Lula denuncia tentativi di impedire la sua candidatura nel 2018

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L’ex presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha denunciato i tentativi di impedire la sua possibile candidatura alle elezioni presidenziali, del 2018 per cui si usano una campagna di false accuse di corruzione.

‘Non so se sarò vivo per essere candidato nel 2018, ma sì so che vogliono cercare di evitarlo’ ha detto il fondatore del Partito dei Lavoratori (PT) del Brasile davanti a decine di migliaia di persone riunite nella località nord-orientale di Monteiro per l’inaugurazione popolare della trasposizione del fiume San Francisco.

Lula ha sottolineato che è ancora lungi dal definirsi i candidati per le elezioni del 2018 (che avverrà solo quando si realizzi la convenzione del partito, ha detto), ma ha inviato un messaggio ai suoi avversari: ‘pregano Dio che io non sia candidato’ perché se fosse sarebbe per restituire, al popolo, l’allegria e la felicità.

L’ex dignitario si riferì anche, in particolare, alla riforma del sistema pensionistico sostenuta da ‘un governo che non doveva essere lì’ ed ha sottolineato che per il cosiddetto problema delle pensioni c’è solo una soluzione: creare posti di lavoro e aumentare i salari dei lavoratori.

A questo proposito, ha sottolineato che durante i governi di PT si crearono 22 milioni di posti di lavoro, il salario minimo aumentò ogni anno e furono formalizzate migliaia di piccole e medie imprese, per cui i pensionamenti ebbero sempre i conti in avanzo.

In un’altra parte del suo discorso, Lula ha invitato gli attuali governanti a non danneggiare il popolo brasiliano con la riforma delle pensioni e la flessibilizzazione delle leggi sul lavoro ed ha avvertito che ‘se vogliono lottare contro di me, dovranno farlo nelle strade’.

Da parte sua la deposta presidentessa costituzionale del Brasile, Dilma Rousseff, ha enfatizzato che il paese sta vivendo momenti molto difficili e che il colpo di stato ‘non è ancora finito’

Il secondo golpe è impedire che i candidati popolari, tra cui Lula, possano competere nel 2018, quando abbiamo fissato un incontro per decidere i destini della nazione, ha detto prima di affermare che ‘solo l’acqua della democrazia laverà l’anima del Brasile’.

Sia Lula che Dilma deplorarono i tentativi del governo di Michel Temer di attribuirsi la paternità dell’opera popolare inaugurata oggi e che andrà a beneficio di 12 milioni di persone di 390 comuni negli stati di Pernambuco, Ceará, Paraíba e Rio Grande do Norte

Il progetto di trasposizione del fiume San Francisco prese forma nel 2004, durante il primo mandato di Lula, e fu avviato tre anni più tardi. Dilma ha proseguito l’opera, che ha raggiunto circa il 90% della sua esecuzione durante la gestione petista.

Contrariamente alla massiccia manifestazione popolare di questa domenica, lo scorso giorno 10 Temer si è recato a Monteiro per l’inaugurazione ufficiale dell’opera, che si realizzò con un incontro chiuso al pubblico e, nonostante ciò non poté evitare le manifestazioni di ripudio.

(Con informazioni da Prensa Latina)


Denuncia Lula intentos de evitar su candidatura en 2018

El exmandatario brasileño Luiz Inácio Lula da Silva denunció los intentos de inviabilizar su posible candidatura a las elecciones presidenciales de 2018, para lo cual se valen de una campaña de falsas acusaciones de corrupción.

‘No sé si estaré vivo para ser candidato en 2018, pero sí sé que quieren intentar evitarlo’, manifestó el fundador del Partido de los Trabajadores (PT) de Brasil ante decenas de miles de personas congregadas en la localidad nordestina de Monteiro para la inauguración popular de la transposición del río San Francisco.

Lula subrayó que todavía está lejos de definirse los aspirantes para la contienda electoral de 2018 (lo cual ocurrirá solo cuando se realice la convención del partido, dijo), pero envió un mensaje a sus opositores: ‘rueguen a Dios que yo no sea candidato’, porque si fuera sería para devolverle al pueblo la alegría y felicidad.

El exdignatario se refirió también de modo particular a la reforma del sistema de pensiones impulsada por ‘un Gobierno que no debía estar ahí’ y subrayó que para el llamado problema de las jubilaciones existe solo una solución: generar empleos y aumentar los salarios de los trabajadores.

Al respecto, destacó que durante los gobiernos del PT se crearon 22 millones de puestos de trabajo, el salario mínimo aumentó todos los años y fueron formalizadas miles de pequeñas y medianas empresas, con lo cual las jubilaciones tuvieron siempre cuentas superavitarias.

En otro tramo de su discurso, Lula pidió a los actuales gobernantes no perjudicar al pueblo brasileño con la reforma jubilatoria y la flexibilización de las leyes laborales y advirtió que ‘si quieren pelear conmigo, van a tener que hacerlo en las calles’.

Por su parte, la depuesta presidenta constitucional de Brasil, Dilma Rousseff, enfatizó en que el país vive momentos muy difíciles y que el golpe ‘todavía no acabó’

El segundo golpe es impedir que los candidatos populares, entre ellos Lula, puedan competir en 2018, cuando tenemos marcado un encuentro para decidir los destinos de la nación, señaló antes de afirmar que ‘solo el agua de la democracia va a lavar el alma de Brasil’.

Tanto Lula como Dilma deploraron los intentos del gobierno de Michel Temer de atribuirse la paternidad de la obra inaugurada popularmente hoy y que beneficiará a 12 millones de personas de 390 municipios en los estados de Pernambuco, Ceará, Paraíba y Rio Grande do Norte

El proyecto de la transposición del río San Francisco tomó forma en 2004, durante el primer mandato de Lula, y fue iniciada tres años después. Dilma dio continuidad a la obra, que alcanzó alrededor del 90 por ciento de su ejecución durante la gestión petista.

Contrario al masivo acto popular de este domingo, el pasado día 10 Temer viajó a Monteiro para la inauguración oficial de la obra, que se realizó con un encuentro cerrado al público y pese a lo cual no pudo evitar las manifestaciones de repudio.

(Con información de Prensa Latina)

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