La battaglia per l’indennizzo.La seconda vittoria di Girón

Fidel sapeva già come negoziare  con gli Stati Uniti dopo la  vittoria lampo di 72 ore, che portò alla detenzione dei 1200 mercenari a Playa Girón.

Il popolo gridava «al paredon», fuciliamoli, ha ricordato Acela Caner,  ma Fidel seppe spiegare e convincere che si doveva reclamare un indennizzo e non un cambio, come ammissione delle responsabilità degli USA nell’attacco.

L’Editrice Verde Olivo ha presentato il lbro  ‘La battaglia per l’indennizzo. La seconda vittoria di Girón’ nella Casa dell’ALBA,  con la presenza si  José Ramón Fernández, eroe della Repubblica di Cuba, protagonista di quei fatti dell’aprile del 1961 e di Tetè, la generale Delsa Esther Puebla.

«Autori del libro, Acela Caner Román scrittrice e giornalista ed Eugenio Suárez Pérez, storiografo, scrittore e giornalista,  hanno scritto questo testo di straordinario valore investigativo per la scienza storica cubana, vincitore del Concorso 26 di Luglio del 2016 e presentato nel 55º anniversario di quella storica vittoria che fu la prima bruciante sconfitta dell’imperialismo yankee, obbligato a pagare un indennizzo per danni, dopo aver perso la guerra contro Cuba», ha deto Elier Ramírez storiografo e autore del prologo .

Non solo uomini in cambio di omogeneizzati. Il pagamento degli USA – una parte dell’indennizzo –  terminò  a metà del 1963 con l’apporto dell’avvocato James Donovan come mediatore tra l’amministrazione Kennedy e Fidel Castro, che dedicò una parte del suo tempo per discutere con gli invasori.

Acela Caner ed Eugenio Suaréz, note figure della cultura in Cuba,  hanno affascinato il pubblico della sala piena, con la loro passione, che ha dato questo volume, con i loro precisi interventi.

«Il fatto che è dovettero pagare l’indennizzo e che per la prima volta nella storia l’imperialismo pagò un indennizzo di guerra. Perché pagò? Perchè fu sconfitto, perché a Playa Girón l’imperialismo sofferse la prima grande sconfitta in America Latina», disse Fidel Castro il 2 gennaio del 1963.

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