fatto che, se utilizzano le prerogative presidenziali per consentire alcune questioni che potrebbero beneficiare Cuba, la situazione economica migliorerebbe e quindi le difficoltà che sentono oggi i cubani sarebbero inferiori, qualcosa che la Casa Bianca non desidera perché l’aumento di queste angoscie potrebbe mettere in pericolo la Rivoluzione, come cercano di fare in Venezuela.

Le nuove linee annunciate stabiliscono quanto segue:

1) Ritiro di Cuba della lista di esclusione delle autorizzazioni per le licenze Internazionali sotto la Sezione 214. Con ciò diventa molto più facile la richiesta della licenza necessaria per fornire servizi di telecomunicazioni all’isola.

2) Eliminazione dei requisiti non discriminatori relativi alle tasse ed allo scambio di conti.

3) Continuare a premere per ottenere delle tasse contabili conformi ad altri paesi ma, in realtà, si accetta il non applicarle per determinati periodi iniziali alla realizzazione dei servizi.

Da questa misura proviene l’accettazione di consentire che le tasse con Cuba siano molto più alte rispetto ad altri paesi.

Quanta “benevolenza” con Cuba su questo argomento, ma ciò ha la risposta in quello che ha detto, nel 1996, la RAND Corporation, dell’Istituto di Ricerca per la Difesa Nazionale USA, nello studio presentato al Dipartimento della Difesa, dal titolo “Le telecomunicazioni cubane, le reti d’informatica e le loro implicazioni nella politica USA”.

Questo lavoro afferma che “una flessibilizzazione in questo campo aiuterebbe l’apertura a Cuba e a forzare l’emergere di una società civile indipendente”, e tra le loro pretese c’erano: “Incoraggiare il collegamento di Cuba ad Internet, utilizzare Internet per trasmettere notizie e analisi equilibrate, promuovere l’uso di Internet da parte di ONG cubane, università e altri destinatari”.

Nel marzo 2005, Roger Noriega, sottosegretario di Stato per l’Emisfero Occidentale, ha detto in una audizione al Congresso: “Gli USA hanno flessibilizzato i requisiti delle licenze affinché, per la prima volta, possano essere consegnati personal computer ad alta velocità, a gruppi della società civile a Cuba”.

Tra il 2004 e il 2006, l’USAID ha distribuito quasi 35 milioni di dollari per progetti sovversivi contro Cuba, molti dei quali legati direttamente al tema dell’informatica e delle comunicazioni.

Durante un evento tenutosi nel 2012 dalla Fondazione Heritage USA e Google Idee, è stato elaborato un informe per il Governo, raccomandandogli la creazione di una rete WIFI remota per consentire l’accesso ad Internet dei cubani e inoltre hanno detto: “Devono approfittarsi delle esperienze della primavera araba, inviare a Cuba informazione tramite smart phone, USB, messaggi di testo e creare un fondo di difesa informatica per sostenere finanziariamente i cubani”.

rubioFIDELIn quello stesso evento il senatore Marco Rubio, ha detto: “Il sistema totalitario cubano potrebbe crollare, se tutti i cubani avessero libero accesso a Internet, poichè Cuba seguirebbe la stessa sorte di quei paesi che hanno vissuto la primavera araba”.

Pertanto, Obama non ha approvato quelle nuove linee guida per aiutare i cubani, al contrario, cerca di penetrare principalmente nei giovani per realizzare il suo sogno di vedere crollare il sistema socialista, come è successo in Europa orientale.

Cuba accetta la sfida che questo passo significa perché può contribuire a modernizzare le sue comunicazioni, cosa che finora è stato molto difficile, ma non potrà perdere di vista la sua sicurezza informatica, e tanto meno cancellare la memoria storica, per evitare che si materializzino le idee dell’ ex direttore della CIA, Allen Dulles, quando affermò nella stima d’ intelligence contro l’URSS negli anni ’50 del secolo scorso: “… sostituiremo i suoi valori per altri falsi e li costringeremmo a credere in essi”. “… Gli USA devono imporre la loro propria visione, stile di vita ed interessi particolari al resto del mondo …”. “La nostra sfida principale sarà la gioventù. La corromperemo, demoralizzeremo e pervertiremo.” “L’obiettivo finale della strategia a scala globale, è sconfiggere nel terreno delle idee le alternative al nostro dominio, attraverso l’abbagliamento e la persuasione, la manipolazione dell’inconscio, l’usurpazione dell’immaginario collettivo e la re-colonizzazione delle utopie redentrici e libertarie … “

