Cuba-USA: uniti contro il cancro

La collaborazione con un ospedale degli Stati Uniti dove si svolgono due prove cliniche di vaccini cubani contro il cancro del polmone, favorirà l’ottenimento di nuovi dati scientifici per aumentare il valore di quei prodotti.


Dalla fine del 2016 è stata approvata l’apertura delle ricerche con il vaccino terapeutico CIMAVAX EGF e l’anticorpo monoclonale Nimotuzumab, entrambi con registrazioni in vari paesi, e con un’efficacia provata nel trattamento di tumori maligni avanzati.

Come ha spiegato la dottoressa Tania Crombet, direttrice delle Ricerche Cliniche del Centro di Immunologia Molecolare (CIM), dove si sono stati sviluppati entrambi i farmaci, i trial (studi clinici) di fase I/II cercheranno di dimostrare la sicurezza dei composti cubani in combinazione con un’altra molecola recentemente registrata negli Stati Uniti.

Gli studi, con circa 100 pazienti ognuno, proveranno l’interazione con Nivolumab, terapia di seconda linea per pazienti con cancro del polmone ricorrente, alla quale Cuba non può accedere per il blocco del governo di quel paese, e anche per il suo alto costo, ha detto la dottoressa Crombet.

Oltre a dimostrare la sicurezza terapeutica, con i trial si potrà arrivare a una migliore caratterizzazione dell’espressione degli antigeni tumorali e ala comparazione genetica tra i tumori primari e quelli resistenti, per poter prevedere anche quali pazienti potrebbero rispondere meglio alla terapia.

La scienziata ha aggiunto che l’equipe nordamericana, composta da ricercatori dell’Istituto Roswell Park dello stato di New York, è fortemente motivata ad avanzare nella collaborazione con Cuba, perché hanno molta fiducia nelle possibilità di Cimavax EGF e Nimotuzumab per allungare la sopravvivenza dei pazienti e con una migliore qualità di vita.

Così è stato recentemente confermato da Candace S. Johnson, presidentessa del Roswell Park, in un’intervista che ha riprodotto Cubadebate, dove l’accademica ha mostrato ammirazione per l’approccio creativo dei prodotti cubani, perché non attaccano direttamente il tumore, bensì i marcatori che stimolano la sua crescita, e rafforzano il sistema immunitario stesso.

Tanto negli Stati Uniti come a Cuba, quello del polmone figura come la prima causa di mortalità per cancro, i ricercatori statunitensi pensano anche a un futuro, in cui i vaccini siano preventivi, secondo quanto ha detto la Johnson.

Tuttavia, la dottoressa Crombet ha precisato che l’immunoterapia è ancora un complemento di altri trattamenti convenzionali come la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia, e che la miglior arma per lottare contro il cancro è la riduzione dei fattori di rischio come l’abitudine di fumare.

In un incontro con medici e ricercatori della provincia di Camagüey che conducono studi clinici di questi e altri prodotti, la direzione del CIM ha presentato i risultati dell’istituzione nel 2016 e le proiezioni per quest’anno, oltre a valutare lo sviluppo dell’attività scientifica nel territorio.

Autore Lianet Leandro López – Foto: Internet

Traduzione: Redazione di El Moncada
http://www.acn.cu/

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