Le ‘diserzioni’ dentro la guerra anticubana

Percy Francisco Alvarado Godoy – “Descubriendo verdades”

paroleMentre ‘Diario de Cuba’ annuncia la diserzione di due nuovi medici cubani appartenenti al programma “Mas Medicos” che si sviluppa in Brasile, che lavoravano nei quartieri  Jardim Olímpico e Novo Delfino della città di Montes Claros, nello stato di Minas Gerais, altri media coprono le diserzioni di alcuni atleti presenti ai Giochi Centroamericani in Veracruz. Non molto tempo fa, un altro professionista sanitario, che lavorava nella città di Catuti, a Monte Claros, Brasile, ha abbandonato la sua missione e se ne è andato negli Stati Uniti. Tutti i disertori hanno annunciato la loro intenzione di andare, o sono già arrivati, nella città di Miami, in Florida.

nytcerebroQuesti fatti sono esaminati nel recente “Editoriale del New York Times: La fuga di cervelli a Cuba, cortesia degli USA“, domenica scorsa dove si tratta come il governo USA, mediante programmi implementati durante il mandato di George W. Bush e mantenuti nell’amministrazione Obama, incoraggia le diserzioni del personale sanitario cubano, in un’azione “particolarmente difficile da giustificare”.

Il potente giornale esprime: “È incongruente che gli USA riconoscano i contributi dei medici cubani inviati dal Governo  per assistere nelle crisi mondiali come quella del terremoto di Haiti nel 2010, mentre cerca di destabilizzare lo Stato, facilitando le diserzioni.”

istoIn un’altra parte dell’editoriale, si dice molto chiaramente: “Ci sono molti aspetti condannabili delle politiche fallite degli Stati Uniti verso Cuba e nel blocco imposto all’Isola da decenni. Ma il programma che stimola la migrazione del personale medico durante le assegnazioni ufficiali all’estero è particolarmente difficile da giustificare. Durante il recente anno fiscale appena terminato, 1,278 professionisti della medicina, un vero record, hanno avuto l’autorizzazione d’immigrare.”

La cattiva condotta delle amministrazioni USA è messa in discussione dal New York Times, ed in particolare l’uso politicizzato del suo sistema migratorio. In questo senso, appunta: “Il sistema migratorio statunitense deve dare priorità ai rifugiati,  alle persone perseguitate più vulnerabili del mondo.  Ma non si deve usare il sistema migratorio  per aggravare la fuga dei cervelli di una nazione avversaria, soprattutto quando migliorare le relazioni tra i paesi è un obiettivo fattibile e sensato.”

Il New York Times è comunque zoppo, all’analizzare come s’implementò il programma per favorire la diserzione del personale sanitario cubano. Non cita tutti i soggetti coinvolti, sia nello stabilimento dello stesso come nella strumentazione e posta in marcia della campagna. Il giornale si riferisce a questo come segue: “Il programma, disegnato dal ramo esecutivo è cominciato nell’agosto del 2006, quando  Emilio González, un esiliato cubano, fermamente opposto al governo dell’Isola,  era al comando del Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti. González descrisse le condizioni di lavoro dei medici come “traffico di persone con l’avallo dello Stato”. In quell’epoca  l’amministrazione Bush cercava di sabotare il Governo cubano. Facilitare la diserzione dei medici che partecipano alle missioni all’estero rappresenta un’opportunità di attentare contro il principale strumento diplomatico dell’Isola e umiliare il regime dei Castro.”

Altri eventi che il giornale non cita sono:

► Recentemente, con il supporto dell’USAID, la Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA) e la destra brasiliana, l’Associazione Medica Brasiliana (AMB) ha implementato un meccanismo per favorire la diserzione di medici cubani, mediante un cosiddetto Programma di Supporto al Medico Straniero mediante il quale si facilita l’aiuto richiesto dopo abbandonare la sua missione. L’AMB ha messo sul suo sito web un modulo in lingua spagnola in cui si forniscono le istruzioni, consulenza legale e assistenza per andare negli Stati Uniti.

