Fidel ed il suo lavoro in Messico

15 luglio 1956 – Sulla rivista Bohemia viene pubblicato un lavoro di Fidel intitolato “Basta con le menzogne” che aveva realizzato il giorno nove di quello stesso mese dalla prigione di Miguel Schultz, a Città del Messico. Smentisce quanto pubblicato in un reportage nel numero precedente di quella rivista sulla sua detenzione in Messico.


“È certo che il giornalista non lo hanno nemmeno lasciato entrare nel carcere e la nostra fotografia pubblicata l’ha presa negli archivi della Direzione Federale della Sicurezza. Lui non lo nega, e incomincia affermando che nonostante tutti gli sforzi che ha fatto non gli hanno permesso di comunicare con noi”.

Spiega che ha scritto un articolo basato unicamente ed esclusivamente sulle relazioni della polizia messicana che ha agito in evidente collusione con il dittatore Batista.

“La storia di quello che è successo in Messico è ben differente da quella riportata nelle relazioni ufficiali e la riferirò con tutto il supporto morale che mi dà l’aver scritto sempre con assoluta onestà”.

Fidel riafferma anche la decisione di lottare contro la dittatura batistiana e il ruolo da svolgere in tal senso da parte dei membri dell’organizzazione rivoluzionaria di cui è a capo.

“Il movimento 26 Luglio, che conserva intatte tutte le sue forze, il suo spirito combattivo, proclama la necessità di unire tutti gli uomini, tutte le armi e tutte le risorse, di fronte alla tirannia, che ci divide, ci perseguita e ci assassina separatamente. La dispersione delle forze è la morte della rivoluzione; l’unione di tutti i rivoluzionari è la morte della dittatura”.

Nell’anno 1979 Fidel inaugura il Palazzo Centrale dei Pioneros del Parque Lenin di a Habana, in occasione della celebrazione della giornata dei bambini.

“Potremmo dire che i Palazzi dei Pioneros sono centri di formazione di proletari”.

Esprime la gradita impressione che aveva suscitato in lui vedere i pioneros che maneggiavano le macchine con la responsabilità e la disciplina richieste nella produzione e nei servizi.

Parlando con i bambini del nome con cui si sarebbe identificato il Palazzo, ricorda che nel motto dell’organizzazione i pioneros esprimono la loro aspirazione ad essere come il Che.

“Allora, il nome sarà Palazzo Centrale dei Pioneros ‘Ernesto Guevara’. Siete d’accordo? Alzate la mano”.

Traduzione: Redazione di El Moncada

http://www.radiorebelde.cu

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