Trump gioca con i diritti per attaccare Cuba

Il Dipartimento di Stato crea uno scenario, con il concorso della sua Missione all’ONU e all’OSA, per cercare di tendere una cortina fumogena al suo procedere come violatore abituale, quando sa che si avvicina la condanna del blocco

Juan Carrasco Martin http://www.juventudrebelde.cu

A pochi giorni da che l’Assemblea Generale ONU conosca, discuta e voti, per la 27ma volta consecutiva, la Risoluzione che condanna il lungo e brutale blocco USA contro Cuba, una “casualità” cerca ostacolarla e screditare l’isola.

Guarda un pò la coincidenza, hanno appena dato asilo politico a uno che si è presentato come giornalista indipendente perseguitato e che -per certo- è stato per sei mesi detenuto in una delle loro prigioni dell’ICE; quelle create per gli immigrati senza documenti provenienti dalla frontiera sud e che, inumanamente, sono servite per separare migliaia di famiglie latine, specialmente i minori dai loro genitori.

Questa relazione di tempo, porta sulla scena dei media USA questo nuovo commediantucolo per cercare di confondere ciò che è vero ed è conosciuto da quasi sei decenni: la principale violazione dei diritti umani dei cubani risiede nella dura vita, negli ostacoli per lo sviluppo personale, collettivo e della nazione, che ha imposto il blocco economico, finanziario e commerciale, sostenuto contro gli interessi e le aspirazioni comuni dei due popoli vicini alla civile convivenza.

Niente di nuovo, lo sappiamo, nell’arsenale della manipolazione USA, ma vediamo che finora, in quest’anno, l’attuale amministrazione della Casa Bianca ha intensificato la sua ingerenza ed i suoi attacchi, centrati prevalentemente su quella che è sempre stata la farsa, presentata come leit motiv, per giustificare le crudeli sanzioni: la presunta violazione, da parte di Cuba, dei diritti umani.

Venerdì scorso, in un comunicato del Dipartimento di Stato, che dirige l’ex capo della CIA, Mike Pompeo, si è annunciata il lancio di una campagna a favore dei cosiddetti prigionieri politici e, nella stessa, la missione USA all’ONU e l’Ufficio per la Democrazia, Diritti Umani e Lavoro sono stati incaricati della sfacciata manovra in cui è anche coinvolto un altro magro fantoccio carico di malafede, il Segretario Generale dell’OSA.

L’interferente attacco si profilava dallo scorso agosto, quando i gemelli siamesi della vecchia e obsoleta aggressione radio-TV hanno aperto “una linea di emergenza per ricevere denunce di violazioni dei diritti umani a Cuba” e trasferirle agli organismi internazionali: “Stiamo inviando un messaggio molto chiaro a Cuba, la linea dura è parte della nuova politica USA”, gridava dai microfoni, qualcuno dell’alleanza strategica forgiata a Miami.

Si tratta di spendere -senza perdere i guadagni personali che gli apporti- i 15 o 30 milioni disposti dal Congresso USA per portare la sua “democrazia” a Cuba ed i $ 29 milioni per le trasmissioni.

Ora il governo che, in giugno, è andato via, con la coda tra le gambe, dal Consiglio dei Diritti Umani ONU a Ginevra, perché questi gli ha detto alcune verità circa il suo agire nel mondo come trasgressore palese, cerca una cassa di risonanza nell’organismo mondiale a New York, per le menzogne contro l’isola bloccata e dimentica qualcosa di fondamentale, l’enorme trave che ha nel suo occhio…

Proprio venerdì la pubblicazione The Hill ha reso noto che l’amministrazione Trump sta proponendo di rivedere i regolamenti delle proteste di fronte alla Casa Bianca ed in altri luoghi emblematici di Washington DC, sotto il pretesto di preservare questi luoghi del patrimonio nazionale; un atto di repressione che mira a chiudere la libertà di espressione, denunciano non pochi.

Il piano risale ad agosto quando è stato esposto senza troppa risalto; tuttavia, ha detto The Hill, i gruppi per i diritti civili hanno suonato i campanelli d’allarme.

