Haiti: Brigata Medica Cubana N 24

14650678_10154618604068799_5424852881409214721_nAndavano con lo zaino sulle spalle, perché nuovamente “un’altra terra del mondo richiede il contributo dei loro modesti sforzi”.

Questo sabato 8 ottobre è partita verso Haiti la brigata medica numero 24 del Contingente Internazionale di Medici Specializzati nell’Affrontare Disastri e Gravi Epidemie “Henry Reeve”.


Dal terminal 5 dell’Aeroporto Internazionale José Martí di La Habana 38 professionisti della salute cubana sono partiti, alle 11: 30 della mattina, verso Port au Prince : “Andiamo ad Haiti con la stessa combattività con la quale i nostri compatrioti lavorano nella zona orientale colpita dall’uragano Matthew, come esempio che condividiamo quello che abbiamo. La vocazione umanitaria e solidale radicata nel nostro popolo e la bandiera che abbiamo ricevuto dalle mani del nostro Ministro ci impegna a ritornare in Patria con il dovere compiuto”, ha assicurato il dottor Alexis Díaz Ortega, capo della brigata medica.

Il distaccamento, che ha ricevuto la bandiera dal membro dell’Ufficio Politico del Partito Comunista di Cuba e Ministro della Salute Pubblica, dottor Roberto Morales Ojeda, ha tra i suoi membri tre epidemiologi, dieci laureati in Igiene, dieci tecnici in Controllo dei Vettori e undici specialisti in Medicina Generale Integrale (MGI).

Per il dottor Alexis Díaz questa non sarà la sua prima esperienza in terra haitiana, tuttavia, questa volta lo fa a capo di “un team molto ben preparato. Tutti hanno una vasta esperienza igienico-epidemiologica, è una grande responsabilità. Presteremo aiuto assistenziale alla sorella Repubblica del Haiti, sorella minore nei Caraibi che oggi si trova in una situazione di emergenza nazionale a causa dei gravi danni sofferti per il passaggio di questo uragano che ha aggravato lì il quadro epidemiologico che già esisteva lì”, ha detto Díaz Ortega mentre era circondato dalla stampa.

I medici cubani si recano ad Haiti con i mezzi e le risorse necessarie per compiere la loro missione: medicine, alimenti, acqua potabile e tende che monteranno nelle zone più colpite dall’uragano Matthew.
Oggi saranno a Port au Prince, ma nella misura in cui glielo permetta l’accessibilità: “arriveremo al Sud, che è la regione che più ha bisogno di noi. Bisogna appoggiare i colleghi che abbiamo là. Gli haitiani hanno già avuto molte perdite di vite umane e faremo il possibile per impedire che continuino a soffrire di più”, ha detto Orandelys de los Santos, un medico di Los Palacios, Pinar del Río, che è già stato in Gambia, in Pakistan, in Venezuela e in Brasile a prestare la sua collaborazione.

L’hanno chiamata mercoledì nel pomeriggio parte già per Haiti. Nevis González Calderín era nervosa, da quando è arrivata nella sala di ultima attesa dell’aeroporto è “incollata” al telefono: “Non ho potuto parlare molto con mia mamma prima di andare via”. Questa è la sua prima missione internazionalista: “Conforta sapere che loro hanno bisogno di aiuto e che possiamo darglielo e che la nostra famiglia sarà orgogliosa di questo”, ha confessato questa giovane specialista in 1° grado in MGI.

“La situazione epidemiologica è complessa, ma con l’aiuto della popolazione e delle autorità della salute haitiane, potremo incidere sulla zona più colpita, che è la zona Sud. Di sicuro voi porterete quella sensibilità, quell’umanità e l’impegno a ridurre qualunque danno in materia di salute che d’ora in poi possa succedere. Questo disastro naturale ha avuto un’incidenza significativa nella morbilità e la nostra funzione è incidere affinché nel futuro le circostanze migliorino e diminuire la sofferenza del popolo haitiano, al quale siamo uniti da legami storici e fraterni”, ha detto il Ministro della Salute Pubblica prima di salutare con un forte abbraccio i 38 professionisti della salute.

Questa brigata lavorerà insieme agli specialisti e ai laureati in Igiene ed Epidemiologia che fanno parte degli oltre 600 collaboratori cubani della Salute che già prestano servizio ad Haiti, collaborazione che risale al 1998, dopo le inondazioni di Gonaive.

Nel 2005, il Comandante in Capo Fidel Castro creò Contingente Internazionale Henry Reeve e da allora 7.235 medici cubani hanno prestato il loro aiuto in 17 nazioni. Undici anni dopo, questo gruppo arriva ad Haiti con la stessa missione: dimostrare la grandezza di un’Isola che emana dall’esempio e dalla capacità di dare quanto ha di più caro, la sensibilità e l’umanità del suo popolo.

Autori: Dianet Doimeadios Guerriero, Ismael Francisco

Traduzione: Redazione di El Moncada

http://www.cubadebate.cu

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