Cubainformacion: catastrofiche previsioni…mediatiche


E’ finita la doppia strategia USA contro Cuba e Venezuela?

 

Nel giugno 2016, il Governo di Cuba ha annunciato misure per affrontare la significativa riduzione del petrolio venezuelano sull’isola.

La stampa internazionale ha annunciato, ancora una volta, il ritorno ai massicci black-out ed alle durissime condizioni del Periodo Speciale.

Lo Stato cubano ha scelto di proteggere i beni con il maggiore impatto sulla popolazione: combustibile, alimenti di base e servizi universali. E per far fronte agli impegni del debito estero, che mesi prima aveva concordato con il Club di Parigi, dopo una straordinaria riduzione del suo ammontare.

È vero che si sono state restrizioni e che l’economia ha avuto una leggera recessione quell’anno. Ma non è collassato, come i media avevano anticipato.

Ricordiamo che, in quello scenario, l’amministrazione Obama, mentre dialogava con l’Avana, lanciava un’escalation senza precedenti nella sua ostilità verso il Venezuela e aumentava le sue vessazioni finanziarie.

Questa doppia strategia è stata, in seguito, scartata da Donald Trump, che è tornato alla tradizionale politica univoca contro entrambi i processi.

Cuba ha appena completato un processo elettorale, con la partecipazione dell’86% della popolazione, da cui emergerà un nuovo parlamento e un nuovo governo, guidati da una nuova generazione.

Il Venezuela ha riacquistato la pace interna ed il 20 maggio il popolo voterà nelle elezioni presidenziali.

Con enormi difficoltà, Venezuela e Cuba sono ancora in piedi. Affrontando doppie strategie o attacchi diretti. E, soprattutto, sfidando le catastrofiche previsioni degli apparati di propaganda mediatica.


¿Acabó la estrategia doble de EEUU contra Cuba y Venezuela?

En junio de 2016, el Gobierno de Cuba anunciaba medidas para enfrentar la reducción significativa de petróleo venezolano en la Isla.

La prensa internacional anunciaba –una vez más- el regreso a los apagones masivos y a las durísimas condiciones del Periodo especial.

El Estado cubano optó por proteger los rubros de mayor impacto en la población: el combustible, los alimentos básicos y los servicios universales. Y por hacer frente a los compromisos de deuda externa, que meses antes había pactado con el Club de París, tras una extraordinaria reducción de su monto.

Es cierto que hubo restricciones, y que la economía tuvo una ligera recesión ese año. Pero no colapsó, como anticipaban los medios.

Recordemos que, en aquel escenario, el Gobierno de Obama, mientras dialogaba con La Habana, lanzaba una escalada sin precedentes en su hostilidad hacia Venezuela e incrementaba su acoso financiero.

Aquella estrategia doble era desechada más tarde por Donald Trump, que ha ido regresado a la tradicional política unívoca contra ambos procesos.

Cuba acaba de culminar un proceso electoral, con una participación del 86 % de la población, del que saldrá un nuevo parlamento y un nuevo gobierno, liderados por una nueva generación.

Venezuela ha recuperado la paz interna y el 20 de mayo el pueblo votará en las elecciones presidenciales.

Con enormes dificultades, Venezuela y Cuba siguen en pie. Enfrentando estrategias dobles o ataques directos. Y, sobre todo, desafiando a agoreros catastrofistas de los aparatos de propaganda mediática.

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