Ai primi di settembre, lo stesso presidente Donald Trump -in un’intervista che gli ha fatto il Daily Caller ore dopo che l’allora candidato alla Corte Suprema di Giustizia, Brett Kavanaugh, fosse “accolto” dalle proteste il primo giorno di udienze di conferma al Senato-, ha suggerito che l’atto di protestare dovrebbe essere illegale. Lo stesso giorno, più di 70 persone sono state arrestate dalla polizia del paese che si leva come “guardiano e giudice dei diritti umani” nel mondo. E queste non sono state né le prime come neppure le ultime delle detenzioni di massa praticate, non sapendosi quanti aspettano o sono sottoposti a procedimenti legali per partecipare a queste manifestazioni che, presumibilmente, protegge la Costituzione che gli hanno dato i padri fondatori.

Che il dissenso dia l’orticaria a Trump è noto, è persino arrivato a suggerire che i manifestanti dovrebbero perdere il loro lavoro o essere affrontati con violenza per esprimere le loro opinioni; così ha esortato i proprietari della NFL (National Football League) a licenziare i giocatori che si inginocchiano quando ascoltano le note dell’Inno USA in segno di protesta contro la sistematica ingiustizia razziale negli USA. Né possiamo dimenticare che, durante la sua campagna presidenziale nel 2016, quando in diverse apparizioni pubbliche i manifestanti hanno interrotto i suoi raduni elettorali, con le sue parole ha incoraggiato la violenza contro di loro.

Nella soppressione dei diritti di espressione, il presidente ha anche la collusione delle oligopolistiche società della comunicazione, con la potestà di mettere a tacere le voci contrarie, non solo dentro gli USA ma a livello mondiale; anche nelle reti sociali in cui chiudono pagine progressiste dedicate a dar copertura alle guerre USA e dei suoi alleati, alla brutalità della polizia ed altri temi che i media corporativi solitamente ignorano.

Gli USA hanno milioni di umani senza diritti

Tuttavia, le più incontestabili violazioni dei diritti umani commesse quotidianamente dagli USA non sono contenute nella censura della libertà di espressione o nel diritto alla protesta. Sono le infrazioni che danneggiano il diritto alla vita stessa.

Non menzioniamo in dettaglio guerre, interventi ed occupazioni militari, ingerenza e intromissioni negli affari interni di altri paesi, il promuovere colpi di stato, il cinico incitamento alla sovversione ed al terrorismo, tra cui l’assassinio, l’imposizione del neoliberismo che annega la vita e l’economia di altri popoli, il disprezzo delle convenzioni e del Diritto Internazionale…

Fermiamoci alle contravvenzioni verso i suoi. Povertà nella nazione più ricca del pianeta, negazione della salute e dell’istruzione per tutti, ingiustizia nel sistema giudiziario e penitenziario, prigioni segrete, situazione di discriminazione delle minoranze, salari diseguali per sesso o colore della pelle, persecuzione e detenzioni arbitrarie di immigrati, trasgressioni elettorali e molti altri sono tra le violazioni dei diritti dei suoi cittadini.

Ecco alcune cifre o dati: 46,7 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà, di cui 26 milioni sono donne. La cifra totale rappresenta il 14,8% della popolazione USA; il 23,6% sono ispanici e il 26,2% neri, i bianchi rappresentano il 12,7%. Più di 560000 persone non hanno un tetto. Questi sono dati dall’United States Census Bureau.

Uno studio del National Registry of Exonerations, pubblicato il 7 marzo 2017, mostra che i neri USA avevano circa sette volte più probabilità di essere ingiustamente condannati per omicidio rispetto ai bianchi USA. Se il crimine riguarda la droga, i neri innocenti hanno circa 12 volte più probabilità di essere condannati ingiustamente dei bianchi senza colpa. Ed in queste statistiche della discriminazione, solo nell’aspetto del sistema giudiziario, emerge anche che i criminali maschi di colore nero hanno ricevuto condanne in media del 19,1% più lunghe rispetto a quelle dei criminali bianchi “in una situazione simile”.

In termini di standard di vita, troviamo che l’Istituto di Politica Economica ha pubblicato un rapporto, il 13 febbraio 2017, in cui si afferma che la ricchezza media delle famiglie bianche è sette volte superiore alla ricchezza media delle famiglie nere, e che la ricchezza bianca media è 12 volte superiore alla ricchezza nera media.

Il divario di genere non è meno ampio. Le donne ricevono solo il 64% del pagamento che ricevono gli uomini per lo stesso lavoro e cosa dire del disprezzo che hanno appena ricevuto quando il Senato ha avallato il giudice della Corte Suprema nominato da Donald Trump e che è stato accusato di stupro, nel suo periodo scolastico, ma non è stato dato credito all’accusatrice.

