Importanza delle arti nei piani di transizione

Arthur Gonzalez https://heraldocubano.wordpress.com

società-massaGli USA, da più di mezzo secolo, dà alle arti un ruolo preponderante nei loro piani sovversivi contro i governi che non sono di loro gradimento, cosa che si riflette nei documenti ufficiali e, naturalmente, Cuba non fa eccezione.

Nel 1999 accademici del Council on Foreign Relations, CFR, pubblicarono una proposta di misure di come avrebbero dovuto condursi le nuove relazioni con Cuba, volte a raggiungere la desiderata transizione dal socialismo al capitalismo.

Per raggiungere questo scopo proiettarono tre obiettivi:

1. Promuovere a Cuba gli interessi ed i valori USA, al fine di accelerare il giorno in cui, una Cuba pienamente democratica, possa assumere una normale ed amichevole relazione con gli USA.

2. Mezzi da utilizzare per cercare di raggiungere tale obiettivo e cercare di sostenere, nutrire e rafforzare la società.

3. Promuovere la Transizione.

Tra le misure che farebbero effettivi gli obiettivi, di cui sopra, c’è quella legata al settore artistico-culturale, in cui si afferma:

• Facilitare la collaborazione e le attività culturali di statunitensi a Cuba e di cubani negli USA. Stimolare un aumento di tali programmi. Il pagamento agli artisti cubani, che si esibiranno negli USA, non dovrà essere limitato dalle leggi del blocco.

• Le visite negli USA di artisti cubani hanno lo scopo di esercitare un’influenza politica su di essi, … e soprattutto pagare loro ingenti somme di denaro con cui tornerebbero a Cuba. Ciò, a sua volta, sarebbe un incentivo affinché anche altri artisti si interessassero ad esibirsi negli USA e porterebbe al fatto che questi ritornerebbero in una posizione economica al di sopra degli altri artisti e del popolo cubano in generale, ciò che, a poco a poco, li trasformerebbe in persone con interessi e visione diversa. Qualcosa molto importante per i piani della Transizione.

Se analizziamo ciò che avviene oggi in questo settore, constatiamo che Barack Obama, lo esegue alla lettera.

Anni fa, artisti cubani di fama internazionale non erano ammessi negli USA. Dall’arrivo di Obama alla Casa Bianca la situazione è cambiata e addirittura alcuni sono stati premiati con un Grammy.

In questa direzione è arrivato, di recente, a L’Avana, una delegazione del Comitato Presidenziale per le Arti e le Scienze Umanistiche USA, ma quale non è stata la sorpresa, di tale Comitato, allo scoprire gli alti valori artistici che si formano sull’isola socialista e non come gli hanno fatto credere a Miami, dove demonizzano tutta l’opera della Rivoluzione.

la-colmenita-en-washington-1photos-bill-hackwell-580x398Quella prima delegazione ha visitato liberamente i più importanti centri di educazione artistica nel paese, sono stati presso l’Università delle Arti di Cuba (ISA), hanno percorso progetti culturali, tra cui, quello del pittore e scultore José Fuster, nel comunità di Jaimanitas, il laboratorio dell’artista plastico,noto come Choco, le sede del gruppo teatrale infantile “La Colmenita”, e la compagnia di danza di Lizt Alfonso.

La delegazione composta da più di 50 membri e invitati del Comitato Presidenziale per le Arti e Scienze Umanistiche USA, al prendere atto della realtà culturale cubana è rimasta sorpresa dalla qualità dell’insegnamento e soprattutto dal fatto di essere totalmente gratuito.

Davanti a ciò, Margo Lion, produttrice teatrale USA e co-presidentessa del Comitato Presidenziale per le Arti e le Scienze Umane degli USA, ha qualificato l’incontro come straordinario.

Dopo aver percorso, percorso varie spazi dell’ISA e scambiare con gli studenti delle facoltà di musica, danza e arti visive, ha segnalato: “E’ stata una grande ispirazione venire in questa scuola che prepara gratuitamente gli studenti in varie specializzazioni dell’arte. Noi, nel nostro paese, dobbiamo lavorare nella creazione di scuole come questa. “

Questa verità della Rivoluzione cubana, nascosta e distorta per 58 anni, è la ragione per cui non è permesso, ai cittadini USA, di visitare l’isola come turisti.