Come prova che le cattive intenzioni contro Cuba non sono cambiate, il presidente Obama ha dichiarato pochi giorni fa: “La nostra teoria originale … non era che avremmo visto cambiamenti immediati o un rilassamento del controllo del regime di Castro, ma che nel tempo avremo garantito le basi per una trasformazione sostanziale”.

Parallelamente l’ufficio stampa presidenziale ha riconosciuto il 16 dicembre 2015 in un comunicato che: “In poche parole, la nostra politica nei confronti di Cuba ha permesso di migliorare in maniera più attiva la vita dei cubani, sostenere i nostri interessi e valori a Cuba e costruire ampi legami di cooperazione attraverso le Americhe”.

Questa e non altre sono le ragioni della “flessibilizzazione” nelle telecomunicazioni, perciò è importante che i cubani siano pronti per il nuovo combattimento, ma con la differenza che ora gli yankee sono già sull’isola.

Pertanto ricordiamo José Martí quando ha detto:”Né coloro che sentono né quelli che pensano accettano oggi ciò che non avviene in modo tangibile e visibile”.

Las flexibilizaciones de Obama

Arthur Gonzàlez

Para que el presidente Barack Obama no siga con el engaño de que: “…la Casa Blanca será selectiva y cautelosa en el uso de sus prerrogativas ejecutivas para transformar la aplicación del bloqueo […] solo si el gobierno cubano introdujera reformas más sustanciales…”, a mediados del mes de noviembre sin cumplirse esa exigencia imperial sobre Cuba, la Comisión Federal de Comunicaciones (FCC), anunció la decisión del Gobierno de Estados Unidos de flexibilizar completamente las regulaciones para servicios de telecomunicaciones entre ambos.

¿Cuál es el motivo que los impulsa a tomar esa decisión, sin plantear un plan, piloto como el propuesto para establecer el correo postal directo, o exigencias de cambios y reformas al sistema socialista?

Sencillamente, por el interés que tienen en el empleo de Internet y las redes sociales, para envenenar a la juventud de la Isla, con el fin de lograr el desmontaje del sistema socialista y sustituir los valores autóctonos por los estadounidenses.

Por esas razones el propio Obama dio un giro de 180 grados en su política en esa materia, pues debe recordarse que, en enero del 2010 la Casa Blanca mantenía un estricto control en las solicitudes de licencias para servicios de telecomunicaciones hacia la Isla.

Cuba no ha cambiado nada de su sistema político como exige Estados Unidos para flexibilizar el Bloqueo Económico, Comercial y Financiero.

La diferencia radica en que, si acceden a usar las prerrogativas presidenciales para permitir algunas cuestiones que pudieran beneficiar a Cuba, la situación económica mejoraría y por tanto las penurias que sienten hoy los cubanos serían menores, algo que la Casa Blanca no desea porque el incremento de esas angustias pudiera dar al traste con la Revolución, como pretenden hacer en Venezuela.

Los nuevos lineamientos anunciados establecen lo siguiente:

1) Retiro de Cuba de la lista de exclusión de autorizaciones para licencias Internacionales bajo la Sección 214. Con ello se hace mucho más fácil la solicitud de la licencia necesaria para brindar servicios de telecomunicaciones a isla.

2) Eliminación de requerimientos no discriminatorios con relación a las tasas y el intercambio de cuentas.

3) Continuar insistiendo en obtener unas tasas contables acordes a otros países, aunque, de hecho, se acepta no aplicarlas por determinados períodos iniciales a la implementación de los servicios.

De esta medida proviene la aceptación de permitir que las tasas con Cuba sean mucho más altas que con otros países.