Molto più potremmo menzionare delle trasgressioni fatte conoscere dai loro stessi indici pubblici. Quindi come osano giudicare gli altri?


Trump juega con los derechos para atacar a Cuba

El Departamento de Estado monta un escenario, con el concurso de suMisión ante la ONU y la OEA, para intentar tender una cortina de humo a su proceder de violador consuetudinario, cuando sabe que se les acerca la condena al bloqueo

Juan Carrasco Martin

Apenas a unos días de que la Asamblea General de la ONU conozca, debata y vote por 27ma. vez consecutiva la Resolución que condena el largo y brutal bloqueo de Estados Unidos contra Cuba, una «casualidad» intenta obstaculizarla y desacreditar a la Isla.

Vaya coincidencia, acaban de darle asilo político a uno que se presentó como periodista independiente perseguido, y al que —por cierto—, tuvieron durante seis meses detenido en una de sus prisiones del ICE, esas creadas para los inmigrantes indocumentados que llegan por la frontera sur, y que inhumanamente han servido para separar a miles de familias latinas, especialmente a los menores de sus padres.

Esta relación en tiempo, trae al escenario de los medios estadounidenses a ese nuevo comediantillo para tratar de enturbiar lo que es verdad y se sabe desde hace casi seis décadas, la principal violación de los derechos humanos de los cubanos reside en la dura vida, en los obstáculos para el desarrollo personal, colectivo y de la nación, que ha impuesto el bloqueo económico, financiero y comercial, sostenido a contracorriente de los intereses y aspiraciones comunes de dos pueblos vecinos a la convivencia civilizada.

Nada novedoso, lo sabemos, en el arsenal de la manipulación estadounidense, pero vemos que en lo que va de año la actual administración de la Casa Blanca ha intensificado su injerencia y sus ataques, centrados fundamentalmente en lo que ha sido siempre la farsa presentada como leit motiv para justificar las crueles sanciones: la supuesta violación por parte de Cuba de los derechos humanos.

El viernes, en un comunicado del Departamento de Estado que dirige el ex- jefe de la CIA, Mike Pompeo, se anunció el lanzamiento de una campaña a favor de los que llaman presos políticos, y en la misma la misión de EE. UU. ante la ONU y la Oficina de Democracia, Derechos Humanos y Trabajo han sido encargadas de la maniobra descarada en la que también está involucrado otro magro fantoche cargado de mala fe, el Secretario General de la OEA.

El injerencista ataque se perfilaba desde el pasado agosto, cuando las siamesas de la añeja y obsoleta agresión teleradial abrieron diz que «una línea de emergencia para recibir denuncias de violaciones de derechos humanos en Cuba» y trasladarlas a los organismos internacionales: «Estamos enviando un mensaje muy claro a Cuba, la línea dura es parte de la nueva política de los EE. UU.», vociferaba en los micrófonos, alguno de la «alianza estratégica» forjada en Miami.

Se trata de gastar —sin perder las ganancias personales que les reporte— los 15 o 30 millones dispuestos por el Congreso estadounidense para llevar su «democracia» a Cuba y los 29 millones de dólares para las transmisiones.

Ahora, el Gobierno que en junio se fue con el rabo entre las piernas del Consejo de Derechos Humanos de la ONU con sede en Ginebra, porque este le dijo algunas verdades sobre su actuar en el mundo como violador flagrante, busca caja de resonancia en el organismo mundial en Nueva York, para las mentiras contra la Isla bloqueada y olvida algo fundamental, la enorme viga que tiene en el ojo…

Justo también el viernes la publicación The Hill daba a conocer que la administración Trump está proponiendo revisar las regulaciones de las protestas frente a la Casa Blanca y en otros lugares emblemáticos de Washington D.C., bajo el pretexto de preservar esos lugares de herencia de la nación, un acto de represión que apunta a cerrar la libertad de expresión, denuncian no pocos.

El plan data de agosto cuando se expuso sin mucha fanfarria; sin embargo, dijo The Hill, los grupos de derechos civiles han sonada las campanas de alarma.

A comienzos de septiembre, el mismísimo presidente Donald Trump —en una entrevista que le hiciera el Daily Caller horas después de que el entonces nominado a la Corte Suprema de Justicia, Brett Kavanaugh, fuera «saludado» con protestas en el primer día de las audiencias de confirmación en el Senado—, sugirió que el acto de protestar debía ser ilegal. Ese mismo día mas de 70 personas fueron arrestadas por la policía del país que se levanta como «guardián y juez de los derechos humanos» en el mundo. Y no fueron estas ni las primeras, como tampoco las últimas de las detenciones masivas practicadas, desconociéndose cuántos esperan o están sometidos a procesos legales por participar en esas demostraciones que, supuestamente, protege la Constitución que le dieron los padres fundadores.

