Un ritorno al passato? Washington nega visti a studenti cubani

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Il governo USA ha negato il visto ad un gruppo di studenti cubani che avevano pianificato di partecipare alla finale del Concorso Internazionale Universitario di Programmazione dell’Association Computer Machinery.

Nell’evento, conosciuto come il Mondiale di Calcio dell’Informatica, sarà presente solo un team dell’Università dell’Avana, mentre gli assenti saranno gli studenti dell’Università Hermanos Saiz Montes de Oca, della provincia occidentale di Pinar del Río, ha riferito oggi la stampa locale.

Dovier Antonio Ripoll, direttore del concorso nell’area dei Caraibi, ha sottolineato che questo gesto dimostra che, nonostante l’apertura delle relazioni tra le due nazioni si continuano a chiudere gli interscambi.

Ha spiegato che il rifiuto è stato deciso da funzionari del Dipartimento di Stato USA e comunicato allo loro rappresentanza in Cuba, ed ha sottolineato che nulla può oscurare il talento, l’impegno, i valori ed il patriottismo degli studenti di Pinar del Rio.

Ripoll ha detto che è molto difficile vincere un posto in questo tipo di concorso, e gli studenti di Pinar del Rio, come il resto dei loro compagni, facevano parte dei 46381 concorrenti, raggruppati in più di 15 squadre, in rappresentanza di più di 2200 università, di un centinaio di paesi, in questa edizione.

Secondo il quotidiano Juventud Rebelde, l’evento si svolgerà nella città di South Dakota dal 20 al 25 maggio, e vedrà la partecipazione di oltre un centinaio di università di 44 paesi.

Non farci partecipare per ragioni politiche è davvero molto deludente

23-05 Pur  avendo conquistato il loro diritto a partecipare dopo aver vinto il secondo posto nei Caraibi nelle eliminatorie regionali, al gruppo sUrPRise dell’Università Hermanos   Saíz Montes de Oca de Pinar del Río, non resta altro da fare che seguire in Internet la finale del Concorso Internazionale Universitario di Programmazione noto con le sigle ACM-ICPC.

Dopo quattro anni di lavoro nei quali avevano scalato posizioni, il 2017 per loro ha significato la possibilità di competere nell’ultima fase del torneo più prestigioso e antico del suo tipo a livello a mondiale.

Senza dubbio il rifiuto delle autorità degli Stati Uniti di concedere loro il visto d’entrata nella nazione che sarà sede dell’evento quest’anno, li ha lasciati senza la possibilità di dimostrare il loro talento e di rappresentare la loro università, la loro provincia e il loro paese.

«È frustrante», ha confessato Manuel Alejandro Díaz, studente del 5º anno d’Informatica, uno dei tre del gruppo.

«Chi non ha mai partecipato al ACM-ICPC, non ha idea del sacrificio che significa arrivare alla finale. Sono ore e ore di studio, d’investigazione, di attualizzazioni, perchè sorgono in continuazione elementi di nuove conoscenze», ha spiegato.

Considerati come i Giochi Olimpici della programmazione e l’algoritmia, il concorso consiste nel risolvere per cinque ore con l’elaborazione di softwares, la maggior quantità di problemi che si propongono ai gruppi.

Per questo Manuel segnala che ogni membro del sUrPRise si è specializzato in rami specifici della conoscenza, come la geometria computazionale, la teoria dei numeri, il lavoro con catene di testi, le strutture di dati avanzati…) anche se tutti hanno una base comune  di matematica e computazione.

L’anno scorso erano restati alle porte della classifica per l’ultima tappa, ma quest’anno erano riusciti a raggiungere la meta dopo le eliminatorie a livello di università, del paese e dell’area dei Caraibi.

Un sogno alimentato in lunghi giorni di preparazione di qualcosa che è stata bloccata e non potranno realizzare, considerando che due dei membri del sUrPRise frequentano il quinto anno di facoltà e il ACM-ICPC è  solo per studenti.

«Questa è stata la prima volta che un gruppo della nostra università è riuscito ad inserirsi in una finale mondiale e l’appoggio che ci hanno dato è immenso. A noi alunni del quinto anno sono state convalidate le tesi per darci più tempo, per prepararci al concorso e a quelli del terzo hanno riaggiustato il programma per  liberare loro il semestre, per studiare per la gara», ha spiegato Manuel.

«Eravamo molto emozionati ed era il nostro saluto come gruppo dopo quattro anni di preparazione e l’ultima opportunità per farlo. Il fatto che non ci lascino partecipare per questioni politiche è molto deludente», ha assicurato José Guerra (3º anno delle telecomunicazioni).

«Gli organizzatori ci hanno detto di provare dispiacere per questo ogni volta che abbiamo comunicato con loro. Ci hanno chiesto scusa perché non è normale», ha aggiunto José.

«Questo è un concorso internazionale e le sedi ruotano per tutto il mondo e gli Stati Uniti sono il solo luogo che ha presentato questo tipo di problema.

Anche di fronte a paesi come la Russia, la Cina, il Giappone o gli Stati Uniti, con molta tradizione in queste gare, i membri del gruppo cubano hanno aspirato a un buon risultato.

«Volevamo migliorare la posizione dei Caraibi e superare la quantità di problemi risolti dalle selezioni cubane», ha detto José.

Per un territorio come  Pinar del Río, dove l’educazione superiore prima del trionfo della Rivoluzione non aveva mai laureato nessuno, l’aver collocato un gruppo nella finale del un concorso internazionale di programmazione più importante che esiste, è stato già un trionfo».

Elio Alejandro Govea, Manuel Alejandro Díaz, e José Guerra, i tre giovani di   Vueltabajo ai quali l’ambasciata nordamericana ha negato la possibilità di competere.

«Indipendentemente dal fatto che non abbiamo potuto partecipare, abbiamo dimostrato a noi stessi che sì possiamo, che siamo stati capaci di giungere a una finale mondiale e stare nella cupola del nostro paese».

¿Vuelta al pasado? Washington niega visas a estudiantes cubanos

El gobierno de Estados Unidos negó la visa a un grupo de estudiantes cubanos que tenían previsto participar en la gran final del Concurso Internacional Universitario de Programación de la Asociación de Máquinas Computadoras.

En el evento, conocido como el Mundial de Fútbol de la Informática, solo estará presente un equipo de la Universidad de La Habana, mientras que los ausentes serán los alumnos de la Universidad Hermanos Saíz Montes de Oca, de la occidental provincia de Pinar del Río, informó hoy la prensa local.

Dovier Antonio Ripoll, director del concurso en el área del Caribe, subrayó que ese gesto demuestra que pese a la apertura de relaciones entre ambas naciones, se siguen cerrando los intercambios.

Explicó que la negativa fue expuesta por funcionarios del Departamento de Estado norteamericano y su representación en Cuba, y acentuó que nada podrá opacar el talento, la entrega, los valores y el patriotismo de los estudiantes pinareños.

Ripoll aseguró que es bien difícil ganar un puesto en este tipo lid, y los pinareños, como el resto de sus compañeros, formaron parte de los 46 mil 381 concursantes que, agrupados en más de 15 equipos, representaron a más de dos mil 200 universidades, de un centenar de países, en la presente edición.

De acuerdo con el diario Juventud Rebelde, el evento tendrá lugar en la ciudad de Dakota del Sur del 20 al 25 mayo, y contará con la asistencia de más de un centenar de universidades de 44 países.

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