► E’ stato lo stesso governo USA, ed in particolare il Dipartimento di Stato, Sicurezza Nazionale ed USAID, che implementarono il Programma  Cuban Medical Professional Parole volto a promuovere la diserzione di medici cubani che svolgono attività umanitarie in tutto il mondo, in più di 77 nazioni con povertà estrema e disattenzione alla salute. Come segnala, senza enfasi, il New York Times, con questo programma istituito nel 2006, i disertori hanno tutte le prerogative legali e privilegi per emigrare immediatamente negli USA, contando su personale qualificato per incoraggiare le diserzioni o incontrare i fuggitivi in ciascuna delle sue ambasciate all’estero.

Wikileaks ha messo a nudo come si garantisce il supporto per viaggiare verso gli Stati Uniti senza obiezione alcuna, come è successo con l’Ambasciata USA a Caracas.

Secondo il ‘Wall Street Journal’, per il 2010 avrebbero ottenuto la diserzione di 1.574 medici e altri membri del personale sanitario nei lavori di cooperazione internazionale in 65 nazioni. Questa cifra rappresenta solo il 1,89% dei cooperanti cubani e, anche se non significativa, è il risultato di un lavoro di vanga, criminale e senza scrupoli per rubare nostro personale medico con false promesse.

► Collegati con questa cospirazione anticubana si trovano importanti mezzi di comunicazione, membri della mafia cubano-americana nel Congresso e gruppuscoli controrivoluzionari ubicati all’estero, principalmente a Miami.

► La FNCA stanzia ingenti fondi dell’USAID per erodere i programmi sanitari attuati da Cuba in nazioni sorelle. E’ noto che a partire dal 2007, questa organizzazione di taglio terroristico usò quasi un milione di dollari per promuovere la diserzione di medici cubani.

► La grande maggioranza del personale medico è giunto negli Stati Uniti si trova in un limbo per ottenere la convalida dei loro titoli, realizzando altri lavori estranei alla loro esperienza medica, senza alcuna prospettiva di veder soddisfatte le promesse che gli offrirono la FNCA, l’USAID e altri, rendendosi conto, tardivamente, che sono stati solo strumenti di una sporca campagna contro Cuba.

Defezioni di militari: una nuova modalità?

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Da decenni è stato interesse particolare dei servizi nordamericani incoraggiare la diserzione di membri delle Forze Armate Rivoluzionarie  (FAR) e del Ministero dell’Interno (MININT) di Cuba. In questo senso, hanno incaricato organizzazioni come la FNCA, Cuba Indipendente e Democratica (CID), CAMCO e molte altri, della missione di cercare di sedurre ufficiali e soldati di questi organi, così come pensionati, al fine non solo di lasciare il paese e aderire al discorso mediatico contro Cuba, ma anche per promuovere il tradimento, da parte degli stessi, della Rivoluzione.

Informazioni aggiornate indicano che in particolare la FNCA, il CID ed il Consiglio per la Libertà di Cuba (CLC) hanno orientato mercenari interni così come viaggiatori provenienti dagli Stati Uniti, a stabilire contatti con ufficiali in servizio o in pensione, con il fine di promuovere diserzioni, ricerca di informazioni sensibili in materia di difesa nazionale e d’integrare cellule cospirative all’interno della nostra nazione. Questo nuovo programma è monitorato dalla CIA, da diverse agenzie del Pentagono e dal Dipartimento di Stato.

La ragione della creazione di questo nuovo programma è perché gli Stati Uniti vedono quasi impossibile il cambio ‘democratico’ per via pacifica e attraverso progetti come Consenso Costituzionale. In questo approccio predomina la percezione dell’estrema destra anticubana, che cerca di promuovere una primavera araba tipo Egitto a Cuba, dove le forze armate siano il principale soggetto del cambiamento istituzionale.

Cuba ha piena conoscenza di questa nuova direzione dell’attacco contro le sue istituzioni, avendo già determinato chi sono i soggetti che sono stati inviati come reclutatori e provocatori, così come quei pochi casi potenzialmente sensibile ad essere manipolati.