Que el disenso le da urticaria a Trump es conocido, incluso ha llegado a sugerir que los manifestantes debieran perder sus trabajos o ser enfrentados con violencia por expresar sus opiniones; así instó a los propietarios de la NFL (Liga Nacional de Futbol Americano) a que despidieran a los jugadores que se arrodillan cuando se escuchan las notas del Himno estadounidense en protesta contra la sistemática injusticia racial en EE. UU. Tampoco podemos olvidar que durante su campaña presidencial en 2016, cuando en varias apariciones públicas los manifestantes interrumpieron sus mítines electorales, con sus palabras alentó la violencia contra ellos.

En la supresión de los derechos de expresión, el mandatario cuenta también con el contubernio de las oligopólicas empresas de la comunicación, con potestad para acallar las voces contrarias no solo dentro de Estados Unidos sino a nivel mundial, incluso en las redes sociales en las que cierran páginas progresistas dedicadas a darle cobertura a las guerras de Estados Unidos y sus aliados, la brutalidad policial y otros temas que los medios corporativos por lo general soslayan.

EE.UU. tiene a millones de humanos sin derechos

Sin embargo, las más incontestables violaciones de los derechos humanos que comete a diario Estados Unidos no están contenidas en la censura a la libertad de expresión o el derecho a la protesta. Son las infracciones que dañan el derecho a la vida misma.

No mencionemos en detalles las guerras, las intervenciones y ocupaciones militares, la injerencia e intromisión en los asuntos internos de otros países, el fomento de golpes de Estado, el cínico estímulo a la subversión y al terrorismo, incluso al magnicidio, la imposición del neoliberalismo que ahoga la vida y la economía de otros pueblos, el desprecio a los convenios y al Derecho Internacional…

Detengámonos en las contravenciones hacia los suyos. Pobreza en la nación más rica del planeta, negación de la salud y de la educación para todos, injusticia en el sistema judicial y penitenciario, cárceles secretas, situación de discriminación hacia las minorías, salarios desiguales por sexo o color de la piel, persecución y detenciones arbitrarias de los inmigrantes, transgresiones electorales, y muchas más están entre las violaciones de los derechos de sus ciudadanos.

He aquí algunas cifras o datos: 46,7 millones de personas viviendo por debajo de la línea de la pobreza, de ellas 26 millones son mujeres. La cifra total representa el 14,8 por ciento de la población estadounidense; el 23,6 por ciento son hispanos y el 26,2 por ciento negros, los blancos representan el 12,7 por ciento. Más de 560 000 personas no tienen techo. Estos son datos de la Oficina del Censo de Estados Unidos.

Un estudio del Registro Nacional de Exoneraciones, dado a conocer el 7 de marzo de 2017, muestra que los estadounidenses negros tenían aproximadamente siete veces más probabilidades de ser condenados injustamente por asesinato que los estadounidenses blancos. Si el crimen involucra drogas, los negros inocentes tienen aproximadamente 12 veces más probabilidades de ser condenados injustamente que los blancos sin culpabilidad. Y en estas estadísticas de la discriminación solo en el aspecto del sistema judicial muestran también que los delincuentes varones negros recibieron condenas en promedio 19,1 por ciento más largas que las de los delincuentes varones blancos «en una situación similar».

En el aspecto de los estándares de vida, encontramos que el Instituto de Política Económica publicó un informe el 13 de febrero de 2017, que refiere que la riqueza promedio de las familias blancas es siete veces más alta que la riqueza promedio de las familias negras, y que la riqueza blanca media es 12 veces más alta que la riqueza negra promedio.

La brecha por género no es menos amplia. Las mujeres reciben solo el 64 por ciento del pago que reciben los hombres por un mismo trabajo y qué decir del desprecio que acaban de recibir cuando el Senado avaló al juez del Supremo nominado por Donald Trump y a quien se le acusó de violación en su época de escolar, pero no se le dio crédito a la acusadora.

Mucho más pudiéramos mencionar de las transgresiones dadas a conocer por sus mismos índices públicos. Entonces ¿Cómo se atreven a juzgar a otros?

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