USA: nuova giornata per esigere l’eliminazione del blocco

Washington — Le organizzazioni solidali con Cuba  stanno preparando la Giornata contro il Blocco 2017 che si realizzerà il mese prossimo nella capitale degli Stati Uniti,  sottolineando l’impatto di questo assedio sul settore della salute.

La coordinatrice negli Stati Uniti del Comitato Internazionale Pace, Giustizia e Dignità dei Popoli, Alicia Jrapko ha detto a Prensa Latina che: «Siamo nel pieno dei preparativi e abbiamo invitato dei professionisti cubani della salute, due medici e un infermiere laureati nella Scuola Latino Americana di Medicina ELAM», ha spiegato.


L’attivista ha spiegato che come nelle giornate precedenti le attività che si realizzeranno dal 11 al 16 settembre domanderanno l’eliminazione del blocco economico, commerciale e finanziario imposto da  Washington all’Isola più di 55 anni fa.

«Quest’anno la messa a fuoco è sul tema della salute, perché è un momento critico per il settore negli Stati Uniti, e crediamo che Cuba possa essere un esempio», ha detto, alludendo al contesto pieno di discussioni nel Congresso nordamericano per una riforma sanitaria.

«L’ idea, ha aggiunto, è dibattere sugli effetti negativi che provoca il blocco nell’Isola,  l’impatto che ha sugli stessi statunitensi che sono privati dall’accesso ai servizi e ai trattamenti medici cubani contro malattie come il cancro e il diabete».

L’incontro analizzerà  perché la cura della salute è un diritto umano di base per gli abitanti di Cuba, mentre è sempre un privilegio per molti statunitensi.

Il Comitato Internazionale Pace, Giustizia e Dignità dei Popoli organizzatore della Giornata,  desidera cercare forme di lavoro congiunto tra le due nazioni per porre fine all’assedio e appoggiare l’assistenza medica universale di tutti i nordamericani.

Durante la settimana di attività realizzeranno diversi eventi pubblici e membri dei gruppi e altre persone interessate visiteranno il Congresso per riunirsi con i legislatori.

Jrapko ha aggiunto che sono molto interessati a parlare con rappresentanti e senatori, soprattutto con alcuni di coloro che non appoggiano le iniziative di legge indirizzate all’assedio contro l’Isola.

Inoltre vogliono un incontro con il senatore indipendente  Bernie Sanders,  che difende l’idea di un sistema di salute universale negli Stati Uniti.

L’attività, ha segnalato, prevede anche la presenza di rappresentanti del settore sanitario in varie università con i laureati della ELAM.

In questa scuola internazionale creata dal governo dell’Isola nel 1999, si sono laureati sino ad oggi 28.500 medici di 103 paesi, tra i quali 170 statunitensi.

Jrapko  ha detto che provano molto entusiasmo nell’utilità della Giornata e che hanno invitato la Fondazione Interreligiosa per l’Organizzazione Comunitaria/Pastori per la Pace e tutte le organizzazioni della Rete Nazionale di Solidarietà con Cuba.

Inoltre saranno presenti grippi nordamericani della salute, studenti di medicina e sindacati degli infermieri, tra i molti partecipanti.

L’attivista ha ricordato che sino a tre anni fa era molto difficile giungere ai differenti settori degli Stati Uniti con temi relazionati a Cuba ed ha ricordato gli ostacoli affrontati nella liberazione dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri negli USA dal 1998 al 17 dicembre del 2014, quando tre di loro ancora reclusi ebbero la libertà.

In quella stessa data il  presidente di Cuba Raúl Castro, e l’allora presidente degli USA  Barack Obama, comunicarono l’intenzione d’iniziare un processo di normalizzazione delle relazioni bilaterali.

Per Alicia  Jrapko,  quell’annuncio cambiò il panorama, perché secondo lei c’era molta gente con posizioni contrarie alla politica statunitense mantenuta sino ad allora verso il territorio dei Caraibi.

Nei media di stampa è continuata la disinformazione, ma per la prima volta il tema Cuba è apparso con frequenza nelle notizie e gli articoli come gli editoriali del The New York Times hanno parlato della necessità di un avvicinamento.

Inoltre ha segnalato come un fatto positivo, l’aumento dei viaggi dei nordamericani nell’Isola, perchè hanno avuto la possibilità di vedere di persona che molto di quanto si dice negli USA è menzogna.

C’è stato molto entusiasmo e lo vediamo nel settore dei sindacati, perché molti di loro vanno a Cuba e quando tornano vogliono lavorare alle relazioni.

La coordinatrice del  Comitato Internazionale ha riconosciuto che ora s’incontrano in un momento difficile per via della decisione del  presidente Donald Trump di cancellare alcuni passi avanti realizzati durante l’’amministrazione di Obama.

Trump  ha creduto importante concedere elemosine a una piccola parte dell’esilio cubano quando i sondaggi mostrano che la maggior parte degli statunitensi appoggia l’eliminazione del blocco.

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