Il presidente Obama ha ribadito che:

“I cambiamenti introdotti nella nostra nuova politica rafforzerà ulteriormente il nostro obiettivo di responsabilizzare il popolo cubano”.

“Le nostre politiche sui viaggi e le rimesse stanno aiutando i cubani, fornendo loro nuove fonti di informazione, opportunità di lavoro autonomo e l’accesso alla proprietà privata, oltre a rafforzare la società civile indipendente”.

“Queste misure serviranno a promuovere ulteriormente i contatti personali, sostenere con più forza la società civile a Cuba”.

“I nostri sforzi sono concentrati sulla promozione dell’indipendenza dei cubani affinché non debbano dipendere dallo stato cubano.”

“L’amministrazione continuerà ad attuare programmi degli USA focalizzati sulla promozione di un cambiamento positivo a Cuba, e incoraggerà riforme nel nostro impegno ad alto livello con funzionari cubani”.

“Alla fine, i cubani condurranno riforme economiche e politiche”.

Questa strategia è stata avviata dall’ex direttore della CIA, Allen Dulles, quando approvò quanto valutato dall’intelligence contro l’Unione Sovietica nel 1953, dove si affermava: “Dalla letteratura e dall’arte, per esempio, faremo scomparire il suo peso sociale. Disabitueremo agli artisti, gli toglieremo il desiderio di dedicarsi all’arte, alla ricerca dei processi che si sviluppano all’interno della società. Letteratura, cinema, teatro, dovranno riflettere e amplificare i più bassi sentimenti umani”.

“Sosterremo e innalzeremo, con tutti i mezzi, i cosiddetti artisti, che inizieranno a seminare e infondere nella coscienza umana il culto del sesso, della violenza, del sadismo, del tradimento. In una parola, qualsiasi tipo d’ immoralità”.

“L’obiettivo finale della strategia su scala planetaria, è sconfiggere nel campo delle idee, le alternative al nostro dominio attraverso l’abbagliamento e la persuasione, la manipolazione dell’inconscio, l’usurpazione dell’immaginario collettivo e la ricolonizzazione delle utopie redentrici e libertarie, per ottenere un prodotto paradossale e inquietante: che le vittime arrivino a capire e condividere la logica dei loro carnefici”.

L’errore sta nel sognare che potranno riportare Cuba al passato capitalista, poiché, come ha detto José Martí: “Non voglio vedere la mia terra vittima di padroni”.

Importancia de las artes en los planes de transición

Arthur González

Estados Unidos, desde hace más de medio siglo, da a las artes un papel preponderante en sus planes de subversión contra gobiernos que no son de su agrado, algo plasmado en documentos oficiales, y por supuesto Cuba no es la excepción.

En 1999 académicos del Council on Foreign Relations, CFR, publicaron una propuesta de medidas de cómo debían conducirse las nuevas relaciones con Cuba, dirigidas a lograr la deseada transición del socialismo al capitalismo.

Para alcanzar ese propósito proyectaron tres objetivos:

1. Promover en Cuba los intereses y valores estadounidenses, con el fin de acelerar el día en que una Cuba plenamente democrática, pueda asumir una relación normal y amistosa con Estados Unidos.

2. Medios a utilizar para tratar de lograrlo y se propongan apoyar, alimentar y reforzar la sociedad.

3. Promover la Transición.

Entre las medidas que harían efectivos los objetivos antes expuestos está la relacionada con el sector artístico-cultural, que expresa:

• Facilitar la colaboración y actuaciones culturales de estadounidenses en Cuba y de cubanos en Estados Unidos.

Estimular un incremento de esos programas. El pago a los artistas cubanos que actúen en Estados Unidos no debe estar limitado por leyes del bloqueo.

• Las visitas a Estados Unidos de artistas cubanos tienen como propósito ejercer influencia política sobre los mismos, …y sobre todo pagarles altas sumas de dinero con el cual regresarían a Cuba.

Esto sería a su vez un estímulo para que también otros artistas se interesaran en actuar en los Estados Unidos y situaría al que los que regresen en una posición económica por encima de los otros artistas y del pueblo cubano en general, lo que paulatinamente los convertiría en personas con intereses y visión diferente. Algo es muy importante para los planes de Transición.