Avverto che questa nuova avventura è destinata al fallimento. Dopo non si lamentino coloro che si prestano a queste missioni anti istituzionali e che violano la legge, quando siano catturati dai nostri organi di combattimento!

Sono avvertiti!

Las `deserciones´ dentro de la guerra anticubana

Percy Francisco Alvarado Godoy – Blog “Descubriendo verdades”

Mientras Diario de Cuba anuncia la deserción de dos nuevos médicos cubanos pertenecientes al programa “Más Médicos” que se desarrolla en Brasil, quienes laboraban en los barrios Jardim Olímpico y Novo Delfino de la ciudad de Montes Claros, en el estado de Minas Gerais, otros medios cubren las deserciones de algunos atletas presentes en los Juegos Centroamericanos en Veracruz. No hace mucho, otra profesional de la salud, quien laboraba en el municipio de Catutí, en Monte Claros, Brasil, abandonó su misión y marchó hacia EE UU. Todos los desertores han anunciado su intención de marchar, o ya han llegado, a la ciudad de Miami, en La Florida.

Estos hechos son examinados en el reciente “Editorial de The New York Times: La fuga de cerebros en Cuba, cortesía de EEUU”, el pasado domingo donde se cuestiona cómo el gobierno USA, mediante programas implementados durante el mandato de George W. Bush y mantenidos en la administración Obama, incentiva las deserciones del personal de la salud cubano, en una acción “particularmente difícil de justificar”.

El poderoso diario expresa: “Es incongruente que Estados Unidos valore las contribuciones de los médicos cubanos enviados por el gobierno para asistir en crisis mundiales, como aquella del terremoto en Haití en 2010, mientras procura desestabilizar al estado facilitando las deserciones”.

En otra parte del editorial, se dice con total claridad: “Hay muchos aspectos condenables de las políticas fallidas de Estados Unidos respecto a Cuba y el embargo que impone a la isla desde hace décadas. Pero el programa que incentiva la migración de personal médico durante asignaciones oficiales en el exterior es particularmente difícil de justificar. Durante el recién terminado año fiscal, 1,278 profesionales médicos, un número récord, obtuvieron autorización de inmigrar.”

La mala intención de las administraciones norteamericanas es puesta en entredicho por The New York Times y, particularmente, el uso politizado de su sistema migratorio. En este sentido, apuntala: “El sistema migratorio estadounidense debe darles prioridad a los refugiados y a las personas perseguidas más vulnerables del mundo. Pero no debe utilizarse para agravar la fuga de cerebros de una nación adversaria, sobre todo, cuando mejorar la relación entre los países es un objetivo viable y sensato.”

The New York Times se queda cojo, sin embargo, al analizar cómo se implementó el programa para promover la deserción de personal de la salud cubana. No cita a todos los implicados, tanto en el establecimiento del mismo como en la instrumentación y puesta de en marcha de la campaña. El diario se refiere a esto, de la siguiente manera: “El programa, diseñado por la rama ejecutiva, comenzó en agosto de 2006, cuando Emilio González, un exiliado cubano, firmemente opuesto al gobierno de la isla, estaba al mando del Servicio de Ciudadanía e Inmigración de Estados Unidos. González describió las condiciones laborales de los médicos como “tráfico de personas sancionado por el Estado”. En esa época, la administración Bush estaba procurando sabotear al Gobierno cubano. Facilitar la defección de médicos que participan en misiones en el exterior representa una oportunidad de atentar contra la principal herramienta diplomática de la isla y humillar al régimen de los Castro.”

Otros hechos que pasó por alto el rotativo son:

► Recientemente, con el apoyo de la USAID, la Fundación Nacional Cubano Americana (FNCA) y la derecha brasileña, la Asociación Médica Brasileña (AMB) implementó un mecanismo para propiciar la deserción de médicos cubanos, mediante un llamado Programa de Apoyo al Médico Extranjero, mediante el cual se les facilitaría la ayuda requerida luego de abandonar su misión. La AMB colocó en su sitio en internet un formulario en español donde se le facilitan instrucciones, asesoría jurídica y el apoyo para marchar a los EE UU.