Cuánta “benevolencia” con Cuba en ese tema, pero eso tiene respuesta en lo que dijo en 1996 la RAND Corporation, del Instituto de Investigaciones para la Defensa Nacional de Estados Unidos, en el estudio presentado al Departamento de Defensa, titulado “Las telecomunicaciones cubanas, las redes de computación y sus implicaciones en la política de Estados Unidos”.

Ese trabajo afirma que “una flexibilización en esa esfera ayudaría a la apertura en Cuba y forzar el surgimiento de una sociedad civil independiente”, y entre sus pretensiones estaban: “Alentar el enlace de Cuba a Internet, utilizar Internet para transmitir noticias y análisis balanceados, promover el uso de Internet por ONG cubanas, universidades y otros destinatarios”.

En marzo del 2005 Roger Noriega, Subsecretario de Estado para el Hemisferio Occidental, afirmó en una audiencia congresional: “Estados Unidos flexibilizó los requisitos de las licencias para que, por primera vez, puedan ser entregadas computadoras personales de alta velocidad, a grupos de la sociedad civil en Cuba”.

Entre los años 2004 y 2006, la USAID repartió cerca de 35 millones dólares para proyectos subversivos contra Cuba, muchos de ellos vinculados directamente al tema de la informática y las comunicaciones.

Durante un evento celebrado en el 2012 por la Fundación Heritage de Estados Unidos y Google Ideas, se confeccionó un informe para el Gobierno, recomendándole la creación de una red WIFI remota para posibilitar el acceso a Internet de los cubanos y además afirmaron: “Deben aprovecharse las experiencias de la primavera árabe, enviar a Cuba información a través de los teléfonos inteligentes, USB, mensajería de texto y crear un fondo de defensa ciberactivistas para apoyar financieramente a los cubanos”.

En ese mismo evento el Senador Marco Rubio, aseguró: “El sistema totalitario cubano podría derrumbarse, si todos los cubanos tuvieran libre acceso a Internet, pues Cuba seguiría la misma suerte de aquellos países que pasaron la Primavera Árabe”.

Por tanto, Obama no aprobó esos nuevos lineamientos para ayudar a los cubanos, todo lo contrario, busca penetrar principalmente a los jóvenes para alcanzar su sueño de ver caer el sistema socialista, como sucedió en Europa del Este.

Cuba acepta el reto que este paso significa porque puede ayudar a modernizar sus comunicaciones, algo que hasta la fecha le resultaba muy difícil, pero no podrá perder de vista su seguridad informática, y menos borrar la memoria histórica, para impedir que se materialicen las ideas del ex director de la CIA, Allen Dulles, cuando afirmó en el estimado de inteligencia contra la URSS en los años 50 del pasado siglo: “…sustituiremos sus valores por otros falsos y les obligaremos a creer en ellos”. “…Estados Unidos debe imponerle su visión, estilo de vida e intereses particulares al resto del mundo…” “Nuestra principal apuesta será la juventud. La corromperemos, desmoralizaremos y pervertiremos.” “El objetivo final de la estrategia a escala planetaria, es derrotar en el terreno de las ideas las alternativas a nuestro dominio, mediante el deslumbramiento y la persuasión, la manipulación del inconsciente, la usurpación del imaginario colectivo y la recolonización de las utopías redentoras y libertarias…”

Como prueba de que las malas intenciones contra Cuba no han variado, el Presidente Obama declaró hace solo unos días: “Nuestra teoría original…no era que íbamos a ver cambios inmediatos o un relajamiento del control del régimen de Castro, sino que con el tiempo sentaríamos las bases para una transformación sustancial”.

Paralelamente la oficina de prensa presidencial reconoció el 16.12.2015 en un comunicado que: “De manera simple, nuestra política hacia Cuba nos ha permitido mejorar de manera más activa la vida de los cubanos, impulsar nuestros intereses y valores en Cuba y construir amplios lazos de cooperación a través de las Américas”.

Esta y no otras son las razones para la “flexibilización” en las telecomunicaciones, por eso es importante que los cubanos estén preparados para el nuevo combate, pero con la diferencia de que ahora los yanquis ya están en la Isla.

Por eso recordamos a José Martí cuando dijo: “Ni los que sienten ni los que piensan aceptan hoy lo que no sucede de un modo palpable y visible”

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