Si analizamos lo que se lleva cabo hoy en ese sector, comprobamos que Barack Obama, lo cumple al pie de la letra.

Años atrás, artistas cubanos internacionalmente famosos no eran admitidos en los Estados Unidos. Desde la llegada de Obama a la Casa Blanca la situación cambió, e incluso algunos fueron premiados con un Grammy.

En esa dirección arribó recientemente a La Habana una delegación del Comité Presidencial para las Artes y las Humanidades de Estados Unidos, pero cual no fue la sorpresa de ese Comité al descubrir los altos valores artísticos que se forman en la Isla socialista y no como les han hecho creer en Miami, donde satanizan toda la obra de la Revolución.

Esa primera delegación visitó libremente los centros de formación artística más importantes del país, estuvieron en la Universidad de las Artes de Cuba (ISA), recorrieron proyectos culturales, entre ellos el del pintor y escultor José Fuster, en la comunidad de Jaimanitas, el taller del artista plástico conocido por Choco, las sedes del grupo teatral infantil La Colmenita y la compañía de bailes de Lizt Alfonso.

La delegación compuesta por más de 50 miembros e invitados del Comité Presidencial para las Artes y las Humanidades de Estados Unidos, al constatar la realidad cultural cubana quedó sorprendida de la calidad de la enseñanza y sobre todo por ser totalmente gratuita.

Ante eso, Margo Lion, productora teatral norteamericana y copresidenta del Comité Presidencial para las Artes y las Humanidades de Estados Unidos, calificó el encuentro de extraordinario.

Tras recorrer diversos espacios del ISA e intercambiar con alumnos de las facultades de música, danza y artes visuales, señaló: “Ha sido una gran inspiración venir a esta escuela que prepara gratuitamente a estudiantes en diversas especialidades del arte. Nosotros en nuestro país tenemos que trabajar en la creación de escuelas como esta”.

Esa verdad de la Revolución cubana, ocultada y distorsionada durante 58 años, es el motivo por el cual no se les permite a los ciudadanos estadounidenses visitar la Isla como turistas.

El presidente Obama ha reiterado que:

“Los cambios introducidos en nuestra nueva política potenciarán aún más nuestro objetivo de empoderar al pueblo cubano”.

“Nuestras políticas en materia de viajes y remesas están ayudandoa los cubanos, al brindarles nuevas fuentes de información, oportunidades de trabajar como autónomos y acceso a bienes de propiedad privada, además de fortalecer a la sociedad civil independiente”.

“Estas medidas servirán para fomentar aún más los contactos personales, respaldar con mayor fuerza a la sociedad civil en Cuba”.

“Nuestros esfuerzos se enfocan en promocionar la independencia de los cubanos para que no tengan que depender del estado cubano”.

“La administración continuará implementando programas de EE.UU. enfocados en promover el cambio positivo en Cuba, y fomentará reformas en nuestro compromiso de alto nivel con los funcionarios cubanos”.

“Al final, los cubanos conducirán las reformas económicas y políticas”.

Esta estrategia fue iniciada por el ex director de la CIA Allen Dulles, cuando aprobó el estimado de inteligencia contra la URSS en 1953, donde se afirmaba: “De la literatura y el arte, por ejemplo, haremos desaparecer su carga social. Deshabituaremos a los artistas, les quitaremos las ganas de dedicarse al arte, a la investigación de los procesos que se desarrollan en el interior de la sociedad. Literatura, cine, teatro, deberán reflejar y enaltecer los más bajos sentimientos humanos”.

“Apoyaremos y encumbraremos por todos los medios a los denominados artistas, que comenzarán a sembrar e inculcar en la conciencia humana el culto del sexo, de la violencia, el sadismo, la traición. En una palabra: cualquier tipo de inmoralidad”.

“El objetivo final de estrategia a escala planetaria, es derrotar en el terreno de las ideas, a las alternativas a nuestro dominio mediante el deslumbramiento y la persuasión, la manipulación del inconsciente, la usurpación del imaginario colectivo y la recolonización de las utopías redentoras y libertarias, para lograr un producto paradójico e inquietante: que las víctimas lleguen a comprender y compartir la lógica de sus verdugos”.

El error radica en soñar que podrán retrotraer a Cuba al pasado capitalista, pues como expresó José Martí: “No quiero ver a mi patria víctima de capataces”.

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