Universitari contro il blocco

Con esempi precisi dei danni che il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti provoca  a Cuba, nel’udienza parlamentare effettuata nell’Università Tecnologica de L’Avana “José Antonio Echeverría” (Cujae), i giovani studenti e il collettivo dei professori hanno riaffermato il loro impegno con la Rivoluzione.

La dottoressa Alicia Alonso Becerra, rettrice del centro, ha sottolineato che il risultato di questa politica aggressiva rende molto difficile accedere a materiali di laboratorio,  strumenti, pezzi e altri elementi e costituisce anche un limite per la comunicazione tra gli uomini di scienza.

«A prezzi  correnti, il blocco ha provocato danni quantificabili in quasi sei decenni  di 130.178,6 milioni  di dollari. Dal 1 aprile del 2016 al 31 giugno del 2017 ha provocato perdite  a Cuba di almeno 4.305 milioni di dollari»,  ha aggiunto la rettrice.

I partecipanti hanno denunciato anche i passi indietro nelle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti come risultati delle misure arbitrarie del presidente Donald Trump contro il nostro paese.

L’ ingegnere Fermín Rivás, attuale segretario della UJC nella Cujae, ha segnalato la ripercussione del blocco che rende difficile l’accesso agli implementi idraulici ed elettro-energetici, tra gli altri e  non solo per il funzionamento del paese, ma anche per lo studio adeguato delle differenti professioni.

Dal  1992, l’Assemblea Generale della ONU, con l’appoggio  quasi unanime degli Stati del mondo, ha condannato ogni anno l’assedio di Washington contro il popolo  cubano, e sicuramente lo farà nuovamente il prossimo 1º novembre a Nuova York, quando si voterà un nuovo progetto di Risoluzione contro questa sporca politica d’aggressione

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