Il giorno in cui Stalin rivendicò Sandino

La Voz del Sandinismo – https://aurorasito.wordpress.com

“Comunisti” nordamericani e messicani accusarono il generale degli uomini e donne liberi d’essere un “pericoloso avventuriero piccolo borghese”. Josif Stalin, allora a capo dell’Unione Sovietica, chiese un incontro dell’Internazionale Comunista (IC) per rivendicarlo e dargli tutto il sostegno.


Nell’84.mo anniversario del Piano per la realizzazione del Sogno supremo di Bolívar (20 marzo 1929) quando da Las Segovias il nostro Generale fu inviato al Congresso Anfizionista di Panama, rendiamo omaggio con questo documento inedito, che riceviamo dagli archivi del Fronte di Liberazione Farabundo Martí (FMLN) e del Partito Comunista di El Salvador, dal compagno Domingo Santacruz, attuale ambasciatore del Salvador a Cuba.

“…Il 3 febbraio 1930, il leader del Partito Comunista del Messico (PCM) Hernán Laborde, e il suo gruppo, invitarono il Generale Augusto César Sandino e il suo stato maggiore in Messico, ad incontrare il Comitato centrale del partito, per stabilire le condizioni per sostenere la richiesta avanzata dal leader nicaraguense. Incontrarono Sandino e il suo entourage: Farabundo Martí (salvadoregno) (che partecipò come membro del Comitato continentale della Lega antimperialista e del comitato Manos Fuera del Nicaragua), Rubén Ardilla (colombiano), Tranquilino Jarquín (nicaraguense), del Comitato continentale della Lega antimperialista dell’America Latina e del “Comitato Manos Fuera del Nicaragua“. Il PCM dichiarò la propria disponibilità a offrire solidarietà ogni volta che Sandino accettasse le opinioni del PCM nel svolgere compiti antimperialistici in America Latina. Questo atteggiamento settario del PCM fu espresso anche nel Partito Comunista degli Stati Uniti, che definì Sandino “pericoloso avventuriero piccolo borghese“.

Anni dopo, Luis Carlos Prestes, leader del Partito Comunista del Brasile, raccontò le ripercussioni nel Comitato Esecutivo dell’Internazionale Comunista della dichiarazione del cosiddetto Comitato Coloniale del PC nordamericano: quando Stalin ne venne a conoscenza, richiese la riunione della Segreteria dell’IC e disse: “Ho capito che il Generale Augusto César Sandino era un patriota che difendeva il proprio Paese dall’invasione straniera. Apparentemente sbagliavo. Secondo questa risoluzione, era un volgare “avventuriero piccolo borghese”.” Chiedendo poi: “Compagni, vorrei sapere a nome del PC dell’Unione Sovietica, chi sono i colpevoli di un errore così grave“.

Uno dei leader cercò di spiegare: “Compagno Stalin, abbiamo sbagliato su Sandino. Recentemente abbiamo appreso che il suo esercito aveva a malapena 400 uomini e non le migliaia che credevamo“. Stalin rispose: “Quindi è un problema numerico. Allora devo dirle compagno che riguardo il PC dell’URSS e dell’IC, continueremo a considerare il Generale Sandino e i suoi eroici compagni patrioti che difendono il proprio Paese dagli aggressori stranieri e, a nostro avviso, la decisione del Comitato coloniale del PC degli Stati Uniti era un errore grossolano“.

Laborde, su iniziativa dell’IC che lo chiese al PCM, fu accusato di disonestà, mancanza di principi e dimostrata corruzione, fu espulso dal Partito.

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