Trump (e non solo lui) autorizza a sparare contro i migranti

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha autorizzato le truppe alla frontiera a sparare contro la carovana dei migranti centro americani nel caso avvenissero alterchi tra loro e la polizia.

«Se qualcuno lancia pietre e sassi, come hanno fatto in Messico, gli si potrà sparare», ha detto Trump.


Il mandatario vuole creare un meccanismo legale per evitare l’assegnazione d’asilo ai camminanti di  Honduras e El Salvador, che vanno verso gli Stati Uniti alla ricerca di un futuro migliore per le loro famiglie, lontano da una crisi economica che colpisce le loro nazioni d’origine.

Inoltre la Casa Bianca prevede la costruzione di accampamenti per detenere alla frontiera, incarcerare e deportare coloro che cercheranno d’entrare illegalmente nel paese, ha informato Telesur.

Recentemente, il Dipartimento della Difesa statunitense ha inviato almeno 5200 soldati in attivo alla frontiera  con il Messico per rinforzare la sicurezza ha informato il  The New York Times.

Questa misura, per alcuni analisti è una risposta alla strategia per le elezioni a mezzo termine che si realizzeranno domani, 6 novembre.


Civili armati USA viaggeranno alla frontiera col Messico per fermare la carovana di emigranti

 

Gruppi di civili statunitensi armati, membri di “milizie”, hanno annunciato che si dirigeranno ai confini degli Stati Uniti per fermare gli approssimativamente 6.000 immigranti che si dirigono alla frontiera col Messico.

“Osserveremo ed informeremo, ed offriremo aiuto in tutto quello che possiamo”, ha dichiarato il presidente delle chiamate Minutemen del Texas, Shannon McCauley, al The Washington Post. “Abbiamo dimostrato già prima quello che valiamo e lo dimostreremo di nuovo”, ha aggiunto.

In totale si tratta di circa 100 “volontari” che si dispongono a viaggiare con armi e droni per, secondo le loro stesse parole, identificare e respingere qualunque tentativo illegale di entrare nel paese. “Non posso dare un numero esatto di quanti saremo, perché il mio telefono negli ultimi sette giorni sta suonando senza sosta. Si stanno sommando altre milizie che vengono dall’Oregon e dall’Indiana”, ha aggiunto.

L’Esercito degli USA e le agenzie di agenti alla frontiera hanno manifestato già la loro preoccupazione davanti all’azione di questi gruppi che descrivono come “milizie non regolari”, data l’assoluta incapacità dei loro membri per esercitare un minimo di autocontrollo, per non menzionare che non sono qualificati legalmente per fare compiere la legge.

“Ci preoccupa che questi membri di milizie non regolari si spieghino alla frontiera come presunto appoggio”, secondo quanto dichiarato nei documenti del Servizio delle Dogane e della Protezione Confinante. Inoltre si sospetta che agiscono con materiale rubato alla Guardia Nazionale. “Stanno agendo per conto loro ed è un gran rischio”, aggiungono le dichiarazioni, raccolte da Newsweek.

da El Publico traduzione di Ida Garberi

preso da Cubadebate

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