Nuovi scenari della guerra anticubana

Percy Alvarado https://percy-francisco.blogspot.it

guerra-mediatica-contra-cubNon c’è il minimo dubbio che la decisione degli Stati Uniti di porre fine alla politica di “piedi asciutti/piedi bagnati” e stabilire un nuovo passo sulla politica migratoria con il governo cubano suscita molte aspettative per il futuro, particolarmente sul comportamento della guerra ideologica anticubana e sui piani sovversivi del nemico.


Coloro che sono a capo dei piani di destabilizzazione contro Cuba hanno reagito in modi diversi. Da coloro che hanno rinnegato apertamente questa misura bilaterale dei due governi e sperano che Trump la elimini assumendo la presidenza il 20 gennaio, a coloro che scommettono sulla vecchia teoria della “pentola a pressione” per ottenere il crollo del socialismo a Cuba. Ci sono stati, persino, quelli che hanno pronosticato e incitato l’assurdità di una massiccia ondata, “spontanea” e incontrollata di migranti illegali via mare, mettendo a repentaglio le relazioni bilaterali tra le due nazioni e cercando di creare uno scenario complicato e pericoloso.

Oggi, Josh Earnest, il portavoce del presidente, Barack Obama, ha messo sul tavolo due aspetti di grande interesse: tale decisione è stata comunicata in anticipo all’equipe di transizione del nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sottolineando che è prassi che i presidenti entranti rispettino e mantengano gli accordi esecutivi che si stabiliscono con altre nazioni.

Inoltre, nonostante le promesse fatte da Trump di rivedere tutto il processo di avvicinamento tra le due nazioni, la logica politica indica che egli è a favore del mantenimento di una migrazione controllata verso gli Stati Uniti e che, pertanto, nonostante le pressioni e gli impegni stabiliti con l’estrema destra anticubana, il tema migratorio non subirà alcuna modifica quando assumerà il suo mandato. Fino a questo momento, tanto Trump come la sua equipe di transizione, sono rimasti in silenzio su questo argomento.

Reazioni particolari hanno avuto i principali gruppuscoli radicati negli Stati Uniti, soprattutto la FNCA [Fondazione Nazionale Cubano Americana] che cercano di rivivere la teoria della “pentola a pressione” già stimolata in passato, particolarmente nella decennio degli anni ’90 e che ha portato come risultato la crisi migratoria del 1994. In questo caso particolare, così come per vari membri della controrivoluzione interna – che non vengono colpiti da tale misura poiché hanno entrata libera negli Stati Uniti e in altri paesi – l’opinione è che si apra uno scenario in cui i cubani si uniranno in massa allo “scontento sociale” venduto mediaticamente da loro.

In questo senso si sono espressi, benché assumendo diversi punti di vista, i principali mercenari interni come Manuel Cuesta Morúa, portavoce del Partido Arco Progressista; José Daniel Ferrer, coordinatore nazionale della Unión Patriótica de Cuba; Antonio G. Rodiles, coordinatore del Foro por los Derechos y Libertades; Berta Soler, leader delle Damas de Blanco; tra gli altri.

La potenziale scommessa della controrivoluzione anticubana per incitare allo scontento e all’indisciplina sociale, all’aumento della sovversione e alle campagne di destabilizzazione dentro Cuba, così come il tentativo di capeggiare o cercare spazi dentro la società attuale, costituisce un potenziale pericolo con il quale si deve confrontare il nostro popolo.

Solo con la ferma unità di tutto il popolo si potranno vincere le minacce che sorgeranno in questo scenario immediato.

Traduzione: Redazione di El Moncada
http://www.radiocubana.cu

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