► Fue el propio gobierno norteamericano y, particularmente el Departamento de Estado, Seguridad Nacional y la USAID, el que implementó el programa Cuban Medical Professional Parole, cuya finalidad el promover la deserción de médicos cubanos que realizan su labor humanitaria alrededor del mundo, en más de 77 naciones con extrema pobreza y desatención de salud. Como señala, sin abundar, The New York Times, este programa establecido en el 2006, los desertores cuentan con todas las prerrogativas legales y facilidades para emigrar de inmediato hacia los EE UU, contando con personal calificado para propiciar deserciones o atender a los fugitivos en cada una de sus embajadas en el exterior.

WikiLeaks ha puesto al desnudo cómo se les garantiza apoyo para viajar hacia los EE UU sin objeción alguna, tal como sucedió con la embajada norteamericana en Caracas.

De acuerdo con el The Wall Street Journal, para el 2010 habrían logrado la deserción de 1,574 médicos y otros miembros del personal de la salud en labores de cooperación internacional en 65 naciones. Esta cifra representa solo el 1,89 % de los cooperantes cubanos y, aunque es no significativa, representa el resultado de una labor de zapa, criminal e inescrupulosa, para robar nuestro personal médico con falsas promesas.

► Coligados con esta conspiración anticubana se encuentran importantes medios de comunicación, miembros de la mafia cubano americana en el Congreso, así como grupúsculos contrarrevolucionarios radicados en el exterior, fundamentalmente en Miami.

► La FNCA destina cuantiosos recursos de la USAID para erosionar los programas de salud implementados por Cuba en naciones hermanas. Se conoce que desde el 2007, esta organización de corte terrorista usó casi un millón de USD para promover la deserción de médicos cubanos.

► La gran mayoría del personal médico que ha llegado a EE UU se encuentra en un limbo para lograr validar sus títulos, realizando otras labores ajenas a su experiencia médica, sin perspectivas de ver cumplidas las promesas que les ofrecieron la FNCA, la USAID y otros, percatándose tarde que solo han sido instrumentos de una sucia campaña contra Cuba.

Deserciones de militares ¿Una nueva modalidad?

Desde hace décadas ha sido interés particular de los servicios norteamericanos propiciar la deserción de miembros de las Fuerzas Armadas Revolucionarias y del MININT de Cuba. En este sentido, han instruido a organizaciones como la FNCA, Cuba Independiente y Democrática (CID), CAMCO y muchas otras, la misión de tratar de seducir a oficiales y soldados de estos órganos, así como a jubilados, con vistas a no solo abandonar el país y sumarse al discurso mediático anticubano, sino también para propiciar la traición de los mismos a la Revolución.

Informaciones actualizadas indican que, particularmente la FNCA, el CID y el Consejo por la Libertad de Cuba (CLC) han orientado a mercenarios internos, así como a viajeros provenientes de EE UU, establecer contactos con oficiales en activo, así como con jubilados, con vistas a promover deserciones, búsqueda de información sensible sobre la defensa del país, así como integrar células conspirativas dentro de nuestra nación. Este nuevo programa está monitoreado por la CIA, varias agencias del Pentágono, así como el Departamento de Estado.

La razón de la creación de este nuevo programa obedece a que los EE UU ven casi imposible el cambio “democrático” por vía pacífica y a través de proyectos como Consenso Constitucional. En este enfoque predomina la percepción de la extrema derecha anticubana, la que trata de propiciar una primavera árabe tipo Egipto en Cuba, donde las fuerzas armadas sean el principal sujeto del cambio institucional.

Cuba tiene pleno conocimiento de esta nueva dirección del ataque contra su institucionalidad, habiendo determinado ya quiénes son los sujetos que están siendo enviados como reclutadores y provocadores, así como aquellos escasos casos potencialmente sensibles de ser manipulados.

Advierto que esta nueva aventura está destinada al fracaso. ¡Después no se quejen quienes se prestan a estas misiones anti institucionales y violatorias de la ley, cuando sean capturados por nuestros órganos de enfrentamiento!

¡Están advertidos!

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